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Chi sono i fornitori (finora segreti) di Amazon. Ecco le 4 aziende italiane

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Amazon

Tutte le società che riforniscono Amazon per i prodotti brandizzati da Jeff Bezos. Molte sono anche cinesi. Nomi e dettagli dei fornitori

Samsung, Panasonic, Philips. E poi Micron, Byd, Mibelle. Sono questi e tanti (tantissimi) altri i fornitori di Amazon, che li svelati dopo l’accusa di vendere con marchi privati facenti capo al brand Amazon, e vestiti prodotti in fabbriche del Bangladesh poco sicure.

AMAZON E I MARCHI PRIVATI

In questi anni Amazon, il colosso dell’e-commerce, ha messo in “vetrina” sul proprio sito dedicato allo shopping online anche diversi oggetti, apparecchi elettronici e vestiti con marchio privato, facenti capo al brand Amazon.

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100 MARCHI NEL SETTORE MODA

L’attuale offerta di Amazon nel mondo della moda, per esempio, vanta oltre 100 marchi privati. E per capire quanto il colosso guidato da Jeff Bezos punti su questo business basta sapere che dal 24 al al 27 ottobre 2019, in Germania, si è tenuto il primo evento di Amazon Fashion dedicato al jeans.

I MARCHI EUROPEI

In Europa non vediamo tutti questi marchi. Amazon, come scrive Fashion Network, ha portato sul mercato del Vecchio Continente solo 5 marchi: Ruth & Fable, un marchio femminile di capi adatti alle occasioni speciali; Find, maggiormente orientato verso una proposta streetstyle; Meraki, che propone capi basici; Iris & Lilly, dedicato alla lingeri; e infine il brand Aurique, che propone capi per lo sport.

AmazonLE ACCUSE

Ed è proprio il settore moda che nelle ultime settimane è finito sotto la lente di ingrandimento di Ong e associazioni varie. L’accusa rivolta ad Amazon era quella di vendere capi realizzati in fabbriche finite nella cosiddetta blacklist, ovvero ritenute pericolanti strutturalmente e non rispettose dei diritti dei lavoratori. Come denunciava il Wall Street Journal, per esempio, un top giallo per bambina venduto sul mercato americano arrivava da una fabbrica in Bangladesh nella blacklist.

L’ELENCO FORNITORI

Amazon ha verificato le accuse, ha tolto il top giallo dalla vendita e poi per garantire maggiore trasparenza ha pubblicato l’elenco completo dei fornitori. Un elenco che, secondo quanto riferito solo pochi mesi fa da John Boumphrey, vicepresidente di  Amazon Fashion Europe, era segreto. L’azienda non avrebbe mai divulgato le zone di produzione dei prodotti di moda della società.

DA DOVE PROVENGONO I FORNITORI AMAZON

Ora Amazon, a sorpresa, ha pubblicato l’elenco nel suo sito. Cosa emerge? Il Pdf conta 102 aziende statunitensi e 12 fabbricanti messicani, ben 505 aziende cinesi e 29 aziende di Taiwan, 168 compagnie indiane, 23 del Bangladesh e 6 del Pakistan. A questi vanno aggiunti poi 55 fornitori del Vietnam, 31 del Giappone, 29 dello Sri Lanka, 19 dell’Indonesia, 14 della Thailandia, 13 della Malesia, 13 delle Filippine, 12 della Corea del Sud, 7 della Cambogia e 4 del Madagascar.

LE AZIENDE DEL VECCHIO CONTINENTE

Per il Vecchio Continente, ci sono invece 10 aziende del Regno Unito, 9 della Polonia, 4 dell’Italia, 11 della Turchia e 2 della Francia.

I FORNITORI ITALIANI

Le quattro aziende italiane che compaiono tra i fornitori di Amazon sono: Soffas Converting, azienda nata nel 2001 dalla fusione fra Soffass e Finepaper, che produce bobine in carta tissue e realizza prodotti finiti per il mercato nazionale del Consumer con il marchio Regina, facente capo al gruppo Sofidel; Fippi, azienda familiare fondata in Italia nel 1970 che produce pannolini; Intercos Europe, specializzata in cosmetici e prodotti per la cura della pelle; e Intercorse Europe, società con sede a Dovera in provincia di Cremona.

LE CRITICHE

La pubblicazione non è bastata a fermare le critiche. La Ong Human Rights Watch, infatti, ha sostenuto che l’elenco, così pubblicato, non basta. Manca, per esempio, “l’indicazione dell’ambito produttivo, rendendo impossibile distinguere un produttore tessile da uno specialista di cosmetici o una fabbrica di elettronica”.

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