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Che cosa succede tra Musk e Biden

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Tutte le potenziali tensioni fra Musk e Biden secondo Axios

Se dovesse diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden ha le idee molto chiare: vuole puntare sul contrasto ai cambiamenti climatici e sui sindacati. Ma il binomio potrebbe trovare delle forti resistenze, in particolare tra un big del settore in America, Elon Musk. Che come fa notare Amy Harder, in un articolo su Axios, è in testa nel primo settore ma è fortemente in ritardo sul secondo, con il rischio, dunque, di scatenare un contrasto.

I CONTRASTI TRA I DUE

“Musk non è l’unico ad essere avverso ai sindacati, ma Tesla è considerata un’azienda leader sul tipo di nuove tecnologie necessarie per affrontare il cambiamento climatico. L’etica di leadership di Musk potrebbe quindi entrare nel mirino se Biden dovesse diventare presidente e facesse fede ai voti della sua campagna elettorale”, sottolinea la Harder.

I PIANI DI BIDEN

Il piano di Biden per il cambiamento climatico prevede che l’energia rinnovabile sostituisca in gran parte il petrolio, il gas naturale e il carbone e che si costruisca un’enorme quantità di veicoli elettrici. Il candidato democratico sta anche spingendo affinché le industrie del settore ‘green’ abbraccino i sindacati, cosa che in gran parte non hanno fatto.

LA LUNGA TRADIZIONE DI MUSK CONTRO I SINDACATI

Tesla è pronto a trarre grandi benefici dalle politiche climatiche di Biden, ma Musk ha una storia di comportamenti anti-sindacali molto lunga: “Un giudice di diritto amministrativo ha stabilito lo scorso autunno che Tesla e Musk hanno infranto le leggi federali sul lavoro durante una serie di azioni da parte di funzionari dell’azienda e di tweet di Musk nel 2017 e nel 2018, mentre i lavoratori cercavano di formare un sindacato”, scrive Axios.

Un appello è pendente presso il National Labor Relations Board, un’agenzia federale indipendente. Ma la legge attuale non impone sanzioni. Ad oggi, comunque, la Tesla non ha ancora un sindacato.

Tesla è stata anche citata per decine di violazioni della sicurezza nel suo stabilimento in California, come riportato da Forbes in un articolo del 2019.

Più recentemente, i funzionari del sindacato hanno detto che Musk potrebbe aver violato altre leggi sul lavoro aprendo lo stabilimento di Tesla durante la pandemia, nonostante i funzionari del governo lo avessero redarguito a non farlo.

LA STORIA

Tesla si colloca a metà strada tra la casa automobilistica e l’azienda tecnologica, ma Musk è un classico amministratore delegato della Silicon Valley, la maggior parte dei quali generalmente rifugge dai sindacati. Le tre principali case automobilistiche americane – General Motors, Ford e Chrysler – sono tutte sindacalizzate. Le case automobilistiche straniere con meno storia negli Stati Uniti non hanno sindacati qui, e nemmeno le aziende tecnologiche.

LE GAFFE DI MUSK

Musk ha difeso il suo comportamento sui diritti dei lavoratori più volte su Twitter, dicendo nel 2018 di non essere contrario ai sindacati in generale, ma solo agli United Auto Workers. Parole contro cui l’UAW ha presentato la denuncia al consiglio dei lavoratori.

Tesla ha anche detto in un documento presentato alla Securities and Exchange Commission questa primavera che “i dipendenti di Tesla sono liberi di associarsi o di astenersi dall’associarsi con terzi, compresi i sindacati”.

BIDEN NON COMMENTA SU TESLA

Il portavoce della campagna di Biden, Matt Hill, non ha comunque commentato la Tesla in modo specifico, ma ha detto in generale che il piano climatico di Biden creerà “più di un milione di posti di lavoro sindacali ben pagati per fare dell’America un leader globale nella produzione di veicoli elettrici e dei loro componenti”.

Gli esperti che seguono Tesla dicono però che l’azienda sta perdendo l’opportunità di tirare le fila non solo sul clima, ma anche sui diritti dei lavoratori. “Sarebbero un’azienda migliore e un’azienda di maggior successo se decidessero di abbracciare l’idea che i dipendenti devono avere voce in capitolo e che i dipendenti devono poter partecipare alla ricchezza creata da questa innovazione”, ha detto Dave Foster, ex funzionario del Dipartimento dell’Energia che ora lavora sulle questioni del lavoro all’Energy Futures Initiative, secondo quanto riferito da Axios.

COSA VUOLE BIDEN SU CLIMA ED ENERGIA

Il piano di Biden per il clima e l’energia, recentemente ampliato, richiede cambiamenti radicali alle leggi sul lavoro, insieme a obiettivi aggressivi per la transizione dai combustibili fossili.

I lavoratori che costruiscono infrastrutture per l’energia pulita “devono poter scegliere di aderire a un sindacato e contrattare collettivamente”, afferma il piano.

Il piano sostiene poi che la legislazione dovrebbe rendere più facile per i lavoratori la contrattazione collettiva. Biden sostiene inoltre che i dirigenti potrebbero essere “personalmente responsabili” in caso di interferenza.

Il rappresentante democratico Richard Neal del Massachusetts, che presiede il potente House Ways and Means Committee, ha detto all’inizio di quest’estate di voler includere i veicoli elettrici nella legislazione per fornire maggiori incentivi alle aziende di energia rinnovabile con standard di lavoro più forti. Il potenziale di tale disegno di legge aumenterebbe notevolmente se Biden dovesse vincere.

CHE DICONO I SINDACATI

“Quello che Biden sta suggerendo è avere finalmente qualche forza in più nelle leggi sul lavoro degli Stati Uniti- ha detto Richard Bensinger, ex direttore organizzativo nazionale dell’AFL-CIO ed ex direttore organizzativo della United Auto Workers. -. Ritenendo Musk personalmente responsabile, la legge potrebbe dissuaderlo dal suo abituale blocco del sindacato. La legge attuale non prevede sanzioni, ma solo rimedi e nessuna responsabilità individuale. Questo farà una grande differenza nell’organizzare luoghi come Tesla, perché prenderà questi proprietari e li riterrà responsabili della lotta contro il diritto dei lavoratori americani di organizzare un sindacato”.

Tuttavia, osserva la Harder, “come per le promesse della campagna elettorale, anche questa si basa molto sul sostegno del Congresso agli obiettivi di Biden. Se il Senato dovesse rimanere sotto il controllo dei repubblicani (una prospettiva che sembra meno sicura), molto di quello che Biden vuole non accadrà”.

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