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Come convivere con Covid-19

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Il post di Stefano Biasioli, primario ospedaliero in pensione, su Covid e non solo

Come medico ospedaliero (1968-2009) e come medico specialista (libero-professionista ) poi, ho ovviamente avuto a che fare con molti pazienti infetti e con molte infezioni. Ematiche, urinarie, liquorali; localizzate o multiorgano.

Dai primordi della dialisi peritoneale ed extracorporea, quante infezioni e quanti pazienti infetti, quanti pazienti immunodepressi…

Leptospirosi, epatiti B, epatiti C, Hiv, Tbc, infezioni da candida, da cepacia, da batteri Gram negativi e da funghi…da agenti noti e ignoti…

Infezioni guarite e infezioni mortali, sia per i malati che per i sanitari.

Perché questa premessa?

Per far capire che non mi sono mai tirato indietro (come non si sono mai tirati indietro tutti i miei colleghi ospedalieri) quando ho avuto a che fare con pazienti infetti. Negli anni settanta, come successo a molti nefrologi, mi sono “beccato”  una pesante epatite B facendo una fistola arterovenosa ad una dializzata portatrice del virus. Alcuni miei colleghi vicentini hanno avuto una vita devastata e poi sono morti per una infezione Hiv contratta operando pazienti drogati.

E allora, cosa c’entra il Covid?

C’entra. Per dire che, nei decenni passati, soprattutto negli anni sessanta-settanta-ottanta in Italia ci sono stati migliaia di morti legati alle infezioni citate. Guarda caso, non risultano ricerche/statistiche accurate su questo. E, se sono state fatte, non hanno certamente avuto una diffusione sui mass media paragonabile a quella data al Covid.

Ho un rispetto enorme per i morti, qualunque ne sia la causa. Ho quindi un rispetto enorme per i quasi 37.000 morti da Covid, e per loro dico una preghierina ogni mattina. 37.000 morti, una piccola città italiana scomparsa.

37.000 ma…Ma siamo sicuri che questo virus sia stata la causa diretta (diretta o prevalente) di tutte questi decessi, soprattutto nella fase iniziale (Novembre 2019-Aprile 2020) quando i colpiti (e poi morti) erano soggetti “anziani”, con pluripatologia? Chi dice che, costoro, non sarebbero deceduti anche per colpa di una qualunque altra “influenza invernale”?

Non sono uno statistico ma ho dovuto lavorare con la statistica, per fare oltre 200 pubblicazioni scientifiche nella mia vita. Ed, allora, dico che tutti i numeri diffusi – con impietosità quotidiana – sul Covid non sono, secondo me, affidabili.

Partiamo dal Comitato tecnico-scientifico: poco trasparente sia come numero che come qualità dei tecnici coinvolti.

Proseguiamo con l’assenza di assoluta trasparenza nell’agire e nel comunicare i problemi legati al Covid. Esempio? Il “buco” di almeno un mese tra il decreto emergenziale e i primi interventi nazionali.

Ancora. Nessuna chiarezza e nessuna distinzione tra positività al Covid e malattia da Covid.

A cosa serve diffondere quotidianamente numeri, se si mescolano sintomatici e asintomatici? A cosa serve diffondere numeri se non si distinguono i  positivi domiciliari sintomatici dai positivi domiciliari asintomatici?

Se non si forniscono i numeri sui positivi sintomatici gravi che sono costretti al ricovero (quale %?) e non si sono mai forniti numeri su quanti (mese dopo mese) siano passati dal domicilio, alle pneumologie, alle malattie infettive? Se non si forniscono numeri di quanti, mese dopo mese, siano arrivati (entrati) e usciti (guariti o morti) dalle terapie intensive per un aggravamento delle condizioni cliniche intra-ospedaliere.

Da pochi giorni abbiamo saputo che le statistiche nazionali inseriscono tra i morti di Covid anche coloro che, avendo avuto il virus in precedenza ed essendone guariti,  sono poi morti a distanza di mesi, per altre cause!

Perché lo si sta facendo per il Covid e non lo si è fatto, nei decenni passati, per le influenze autunnali o per altre virosi?

Forse per spaventare la gente? Forse per proseguire con questa “democrazia sospesa da gennaio 2020”?. Il dubbio c’è. Pensateci. Non si sono volute anticipare le elezioni (che-da sempre- avvengono con distanziamento tra persone) prima dell’apertura scolastica  e si aprono ora le scuole una settimana prima delle elezioni…

Si riaprono nel caos più assoluto: trasporti, mascherine, temperatura, spazi insufficienti nelle aule, carenza di personale, banchi con ruote e pericolosi per la colonna lombare, incertezza sulle regole in caso di positività di uno o più alunni o di un docente multiclasse.

In un Paese normale l’ISS o il Ministero della Salute riclassificherebbero (almeno) i morti realmente imputabili al Covid, estrapolando tutti gli altri con pluripatologia o patologie terminali.

Nel frattempo, gli stessi Enti dovrebbero almeno diffondere capillarmente i dati sui:

  • morti oncologici dal 2010 in poi
  • morti da influenza dal 2010 in poi
  • morti da  cardiopatie dal 2010 in poi
  • morti da bronconeumopatie croniche dal 2010 in poi
  • morti da malattie infettive dal 2010 in poi

confrontando, poi ,questi dati con quelli dei primi nove mesi del 2020 .

Ciò chiarirebbe “l’effetto Covid”. O no?

Potremmo suggerire altre indagini, ma preferiamo fermarci qui.

Ricordiamo che la clorochina (tanto vituperata dall’OMS e dal CTS) ha dimostrato di essere efficace nel 30% dei pazienti…senza che nessuno degli esperti del CTS abbia detto alcunché.

Perché siamo cosi’ insistenti?

Perché è ormai chiaro che con questo virus – mutante – dovremo convivere, anche se sembra aver perso forza, da maggio in poi. Si diffonde molto, ma è meno violento. Non lo dico io, ma lo dicono i fatti e alcuni medici (Remuzzi su tutti) di cui mi fido.

Se dovremo convivere con il virus, allora Ministero Salute-CTS-ISS dovrebbero dare ai cittadini un’informazione essenziale: essere portatori del virus non significa automaticamente essere ammalati, ma solo essere potenzialmente infettanti.

Quanto infettanti? Non lo sappiamo, finché non sapremo alcune piccole cose:

  • la guarigione dalla malattia Covid assicura una immunità perpetua o a tempo?
  • quale livello anticorpale garantisce la protezione contro una possibile ricomparsa della malattia?
  • quante recidive di malattia ci sono state, ad oggi, in Italia ?
  • quanti sono stati, ad oggi, i morti da “solo Covid” ?

E, per ora, mi fermo qui. Fremant Omnes, dicam quod senti!

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