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Che cosa si potrà fare e che cosa non si potrà a fare a Natale e Capodanno, tutte le regole

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Il nuovo Dpcm sulle regole anti Covid nel periodo natalizio spiegato dal premier Giuseppe Conte

“In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”.

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Ecco le parole salienti di Conte:

“Sarà sempre consentito il rientro nel comune di residenza o domicilio”.

“È una cautela essenziale per proteggere i nostri cari”.

“Dal 7 gennaio ripartirà la didattica in presenza, nelle aree rosse e arancioni dalle 5 slle 22 bar e ristoranti potranno fare servizio da asporto”.

“Ci saranno ulteriori restrizioni nel periodo 21 dicembre 6 gennaio. Vietati tutti gli spostamenti tra Regioni anche per raggiungere le seconde case”.

“La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga e dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio e non essere meno violenta della prima ondata”.

“Abbiamo riportato l’Rt a 0,91, c’è un calo di accessi ai pronto soccorsi, continuando così nel giro di due settimane, vicino alle feste, tutte le Regioni saranno gialle”.

“Il Covid-19 ha sconvolto le nostre vite e sta ancora provocando effetti senza precedenti sui nostri sistemi sociali ed economici”. Ma non si può perdere l’occasione “di aprire la strada a un nuovo inizio fondato su una più intensa cooperazione internazionale e su un rinnovato spirito di solidarietà. L’Italia crede fortemente nel multilateralismo, con le Nazioni Unite al centro”.

“Continueremo ad applicare il sistema che prevede le regioni colorate arancioni gialle e rosse: sta funzionando, si sta rivelando efficace, ci permette di dosare i nostri interventi. Le misure sono adeguate e proporzionate al livello di rischio effettivo del territorio senza penalizzazione”.

LE PROTESTE DELLE REGIONI

Malumori per le modalità con cui si è arrivati a varare il decreto legge della scorsa notte: il documento, che comprende rigide restrizioni per gli spostamenti sui territori durante le festività, è stato approvato dal governo senza neppure parlarne con gli enti locali. E’ quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dalla Conferenza delle Regioni che si è riunita.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

Un mancato confronto, dicono ancora i governatori che “non ha consentito di portare all’individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. Quanto ai ristori, la Conferenza sottolinea infine che né nel decreto legge né nel Dpcm “si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle regioni e dalle province autonome”.

“Ho partecipato alla conferenza delle Regioni che era un passaggio chiave perché abbiamo definito con loro e raccolto le loro osservazioni sulla bozza del dpcm per gestire la pandemia nelle prossime settimane con particolare attenzione al periodo natalizio”. Lo dice il premier Giuseppe Conte.

E’ “incomprensibile” lo stupore delle Regioni per le norme inserite nel decreto legge e nel Dpcm. E’ quanto avrebbe detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, secondo quanto si apprende, nel corso della Stato-Regioni. “Le norme inserite nel decreto legge le conoscevate bene e sono state discusse in due riunioni nell’ultima settimana durate complessivamente 7 ore” ha aggiunto il ministro ricordando i due punti centrali delle misure: coprifuoco alle 22 e limitazione alla mobilità tra le regioni. “Fin dalla prima riunione – ha concluso – abbiamo detto con chiarezza che questi due punti erano per noi inamovibili”.

Da quanto appreso dal Governo per le Regioni “non ci sarà alcuna possibilità di uscire dalla fascia gialla di rischio covid fino alla fine delle vacanze natalizie”, afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti parlande dell’emergenza coronavirus. “La riapertura serale dei ristoranti non sarà possibile. Si perde un’occasione per dare un po’ di respiro alle famiglie e di fiato all’economia. Non comprendo che possibilità in più ho di infettarmi a pranzo o a cena, così come a messa alle 22 o alle 24?”. “C’è qualcosa di oscuro nel comportamento del virus e da parte del Governo”, dice Toti.

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