Mondo

Che cosa combineranno M5s e Pd. L’analisi di Bagnai (Lega)

di

Zingaretti Di Maio

Le affinità ideologiche tra M5s e Pd ci sono. Mancano però affinità di metodo, e quindi l’esperimento durerà poco. Il post dell’economista della Lega, Alberto Bagnai, tratto dal suo blog

 

Che i 5 Stelle fossero la continuazione del Pd con altri mezzi voi qui l’avete sempre saputo. La loro impostazione secondo cui la crisi dipende dal debbitopubblico che dipende da lacoruzzzzione si basava su due passaggi falsi (la crisi non è stata scatenata dal debito pubblico e questo non dipende dalla corruzione), ma facilmente comunicabili, sostanzialmente volti a delegittimare la politica e l’azione dello Stato nell’economia, e quindi, in definitiva, a sostenere quel progetto ultraliberale, hayekiano, di società, tutto web e distintivo, che poi è oggi sostenuto anche dagli ex “comunisti”. Le affinità ideologiche ci sono.

Mancano però affinità di metodo, e quindi l’esperimento durerà poco.

Non vedrò, e non vorrei nemmeno vedere, le riunioni di maggioranza in occasione del prossimo decreto fiscale: so solo che non saranno un bello spettacolo, e che non tirerò certo notte aspettando che si mettano d’accordo!

I colleghi del PD, che sono adorabilmente callidi, non mancheranno di insinuarsi come acqua nelle confusionali porosità post-ideologiche dei nostri ex alleati, per riprendere terreno su di loro. Già li vedo sornioni giocare come il gatto col topo…

Poi arriverà l’inverno dello scontento elettorale, l’acqua gelerà, e i grillini da pomice ideologica si faranno polvere di stelle. Ma non andrà molto meglio ai nostri amici. Ormai tutti voi avete avuto ampio modo di conoscerli, di capire come essi siano una minaccia non solo per il vostro benessere economico, ma una minaccia esistenziale tout court.

Gli sponsor del metodo Bibbiano, i gestori del CSM – a proposito: il giustizialismo dei 5 Stelle come si sposerà con l’egemonia del PD in un campo tanto delicato? – i liquidatori di ospedali e scuole, i passivi esecutori di un’agenda dettata da potenze estere

Questa esperienza metterà fine a una fastidiosa anomalia italiana: quella che consiste nell’essere l’unico paese periferico di una certa rilevanza ad avere ancora un partito “socialista” con percentuali a due cifre. Aspettiamo fiduciosi per il PD la sorte del Pasok e di tanti altri (come il PS francese), e questo lieto sviluppo, questa plastica rappresentazione delle loro divisioni interne, della loro lubrica e invereconda bramosia di potere, ne siamo certi, aiuteranno, oh, se aiuteranno…

Questo è il momento di resistere. Ridotta alla sua essenza, come perfino il Sole 24 Ore deve ammettere, questa crisi nasce dal conflitto fra l’unico partito che non vuole essere vassallo, e tutti gli altri – in Italia e all’estero. Questo conforta me nella scelta che ho fatto, e deve confortare quelli di voi che hanno ritenuto di sostenerla nel ritenere che insistere sia la cosa giusta.

Se siamo riusciti a fare così tanto con numeri così bassi (il 17%) e in un ambiente del quale comprendete bene l’ostilità, evidentemente, portando in Parlamento il sostegno che le regionali e le europee dimostrano, avremmo potuto fare molto di più. Noi siamo pronti a lottare per raggiungere questo risultato. Ma voi dovete credere nella democrazia, dovete credere in voi stessi, dovete credere nella scelta che avete fatto, e dovete persistere. Le elezioni non saranno fra quattro anni, come qualcuno dice, ma anche fosse? Non si può fermare il vento con le mani.

La “sinistra”, di cui qui abbiamo tanto parlato, è un morto che cammina. Il mondo, non l’Italia, non la Lega, non Salvini, non Bagnai: il mondo è diventato conservatore. Non poteva che essere così, e non sono tendenze reversibili in pochi mesi né in pochi anni: ne abbiamo discusso tanto a lungo, tanto approfonditamente, quando il nostro intendimento era resistere ad esse.

Ora, il nostro lavoro è diventato molto più semplice: dobbiamo seguire l’onda, anziché contrastarla. Un compito che richiede abilità, attenzione, perseveranza, ma che è pur sempre più facile da portare a termine di un compito impossibile: rianimare il cadavere del progressismo. Se vi ho dato prova di intuire la direzione degli eventi (a partire da quella dei tassi di cambio, per arrivare a quella dei governi,…) allora ascoltatemi: la notte sarà breve, e la passeremo, qui, in ottima compagnia, in compagnia della parte del paese che ha deciso di approfondire, di studiare, e di ribellarsi a un progetto irrazionale. La Storia è con noi. Agli altri resterà la vergogna di aver tradito, per convenienza personale, posizioni ideali, che forse non sono mai state tali.

Vi avevo pur detto, tempo addietro, che berciare contro la casta poteva essere un modo efficiente per entrare a farne parte. Qualcuno di voi scrollava le spalle dubbioso. Ora lo vedete coi vostri occhi. Estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae. So che molti di voi soffrono. Se non lo sapessi, non avrei deciso, otto anni fa, quando mai avrei pensato di entrare in politica, di mettere a rischio la mia carriera e di sconvolgere la vita della mia famiglia per abbattere il muro di gomma del conformismo. Chi è arrivato qui da poco, obnubilato dalla retorica della casta, ovviamente non potrà rendersene conto. Ma chi era qui dall’inizio sa. Evitate di discutere, evitate di avvelenarvi la vita, evitate di esporvi soprattutto sui social, dove la nuova Presidente vuole scatenare la repressione – e anche di questo avevo parlato (ovviamente inascoltato) a una persona in cui avevo riposto fiducia:

 

(Estratto di un articolo pubblicato su goofynomics.blogspot.it; qui l’articolo integrale)

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