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Che cosa sta succedendo nella Stazione Spaziale Internazionale?

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La Stazione Spaziale Internazionale, gestita da cinque agenzie (americana, russa, europea, giapponese e canadese) potrebbe essere stata sabotata dall’interno. Nei giorni scorsi si è registrato un incidente: un calo di pressione all’interno di un modulo di fabbricazione russa, il Soyuz, in cui si è aperta una falla di qualche millimetro la cui causa è stata inizialmente attribuita a un minuscolo meteorite.

LA FALLA APERTA CON UN TRAPANO?

Da quanto ha dichiarato Dmitry Rogozin, il direttore dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, sembra invece che la causa sarebbe da attribuirsi a un errore umano o addirittura a un sabotaggio. In particolare, scrive il Guardian, a bucare la stazione sarebbe stato un trapano. «Ci sono stati diversi tentativi di perforazione» ha dichiarato Rogozin e ha poi aggiunto che sembra che il danno sia stato provocato da una «mano esitante».

L’incidente non ha messo a rischio la vita dell’equipaggio e il “buco” è stato tappato dagli astronauti. La Russia ha avviato una commissione d’inchiesta per identificare il problema, una priorità che per la compagnia Energiya, che ha prodotto il modulo, è stata definita «una questione d’onore».

Le ipotesi sono due: che il danno sia stato prodotto sulla Terra oppure in orbita, da un astronauta. Quest’ultima ipotesi, ha apertamente detto Rogozin «non è esclusa».

L’IPOTESI SPAZIALE

Maxim Surayev, un parlamentare russo con un’esperienza di astronauta, ha suggerito che il sabotaggio potrebbe essere stato messo in opera da un cosmonauta disturbato per imporre un rientro a casa prima del tempo. Un’ipotesi che non convince l’esperto Alexander Zheleznyakov, un’ingegnere che ha dichiarato che sarebbe «quasi impossibile» fare un buco in quel punto della stazione, un modulo progettato per essere poi abbandonato nello spazio e non per essere riportato sulla terra. Inoltre gli ambienti della ISS sono monitorati.

L’IPOTESI TERRESTRE

L’altra ipotesi è che il danno sia stato prodotto a Terra. Una fonte all’interno dell’industria spaziale ha dichiarato al Guardian che potrebbe aver avuto origine nei test dei laboratori Boikonur in Kazakistan da un errore di tecnico, e successivamente potrebbe essere stato “coperto”. «Qualcuno si è spaventato e ha tentato di sigillare il buco – ha detto la fonte  – Ma il sigillante nello spazio si è seccato e ha ceduto».

LA COOPERAZIONE USA-RUSSIA

Attualmente sull’ISS si trovano sei cosmonauti: due russi, tre americani e un tedesco. Nel progetto cooperano cinque agenzie: l’americana Nasa, la russa RKA, l’europea ESA, la giapponese JAXA e la canadese CSA-ASC.

La stazione ISS è rimasto uno degli ultimi progetti in cui cooperano Stati Uniti e Russia dopo il peggioramento dei rapporti in seguito alle sanzioni imposte da Washington. Il portavoce della Nasa, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano chiarimenti sulla questione, ha rimandato all’Agenzia spaziale russa, che supervisiona l’attività della commissione di inchiesta.

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