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Chi è Gina Raimondo, la manager di polso scelta da Biden come ministro del Commercio Usa

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Gina Raimondo
© 2016 Eric Haynes

Curricula e biografie di Gina Raimondo e Marty Walsh, rispettivamente prossimi ministri del Commercio e del Lavoro nell’amministrazione Biden

 

Una donna di ferro che ha fondato una società di venture capital e un ex sindacalista di lungo corso, attualmente sindaco di Boston, saranno i due nuovi ministri del Commercio e del Lavoro degli Stati Uniti.

LA NOMINA DI RAIMONDO A MINISTRO DEL COMMERCIO

Classe 1971, Gina Raimondo, esperta di imprese e di finanza, nonché attuale governatrice del Rhode Island, sarà l’asso nella manica del nuovo presidente Joe Biden nella battaglia commerciale con la Cina. A Marty Walsh andrà invece il delicato incarico di rilanciare l’industria del Paese.

CHI E’ GINA RAIMONDO

Democratica moderata, sposata con due figli, la Raimondo avrà il potere di gestire l’accesso delle società tecnologiche cinesi al mercato statunitense: giganti come Huawei e ZTE dovranno quindi vedersela con lei. E cioè proprio con la manager che ha assistito al licenziamento del padre quando la fabbrica di orologi per cui lavorava ha delocalizzato in Cina.

LA MISSIONE DI RAIMONDO

Con un background in legge alla scuola di Yale e un’importante esperienza nel fondo Bain capital, la Raimondo sarà anche responsabile per la promozione e lo sviluppo dell’industria statunitense. Un incarico, quest’ultimo, che non si prospetta affatto facile. Anche perché la Raimondo è nota come manager di polso: nel 2011 ha guidato una riforma delle pensioni scontrandosi con i sindacati. Abituata a difendere le sue posizioni, è stata molto critica sulla gestione della pandemia da parte dell’amministrazione Trump.

I COMPITI DI WALSH

Fondamentale per il futuro degli Stati Uniti sarà la collaborazione con Walsh il quale dovrà gestire le delicate relazioni con i sindacati, che temono una crisi legata a doppio filo con la pandemia. La scelta di Biden non poteva essere più appropriata visto che il 53enne Walsh è un veterano delle relazioni sindacali costruite, a partire dagli anni ’80, nel settore dell’edilizia scalando i vertici dell’organizzazione della categoria edile Boston’s Building and Construction Trades Council.

LA STORIA DI WALSH

La sua storia incarna il sogno americano dell’uomo che si è fatto da solo. Non senza inciampare: ha alle spalle una storia di alcolismo che ha superato con anni di terapia: “Il 23 aprile 1995 ho toccato il fondo. Mi sono svegliato con poco ricordo della notte prima e ancor meno speranza per i giorni a venire. Tutti stavano perdendo fiducia in me, tutti tranne la mia famiglia e il movimento operaio”, ha raccontato al Boston magazine.

I RAPPORTI DI WALSH CON I SINDACATI

Proprio in virtù della sua peculiare storia personale, la sua candidatura ha trovato il supporto del potente sindacalista, Richard Trumka, presidente dell’organizzazione AFL-CIO, che ha radunato la sua federazione di 56 sindacati subito dopo che Biden ha vinto le elezioni a novembre. Un segnale chiaro da parte del sindacato che vuole aprire un canale diretto di comunicazione con la Casa Bianca per rilanciare il lavoro negli Stati Uniti. America First, per dirla con un motto condiviso da Democratici e Repubblicani.

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