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Che cosa succederà a Pil, Europarlamento e Commissione Ue dopo le elezioni europee

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L’articolo di Giampaolo Vitali, economista Cnr-Ircres, segretario Gei (Gruppo economisti di impresa), che analizza i risultati dell’ultimo sondaggio congiunturale Gei sulle prospettive delle istituzioni europee e sull’economia del Vecchio Continente

Le nove slide di sintesi mostrano una forte stabilità delle aspettative (ovviamente, di bassa crescita) verso la congiuntura del II semestre 2019 (slide 2 e 3), all’interno di una forte instabilità del quadro politico (slide 4), confermata dalla previsione di un Parlamento europeo ricco di partiti euroscettici (slide 5).

È interessante notare come anche nel caso in cui la futura Commissione Ue allentasse i vincoli di bilancio, lo spread BTP-Bund sia comunque destinato a aumentare, influenzato dai mercati che vedrebbero nell’allentamento dei vincoli un pericolo di insostenibilità del debito (slide 6).

In questo contesto, anche le aspettative di rispetto del deficit promesso dal Governo per il 2020 sono negative (slide 7).

In ogni modo, la somma degli economisti che hanno aspettative positive o stabili sulla crescita semestrale ritorna ai livelli tipici del medio-lungo periodo (slide 8), con il recupero dallo “smarrimento” che si era registrato a novembre 2018 durante l’acceso confronto tra il nuovo Governo e la Commissione Ue.

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