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Alla Frutta

Come evitare separazioni alla frutta

Libri letti e consigliati da Tullio Fazzolari per sposi arrivati alla frutta

Meglio non nominare il nome del supermercato. Si finisce per fargli pubblicità gratuita e senza volerlo né muovere un dito ne ha già avuta abbastanza nei giorni scorsi. Il dato di fatto è che lo spot televisivo di una grande società di distribuzione alimentare è diventato un affaire di portata nazionale suscitando un dibattito di cui in fondo si poteva tranquillamente fare a meno. Tutto perché una bimba, figlia di genitori separati, lancia una pesca al papà raccontando che gliela manda la mamma. Dal suo gesto (e dalla bugia) è scaturito una sorta di delirio collettivo. C’è chi ha lodato lo spot come un’esaltazione dell’unità della famiglia e chi invece ha giudicato negativamente il ruolo della madre. Non bastasse s’è aggiunta un’ulteriore polemica accusando di assenteismo chi (come la segretaria del PD) non aveva fatto commenti. Difficile immaginare che, in altri tempi, Togliatti sarebbe stato criticato per non aver preso posizione sul carosello di Gregorio il guardiano del pretorio che, tutto sommato, esprimeva il malcontento di un lavoratore.

Per colpa di una pesca siamo alla frutta. Per superare la superficialità del dibattito innescato dallo spot pubblicitario conviene ricorrere a chi ha affrontato l’argomento con un approccio più responsabile e con maggiore sensibilità. Di che cosa accade ai figli quando il matrimonio dei loro genitori va in frantumi s’è iniziato a parlare quasi un secolo fa quando, nel 1924, Mondadori pubblica “Pricò. I bambini ci guardano” di Cesare Giulio Viola che, in anni più recenti, è stato ristampato da vari editori. Per l’epoca è un romanzo coraggioso perché una famiglia in crisi è un argomento tabù. Non a caso dovranno passare vent’anni prima che un grande regista come Vittorio De Sica possa realizzarne un film con la collaborazione dello stesso Viola mettendo finalmente in evidenza la sofferenza e il disagio di un figlio che vede padre e madre allontanarsi.

Ma la rottura di un nucleo familiare non è più un caso isolato come poteva apparire nel romanzo o nel film. È una realtà che nessuno si augura ma che succede e nella maggior parte dei casi il problema non è come rimettere insieme i cocci di un matrimonio ma come gestire una separazione senza far soffrire i figli. E su questo la saggistica offre molti titoli che possono essere utili. Se ne possono citare solo alcuni con la consapevolezza di averne dimenticati altri. Per Mondadori Silvia Vegetti Finzi ha scritto “Quando i genitori si dividono. Le emozioni dei figli”. “Dai figli non si divorzia. Separarsi e rimanere buoni genitori” è di Anna Oliverio Ferraris (BUR).

Marco Giacobbi è l’autore di “E vissero separati e contenti. Come raccontare la separazione ai propri figli (reperibile on line). I titoli e, forse, soprattutto i sottotitoli dei libri citati sembrano già tracciare una linea da seguire: se, come capita, il matrimonio non si salva l’unico modo per avere cura dei figli è avere rapporti civili. Altrimenti la bambina, con un papà e una mamma che litigano furiosamente, non lancia più una pesca ma ha la tentazione di prenderli a sassate.

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