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Cosa si dice nel centrodestra sulla legge elettorale

Meloni Centrodestra

La nota di Paola Sacchi

 

Stoccate, formule diverse continuano a tenere banco nel centrodestra. Ma più di un parlamentare si lancia, seppur sommessamente, nella previsione che alla fine la coalizione si ricomporrà, “se non altro per salvare intanto le giunte sul territorio”. Cosa che fa perdere al momento quota ai progetti neo-centristi e proporzionalisti, questi ultimi in particolare caldeggiati a sinistra anche dopo il caos in cui sono precipitati i Cinque Stelle.

C’è chi con realismo anche nel Pd la vede così: “È in atto nel centrodestra una rinegoziazione del contratto e finché è così è chiaro che resta il Rosatellum, per ora”. Che Forza Italia debba restare il perno della coalizione insieme con “un centro moderato” però “alternativo alla sinistra, saldamente ancorato al centrodestra”, lo aveva già ribadito con chiarezza Silvio Berlusconi. E ieri il suo numero due e coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani è tornato a chiudere con nettezza ai tentativi neo-centristi, attribuiti a Giovanni Toti e Matteo Renzi, scollegati dai due poli: “Tra le tante persone che incontro nessuno mi chiede della legge elettorale. Non è tra le priorità degli italiani. Credo non esista la possibilità con il sistema elettorale attuale (il Rosatellum ndr) di dar vita a un centro diverso dal centrodestra”.

E, sottolinea Tajani da Bruxelles, “il centro del centrodestra occupa uno spazio politico che è quello della famiglia del Partito Popolare Europeo”. Come dire: il centro, i veri “moderati” siamo noi. “La formazione renziana Iv è nel centrosinistra, nell’altra metà del campo”, ricorda.

Bisognerà vedere ora con quale formula il centrodestra riuscirà a ricomporsi. Ma è evidente che passano da qui molti degli scenari politici futuri. Perché se la coalizione resterà è ovvio che sarà il vero ostacolo per i tentativi proporzionalisti.

Matteo Salvini ieri a Radio Capital ha detto di ritenere ancora valido il modello da lui proposto dei Repubblicani Usa. Giorgia Meloni ha lanciato la raccolta di firme online per il presidenzialismo. E la richiesta bipolarista, per la quale la presidente di FdI ha anche riproposto “il patto anti-inciucio”, è stata ribadita da Fabio Rampelli, cofondatore di Fratelli d’Italia, vicepresidente della Camera.

Il leader della Lega rilancia le sue battaglie di governo, a cominciare da quella contro il caro energia, per la quale è sceso in campo anche Berlusconi, e accoglie con soddisfazione il forte intervento annunciato da Mario Draghi. “Ho votato per Draghi e per il Mattarella bis. Preferisco i sì e le responsabilità che dire sempre di no” , rivendica Salvini, evidentemente rivolto a Meloni.

Una coalizione a tre voci, quella dei tre leader, a partire dal fondatore. Come si ricomporrà non si sa, ma da lì per ora viene uno stop ai disegni neo-centristi, perché, “da dopo la Dc, come accade dal ’94 il centro è qui”, dice Tajani.

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