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Chi vince e chi perde con la guerra di Putin in Ucraina

Irlanda

Ecco cosa vuole Putin e cosa otterrà. Perché l’Italia subirà un contraccolpo pesante. E perché la Cina sorride per quanto avviene in Ucraina. Il punto di Gianmarco Volpe, global desk chief di Agenzia Nova

 

È l’azione militare più grave vista in Europa dai tempi della Seconda guerra mondiale. Bombardare un Paese di 40 milioni di abitanti e la sua capitale significa segnare l’Europa orientale con una cicatrice che non sparirà nei decenni a venire. Tutto è destinato a cambiare a partire da questa notte: nella regione, ma anche nel mondo.

Che cosa vuole Putin. La Nato non c’entra nulla: mi pare possa essere ora chiaro a tutti. Putin vuole abbeverare i cavalli sul Dnipro. È il fiume che spacca in due l’Ucraina: a ovest la popolazione mitteleuropea, a est quella russa. Doterebbe così la Russia (o un suo eventuale, futuribile Paese satellite) di una frontiera naturale e la allaccerebbe alla Crimea, già annessa nel 2014. Invadere l’intero territorio ucraino, nella fase iniziale, gli permetterà di vendere l’arretramento dietro il Dnipro come una concessione negoziale.

Cosa otterrà Putin. Forse tutte queste cose: la Nato non interverrà al fianco di Kiev e lo squilibrio tra le forze sul terreno è evidente a tutti. Tuttavia, le forze ucraine non sono più quelle di otto anni fa, sono state armate e addestrate dagli Stati Uniti e, in qualche misura, sanno da sempre che questo momento sarebbe potuto arrivare. L’invasione russa dell’Ucraina sarà probabilmente rapida, ma l’occupazione del territorio sarà difficile e sanguinosa. L’Ucraina non è l’Afghanistan, è uno spazio che conoscono e che è loro congeniale, ma i russi dovranno comunque prepararsi a un logorante conflitto a bassa intensità.

Tutto quello che Putin ha già ottenuto è del tutto indesiderato: ha compattato tutti i suoi nemici, persino la maggioranza di governo in Italia (!) e finanche l’Europa. È il momento in cui tornano alla mente tutte le cose che davamo per scontate. Gli Stati Uniti dovranno tornare a occuparsi seriamente di Europa, la Nato è inevitabilmente destinata a rafforzarsi sul fianco orientale.

Questa, peraltro, non è una buona notizia per l’Italia. Non solo il nostro Paese subirà un pesante contraccolpo economico dal vertiginoso aumento del prezzo del gas, ma perderà anche margine di manovra nel Mediterraneo sulle sue priorità strategiche: contenimento dei flussi migratori e lotta al terrorismo.

Chi invece accoglie con un bel sorriso le notizie da Kiev è la Cina, che in queste ore invita i suoi cittadini in Ucraina a mettere una bandiera cinese sulle auto perché non siano colpite. La mattata bellica di Putin allenterà inevitabilmente le pressioni degli Stati Uniti dalla Repubblica popolare (i fronti aperti sono tantissimi), e potrebbe fornire a Pechino l’occasione per tentare il colpaccio. Taiwan trema.

(Estratto da un post pubblicato sulla pagina Facebook di Gianmarco Volpe)

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