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Come il centrodestra ha letto il discorso di Mattarella

Meloni Centrodestra

Sensazioni e commenti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia al discorso di Mattarella per il Giuramento in Parlamento. La nota di Paola Sacchi

 

Non è quel “presidente proveniente dall’area di centrodestra” che Giorgia Meloni avrebbe voluto e sulla cui scelta si è determinata la frattura tra la presidente di Fratelli d’Italia con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Ma, a giudicare dagli applausi corali che su molti passaggi vengono pure dai banchi di FdI, al discorso di Giuramento in parlamento, Mattarella direbbe, quindi, per esemplificare con una battuta, anche significative cose ritenute “di destra”, ovvero sollecitate in particolare dal centrodestra. Come quando parla della necessità di un “profondo processo riformatore che deve interessare anche il versante della giustizia”.

Il Presidente rieletto, che per “responsabilità” non ha “potuto” e “inteso” sottrarsi alla “inattesa, nuova chiamata”, dopo i giorni della Corsa al Colle, “travagliati per tutti, anche per me”, nel suo discorso dell’ultimo dell’anno, aveva già rimarcato, in quel caso parlando del suo “successore”, il principio che il Capo dello Stato si debba spogliare per l’interesse generale “di ogni precedente appartenenza”.

Altri applausi giungono ora al suo “bis” dal centrodestra al suo nuovo Giuramento sul passaggio contro gli scafisti, la battaglia contro “la tratta e la schiavitù degli esseri umani”, che segue il suo appello contro “razzismo e antisemitismo”. La stessa leader di FdI ricorda in una nota quegli applausi di FdI, così come quello, secondo Meloni, “dove Mattarella ricorda a Mario Draghi che siamo ancora una Repubblica parlamentare”. Ma la leader di FdI rivendica la scelta fatta: “Lo abbiamo applaudito perché noi rispettiamo le istituzioni sempre. Ciò non toglie che a differenza degli altri partiti, tra cui anche la Lega e Forza Italia, noi non lo avremmo mai votato”.

Di tenore diverso le reazioni degli alleati della coalizione spaccatasi sul Colle. Applausi e conferma di aver fatto “la scelta giusta” vengono da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Il Cav: “Discorso ineccepibile che ci rafforza nella convinzione di aver ben agito chiedendo per primi la riconferma del Presidente Mattarella”. Spiega l’ex premier, presidente di Forza Italia, che è una scelta per “la stabilità”: “Lo abbiamo fatto proprio nello spirito da lui richiamato di superare al più presto con impegno comune una difficile fase politica e continuare a lavorare per uscire dall’emergenza sanitaria e dalle difficoltà economiche”. Berlusconi sottolinea il richiamo di Mattarella “tra le priorità, della riforma della giustizia”.

Salvini elogia il Presidente per il suo “bellissimo discorso”, “applausi convinti”, ai quali unisce i suoi da casa dove momentaneamente si trova perché positivo al test anti-Covid. Il leader della Lega si dice “felice di aver offerto” il suo “contributo”, al pari di altri, per la riconferma di Mattarella”. In particolare Salvini plaude al passaggio sulla giustizia e ricorda poi ad Affaritaliani: “Se le istituzioni resteranno ferme, saranno i cittadini a tradurre in realtà concreta” quelle riforme chieste da Mattarella “con i referendum che grazie a Lega e Radicali ci saranno in primavera per restituire credibilità alla Magistratura”.

Uno dei passaggi più applauditi della parte del discorso di Mattarella sulla giustizia riguarda il Csm. Ammonisce, con la premessa della “salvaguardia dei principi irrinunziabili di autonomia e di indipendenza della Magistratura”: il Csm è chiamato a “svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine Giudiziario”. E ancora: “Occorre che venga recuperato un profondo rigore” perché “i cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia”. E, sottolinea il Presidente, “neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone”.

Il senatore di FdI Lucio Malan si dice “sorpreso”: “È stato più energico di quanto molti si aspettavano”. Plaude il senatore Maurizio Gasparri di FI anche sulla parte relativa alla “centralità del parlamento spesso messa in discussione da voti di fiducia e decreti”. Andrea Ruggieri, deputato azzurro: “È stata davvero importante quella parte sulla giustizia”. E il presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia apprezza in particolare la parte sul ruolo delle Autonomie. Applausi (55 in tutto) a Mattarella anche da FdI, unico partito che non lo ha votato.

Il Presidente della Repubblica detta l’agenda per costruire “nei prossimi anni l’Italia del dopo emergenza”, un’Italia “più giusta e più moderna”. Ringrazia e sprona il governo Draghi ad andare avanti. Sullo sfondo lo snodo delle elezioni politiche del 2023, con la ricerca del quadro politico, nel centrodestra, soprattutto, ma anche nel centrosinistra, di nuovi assetti.

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