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Chi contesta in Germania le restrizioni anti Covid-19?

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I paradossi del deconfinamento tedesco e le convergenze parallele fra estrema destra ed estrema sinistra in Germania secondo il quotidiano francese Le Monde

Questo il titolo di un articolo di Le Monde dedicato a come sta vivendo la fase 2 successiva alla quarantena il Paese leader dell’Europa. “Angela Merkel è preoccupata. Tre settimane dopo l’inizio del deconfinamento oltre-Reno, la cancelliera tedesca teme che stia crescendo tra i suoi concittadini la sfiducia. Lo ha confidato lunedì 11 maggio in occasione della riunione settimanale dello stato maggiore dell’Unione cristiano-democratica, allarmata soprattutto per la non osservanza sistematica dell’obbligo di indossare le mascherine nei grandi magazzini.

Nella stessa giornata davanti ad alcuni giornalisti la cancelliera ha ricordato che l’alleggerimento delle misure di confinamento non deve far dimenticare le regole di base: ‘Portare la mascherina, mantenere le distanze, rispettarsi gli uni con gli altri’. È la grande sfida del deconfinamento alla tedesca. In un Paese dove l’epidemia del Covid-19 ha fatto ‘appena” 7.533 morti, secondo le cifre pubblicate dall’Istituto per la salute Robert-Koch, gli appelli alla prudenza hanno sempre meno presa sull’opinione pubblica. In base a un sondaggio YouGov reso noto il 3 maggio, il 56% degli intervistati affermavano di non avere paura di essere contaminati dal virus , l’8% in più del 30 marzo.

Negli ultimi giorni, tuttavia, alcuni indicatori mostrano che la situazione non è affatto sotto controllo. In quattro länder – Baviera, Nord Renania-Westfalia, Turingia e  Schleswig-Holstein – si sono registrati in una settimana più di 50 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, soglia oltre la quale le autorità hanno stabilito che fosse necessario un ritorno locale al confinamento.

Altra brutta notizia: il tasso di riproduzione del virus dal 9 maggio è risalito al di sopra di 1”. Tutto ciò non significa che in Germania stia per arrivar una seconda ondata epidemica, gli esperti su questo professano prudenza.

Ma proprio questa incertezza alimenta in molti tedeschi l’impazienza per un rapido ritorno alla normalità: “Sabato – così Le Monde – migliaia di persone hanno manifestato a Stoccarda, Francoforte, Monaco, Colonia e Berlino per protestare contro l’obbligo di indossare le mascherine nei negozi e sui mezzi di trasporto pubblico e per chiedere che sia cancellato il divieto di assembramento. (…) Il movimento, dominato all’inizio dall’estrema destra e in particolare dall’Afd, sta cambiando natura trasformandosi in una fronda composita dove si ritrovano gruppi di estrema sinistra, anarchici, tifosi di calcio, militanti no-vax, difensori delle libertà politiche, persino qualche esponente delle diverse Chiese. (…) Il problema è di ordine pubblico ma anche sanitario, le autorità non nascondono la paura che queste manifestazioni diventino nuovi focolai d’infezione. (…) Per il governo federale, la situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il settimanale Der Spiegel ha dato notizia domenica di un rapporto di 80 pagine stilato da un funzionario del Ministero dell’interno in cui si dice il Covid-19 ‘non è più grave di tanti altri virus’ e si accusa lo Stato di essere ‘uno dei principali propagatori di fake-news’. Il funzionario, che ha inviato il suo rapporto a molti suoi colleghi, è stato licenziato: ‘Il problema’, ha spiegato un portavoce del Ministero dell’interno, ‘non è che un collaboratore esprima un’opinione critica, ma che lo faccia su carta intestata del ministero dando così l’impressione che si tratti della posizione ufficiale dell’amministrazione’”.

 

(Tratto dalla rassegna stampa estera di Eprcomunicazione)

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