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Caro Draghi, siamo sicuri che il Pnrr sia tutto ok con inflazione e caro energia?

Decreto Aiuti Bis

Pnrr? “Si può rivedere ciò che non è stato bandito, e siccome è stato quasi tutto bandito c’è poco da rivedere”, ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi. E’ davvero così? Il corsivo di Giuseppe Liturri

 

“Si può rivedere ciò che non è stato bandito, e siccome è stato quasi tutto bandito c’è poco da rivedere”.

Con questa frase lapidaria, venerdì pomeriggio il Presidente Mario Draghi ha liquidato una domanda su un’eventuale revisione del PNRR. Aggiungendo che l’approccio dovrebbe essere più pragmatico che ideologico e che “se ci sono progetti che possono essere sostituiti con altri, non credo sia un problema”.

Chiudendo con “quello che è stato fatto è stato fatto, non c’è grande possibilità da fare. Bisogna guardare quello che c’è…”.

Su un punto, non secondario, c’è da essere d’accordo. Ed è quello dell’approccio pragmatico, caso per caso, perché le scelte strategiche sono state già fatte ed ora il livello di intervento è prevalentemente quello tecnico-operativo-amministrativo.

Ma è proprio quando si scende su questo piano che rischiano di venire al pettine i nodi derivanti da scelte strategiche sbagliate proprio a monte o rivelatesi poco opportune in seguito ai capovolgimenti del quadro di politica economica di questi ultimi mesi.

Ammesso e non concesso che sia vero che “è stato quasi tutto bandito”, ciò non significa affatto che tutta proceda per il meglio fino alla completa realizzazione dell’investimento. Bandire una gara non significa esaurire il compito. Poi bisogna aggiudicarla al vincitore e quest’ultimo deve eseguire l’opera. Due passaggi niente affatto automatici e scontati, come ha invece dato ad intendere Draghi.

E se la scarsità di materie prime ed i loro prezzi rendessero impossibile l’aggiudicazione di un appalto? E se in corso d’opera, dopo l’aggiudicazione, diventasse impossibile completare l’opera?

Finora è stato fin troppo facile “produrre carta” e va dato atto al governo Draghi di esserci riuscito molto bene. Ma ora viene la parte difficile dell’apertura dei cantieri e dell’esecuzione delle opere e sarebbe consigliabile non attendere mesi o anni per prendere atto di aver deciso investimenti sbagliati già in partenza o rivelatisi errati oggi alla luce del mutato quadro macroeconomico.

Sono tutte riflessioni doverose sin da oggi.

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