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Che cosa si bisbiglia a Londra su Harry e Meghan

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Harry Meghan

Il corsivo di Pietro Romano sulla rinuncia di Harry e Meghan ai loro obblighi legati alla Royal Family

Il finale di partita era già ampiamente previsto. Ma la drastica svolta politica nel Regno Unito lo ha accelerato. E così il duca e la duchessa del Sussex, Harry e Meghan insomma, hanno rinunciato ai loro obblighi legati alla Royal Family già all’inizio del 2020. Non, più ordinatamente, entro l’estate, come invece era stato annunciato a chi scrive poco prima delle festività natalizie da un insider della Corte incontrati da Simpson’s in the Strand.

A soffiare sul fuoco nelle ultime settimane erano stati anche i giornali con più forza schierati a favore della Brexit, e della svolta populista dei conservatori di Boris Johnson, impegnati a impallinare la coppia per i loro atteggiamenti radical chic, in contrasto crescente con gli umori del Paese. Questa mattina, perfino un quotidiano di qualità come il Daily Telegraph pubblicava una vignetta irriverente: un pizza express che innalza un cartello con la scritta “assumiamo ex duchi ed ex duchesse”, a sbeffeggiare le loro affermazioni di voler lavorare.

Il peggio però deve ancora venire. Contro Harry e Meghan soprattutto i tabloid popolari più avidamente letti fuori Londra sono pronti a scatenarsi: perché continuano a detenere le loro prerogative, dal rango alla scorta? A usare la propria residenza? A ricevere un appannaggio dal principe Carlo di due milioni di sterline all’anno? Sono i titoli che in breve campeggeranno vistosamente sulle loro prime pagine, tra gente che non vuole fare prigionieri. E se questi umori tracimeranno sul Telegraph la frittata sarà fatta. A quel punto, potrebbe anche venire meno il ruolo che, secondo indiscrezioni di fonte notevole, è stato previsto per Harry e Meghan: affiancare Greta nelle sue battaglie ambientaliste e, soprattutto, costituire un movimento verde più schiettamente politico di un Wwf, strutturato su base mondiale, con sezioni nazionali e un direttorio. Il probabile obiettivo finale della “nostra associazione benefica” già annunciata da Harry e Meghan.

Per la regina Elisabetta e la Royal Family, Carlo e William e lo stesso Johnson, intendiamoci, tutto grasso che cola. Elisabetta ha tirato il freno all’uscita di Harry e Meghan solo perché vorrebbe imporre dei paletti all’impegno pubblico di Harry. Le motivazioni contrarie, peraltro, hanno spinto il nipote ad accelerare l’annuncio, e via Instagram. Tutto qui.

Rispetto ai tempi di Diana, di Blair e della cool London (e non Britannia, com’è stato scritto ripetutamente, perché in quegli anni la provincia britannica è collassata e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti) una inversione a 180 gradi. A Buckingham Palace come su una qualsiasi high street. Una inversione di cui è arrivato il momento che tenga conto la classe dirigente europea e in particolare del nostro Paese, che nel Regno Unito spesso aveva trovato un fattivo alleato nei confronti dell’asso franco-tedesco.

La Gran Bretagna sarà pure un’isola ma continua ad avere un ruolo mondiale molto più rilevante dei suoi chilometri quadrati. E l’uscita di Harry e Meghan dalla Royal Family ne rappresenta uno specchio puntuale, da non lasciare solo ai commenti dei settimanali da sala di attesa.

A dimostrare quanto corra veloce oggi la vita (e la cronaca magari destinata a diventare storia) un’osservazione: fino a poche settimane fa nel mainstream, britannico e non solo, si pensava addirittura a Harry e Meghan come coppia reale ideale dopo un’eventuale vittoria elettorale degli anti-Brexit, che avrebbe costretto alla rinuncia Elisabetta, Carlo e William considerati tradizionalisti e più o meno brexiters, aprendo una crisi di regime. Ipotesi di cui la realtà ha fatto strame.

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