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Chi e come ha spinto il governo francese a sbroccare contro l’Italia

Macron

Che cosa è successo davvero in Francia sul caso migranti con l’Italia

 

Sono giorni di altissima tensione nei rapporti tra Italia e Francia. La “crisi dei migranti” ha portato il presidente Macron a minacciare di ritirare l’ambasciatore. Una reazione scomposta secondo molti, a iniziare dalla premier Giorgia Meloni che, in conferenza stampa, ieri si è detta “molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese” che reputa “incomprensibile e ingiustificata”. Ma perché a Parigi si sono arrabbiati così tanto?

IL CASUS BELLI

La tensione tra Francia e Italia scoppia perché il nostro paese si è rifiutato di dare accoglienza alla nave Ocean Viking che portava a bordo 230 migranti. Per il governo italiano quelle persone erano migranti economici e non naufraghi, per questo ha rifiutato loro accoglienza. Così la Francia, dopo essere stata contattata dall’ong Sos Mediterranée che gestisce l’imbarcazione, ha accettato di accogliere la nave nel porto di Tolone. Gli oltre 230 naufraghi sbarcati non sono al momento ammessi sul territorio francese, ma posti in “zona di attesa internazionale”. A spiegarlo è la portavoce del ministro francese dell’Interno, Camille Chaize. “La Francia – ha dichiarato il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin – accoglierà a titolo eccezionale la nave Ocean Viking respinta dall’Italia e solo un terzo dei passeggeri saranno “rilocalizzati” in Francia”.

UN COMUNICATO FRETTOLOSO DIETRO LA ROTTURA

Ma perché un paese che solo ad agosto ha firmato un accordo in cui si diceva disponibile ad accogliere fino a 3500 dei migranti arrivati nel nostro paese, ora punta i piedi per solo 230 persone? Alla base della rottura tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron ci sarebbe un comunicato stampa, pubblicato l’8 novembre sul sito del governo italiano. Nella nota, pubblicata dopo il vertice di Sharm-El-Sheik tra la premier italiana e il presidente francese, il nostro esecutivo ringraziava la Francia per la “decisione” di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria. “Esprimiamo il nostro sentito apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell’emergenza migratoria – ha scritto lunedì sera il governo italiano – fino ad oggi rimasta sulle spalle dell’Italia e di pochi altri stati del Mediterraneo, aprendo i porti alla nave Ocean Viking”. Nulla di diverso da ciò che è successo solo poche ore dopo.

LA FUGA DI NOTIZIE CHE HA FATTO ARRABBIARE MACRON

In realtà, come scrive Repubblica, il Ministero degli interni francese stava studiando un piano per far sbarcare la nave a Marsiglia. Non un’alternativa accettata di buon grado ma una scelta estrema che il governo francese voleva evitare. “Mettiamo da parte i pregiudizi e collaboriamo per i nostri reciproci interessi”, sembra che abbia detto Macron proponendo di far sbarcare i migranti della Ocean Viking in Italia per poi prenderli in carico e portarli in Francia anche mettendo a disposizione aerei. Qualcosa deve essere andato storto nelle comunicazioni tanto che il comunicato diramato dal governo Meloni non ricorre ad artifici retorici ma parla di una “condivisione di responsabilità” tout court.

IL RISENTIMENTO DELL’ELISEO

Il risentimento dell’Eliseo arriva dunque dalla “fuga di notizie a mezzo stampa” messo in atto dal nostro governo. Un atteggiamento interpretato come un atto ostile. A cui risponde con atti altrettanto ostili sospendendo unilateralmente l’adesione al meccanismo europeo per il ricollocamento delle persone sbarcate a cui aveva lavorato il governo Draghi. “A fronte della scelta incomprensibile dell’Italia, la Francia ha sospeso l’accoglimento di 3.500 rifugiati al momento in Italia”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin. E, ancora peggio, la Francia ha invitato gli altri 22 paesi partner, a iniziare dalla Germania, a fare altrettanto. Ad oggi questo appello alla rappresaglia è andato a vuoto.

CONTRO MACRON INSORGE LA DESTRA FRANCESE

L’ira del Presidente Emmanuel Macron è stata amplificata dal fatto che la nota del Governo italiano l’ha esposto a raffiche di critiche provenienti da fronti opposti. Da un lato la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen (attualmente presidente del gruppo parlamentare del Rassemblement National, RN) ha attaccato Macron per la decisione di accogliere nel porto di Tolone la nave Ocean Viking. Per Le Pen, quello della Francia è un cedimento: “accettando per la prima volta che una nave sbarchi dei migranti in un porto francese, Macron lancia un drammatico segnale di lassismo” ha scritto su Twitter la capogruppo del Rassemblement National. “Con questa decisione Macron non potrà più far credere a nessuno che intende porre fine all’immigrazione massiccia ed anarchica”.

A questo però ha aggiunto che al posto della premier Giorgia Meloni avrebbe preso la stessa decisione, cioè rifiutare di accogliere l’imbarcazione. Ha tuonato contro la decisione di Macron anche Eric Zemmour, fondatore di Reconquete. “È irresponsabileimmorale e contrario alla volontà popolare e anche all’umanità che dovrebbe dissuadere queste traversate ad ogni costo”, ha scritto.

LA FRANCIA NON DIVENTI LA LAMPEDUSA D’EUROPA

Le critiche più gravi arrivano però dal fronte interno della compagine repubblicana. “Accogliendo l’Ocean Viking a Tolone, il governo francese si rende complice dei trafficanti – ha detto Eric Ciotti, deputato delle Alpi Marittime e alfiere dell’ala conservatrice di Lr (Les Républicains) -. Bisogna rispedire le navi nei loro Paesi di provenienza. Nessun porto francese deve diventare la nuova Lampedusa d’Europa”.

ANCHE LA SINISTRA ATTACCA MACRON

La sinistra francese aveva iniziato a borbottare già poche ore dopo il vertice di Sharm-El-Sheik tra Macron e Meloni. Il presidente si era resto ‘colpevole’ di essere troppo affabile con la premier italiana. La deputata del partito dei Verdi, Sandrine Rousseau, ha condannato la “condiscendenza di Macron verso il fascismo e l’estrema destra”. Macron è stato il primo capo di Stato europeo a incontrare in maniera formale la premier italiana. Secondo Rousseau: “Macron avrebbe potuto sottolineare il fatto che la Francia non coopera con regimi che si rifanno alla storia di Mussolini”.

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