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Idrossiclorochina e non solo. Che cosa è stato smentito

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idrossiclorochina

La scienza si corregge e in tempi di pandemia è successo più volte. Lo studio sull’idrossiclorochina è solo l’ultimo caso. Tutti i dettagli

 

Non solo idrossiclorochina. È già successo, in passato, che siano pubblicati articoli scientifici poi ritrattati, dopo aver causato conseguenze rilevanti in termini di salute pubblica. Anche in piena emergenza pandemia sono state dette e ritrattate numerose cose, ricorda il biologo Enrico Bucci, autore del libro Cattivi Scienziati, in un post su Facebook.

La scienza “ procede controllando ed auto-correggendo se stessa”, dice Bucci, ricordando che questo significa anche eliminare “le pubblicazioni che non reggono allo scrutinio della comunità scientifica”. Andiamo per gradi.

OMS, IDROSSICLOROCHINA E COVID-19

Partiamo dagli ultimi avvenimenti. La scorsa settimana l’Oms ed alcuni Governi, tra cui Italia e Francia, hanno fermato la sperimentazione dell’idrossiclorochina nel trattamento del Covid-19, in seguito alla pubblicazione di un articolo su The Lancet. Nello studio si parlava di “1500 pazienti in 1200 ospedali in tutto il mondo” e si affermava che l’idrossiclorichina fosse associata ad una mortalità più alta a causa di problemi cardiaci.

Gli studi (e i numeri riportati) non hanno convinto The Guardian, che ha deciso di indagare sull’affidabilità dei dati curati da Surgisphere, la società di Chicago che ha firmato la ricerca, scoprendo la discutibilità di quanto presentato. L’Oms ha quindi riabilitato l’uso dell’idrossiclorochina nel trattamento dei pazienti affetti da Covid (qui i dettagli).

IL POST DI ENRICO BUCCI

Quanto accaduto non stupisce il biologo Enrico Bucci, che su Facebook scrive: “Forse non è abbastanza chiaro che, quando si dice che la scienza procede controllando ed autocorreggendo sè stessa, significa che procede anche eliminando le pubblicazioni che non reggono allo scrutinio della comunità scientifica, e che un dato appena pubblicato è solo all’inizio della sua analisi, non alla fine. In una pandemia, ce ne dimentichiamo perché vogliamo risposte subito; ma le cose non funzionano così”.

“Per fortuna – aggiunge Bucci – grazie anche alla discussione libera, aperta e veloce su internet, oggi le correzioni arrivano veloci, se lo si vuole”.

NON SOLO IDROSSICLOROCHINA. COSA E’ STATO SMENTITO IN PANDEMIA

E sempre Bucci, nel suo post, propone un “piccolo cimitero delle pubblicazioni su Covid-19 che non hanno resistito allo scrutinio degli scienziati”. Tra i primi studi ad essere stati smentiti c’è quello sull’uso delle mascherine, prima ritenuti inutili e dopo indispensabili nella lotta alla pandemia. È stato smentito anche anche lo studio che identificava il virus nel peritoneo.

Ritirata anche la ricerca che descriveva la morte per Covid-19 di una donna incinta e gli studi pubblicati sul New England Journal of Medicine relativi agli ace inibitori. Smentito anche un lavoro che un lavoro che misurava falsi positivi alla PCR tra i pazienti asintomatici.

VACCINI ED AUTISMO

Tra le pubblicazioni ritirate, ricorda Agi, dopo che hanno avuto importanti conseguenze, quella a firma di Andrew Jeremy Wakefeld, pubblicata su The Lancet nel 1998, che legava il vaccino trivalente con l’autismo. Sono passati anni prima di scoprire che la relazione tra le due cose non c’era e il ritiro dell’articolo è avvenuto solo nel 2010. Ancora oggi facciamo i conti con le conseguenze di quelle pubblicazioni.

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