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Capriole su Astrazeneca, pallonate Dazn-Sky, Copasir filo-Iran secondo la Lega?

di

arnese

Non solo vaccino Astrazeneca, Conte, Dazn, Sky e Copasir. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

TUTTO IL COPASIR FILO IRAN?

 

LE ULTIME CAPRIOLE SU ASTRAZENECA

 

L’AZZARDO DI CONTE

 

PALLONATE FRA SKY E DAZN

 

BLABLA G7

 

BIDEN TRUMPISTA?

 

CINESERIE

 

DEBITI DI CARTA

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ESTRATTO DI UN PUNTO DELL’ADN KRONOS SULL’ELEZIONE DI URSO ALLA PRESIDENZA DEL COPASIR:

Adolfo Urso è stato eletto presidente del Copasir. A quanto apprende l’Adnkronos sono stati 7 i voti a favore del senatore di Fratelli d’Italia. Si registra, inoltre, una scheda bianca. Assenti, i due leghisti Volpi e Urso. Il senatore meloniano incassa i voti di M5S, che ha tre membri a San Macuto, Dieni, Castiello e Cattoi, di Fi con Fazzone e Vito, del Pd (Borghi) di Iv (Magorno). Sette voti in totale, che sono uno in più di quanto basta (servivano sei preferenze) per l’investitura alla guida del Comitato di controllo dei servizi italiani, ruolo chiave e di snodo delle più delicate vicende che riguardano la sicurezza del Paese.

Plaudono le forze politiche, a partire da Fratelli d’Italia, (ma va bene anche per M5S e Pd) che hanno chiesto per mesi l’attribuzione della presidenza del comitato di controllo dei servizi all’opposizione, esce sconfitto Salvini, che ribadisce come la soluzione sarebbe dovuta passare per le dimissioni di tutti i membri, per arrivare a un comitato del tutto nuovo, prima di eleggere il successore del leghista Volpi, non risparmiando frecciate a Casellati e Fico “che non hanno rispettato la legge”.

Resta alta la polemica, ma oggi si mette un punto a una vicenda che ha registrato tensioni e colpi di scena che hanno tenuto banco per mesi, mettendo in crisi i rapporti tra i due principali partiti del centrodestra, tra Salvini e Meloni, il primo al governo, l’altra all’opposizione. Sin dall’insediamento di Draghi, Fdi segnala l’anomalia della presidenza Volpi – siamo a febbraio – poi è lo stesso Volpi a scrivere a Casellati e Fico, spiegando di essere in attesa di decisioni.

Ad aprile i presidenti di Camera e Senato, Casellati e Fico, invitano i partiti a risolvere politicamente la vicenda, trovando un accordo per nuovi assetti. Accordo che non si trova, con la Lega che spiega di sentirsi legittimata a proseguire, richiamando il precedente D’Alema del 2011, che restò in carica anche con l’arrivo del governo Monti, appoggiato dal suo partito. Un tira e molla che vede la Lega puntare i piedi anche dopo la richiesta di sostituire Volpi e Arrigoni, che nel frattempo (il 20 maggio scorso) si sono dimessi, su input di Salvini che propone un comitato tutto nuovo, prima di ripartire con un presidente di opposizione.

Casellati e Fico, preso atto del no di Salvini, fanno sapere che il comitato, a questo punto, può eleggere lo stesso il presidente: Urso può convocare, come poi farà per oggi, il Copasir. Dopo un giro di telefonate per sondare il terreno, il senatore di Fdi riunisce i dieci membri a San Macuto e ottiene i voti, come ormai ampiamente previsto. Ora, come detto a mezza bocca dallo stesso Salvini, “il comitato può lavorare lo stesso, noi non torniamo indietro”.

Chiuso così il caso, con una ferita che resta però ancora aperta, rappresentata dalle sedie vuote di Volpi e Arrigoni a San Macuto, Urso dovrà mettere mano ai tanti dossier che sono rimasti chiusi sulla scrivania di San Macuto. A partire dalla vicenda dello scorso febbraio, con l’uccisione in Congo dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, al focus sul sempre caldo scenario libico, dove diplomazia e 007 italiani sono impegnati, sia sul fronte economico, che su quello dei flussi migratori. Da affrontare ci sarà pure il caso Mancini-Renzi, dopo l’incontro in Autogrill fra il leader di Italia Viva e l’agente del Dis. Già previsti, invece, l’indagine conoscitiva sul settore dell’energia che vedrà la pentastellata Dieni e il leghista Arrigoni a fare da relatori.

“Il senatore Adolfo Urso, di intesa con il presidente Giorgia Meloni, si è dimesso dagli incarichi operativi del partito dopo la elezione a presidente del Copasir” si legge in una nota del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato. “Il senatore Urso era responsabile nazionale del Dipartimento Impresa e attività produttive e Commissario provinciale in Trentino. Una scelta che evidenzia il valore istituzionale del nuovo incarico parlamentare che il senatore Urso assolverà in quello che rappresenta il principale organo di controllo e di garanzia del Parlamento, l’unico in cui la legge istitutiva 124/2007 prescrive che il presidente appartenga ad un gruppo di opposizione”.

Chi è Adolfo Urso

Padovano di nascita, vissuto in Sicilia, il neopresidente del Copasir, il 63enne Adolfo Urso, senatore di Fdi dal 2018, nel suo blog così si presenta: “Giornalista, imprenditore, politico e padre di tre figli. Amo il mio Paese e credo di averlo sempre servito con dignità e competenza”. Poi aggiunge: “Quando è stato necessario ho rimesso gli incarichi, perché ritengo che occorra anche saper rinunciare al potere per affermare le proprie idee”. Oggi, dopo una battaglia politica si trova a presiedere il Copasir, l’incarico più ambito dall’opposizione parlamentare, il delicato comitato bicamerale di controllo dell’operato dei servizi italiani, che era rimasto senza guida dallo scorso 20 maggio, quando il leghista Raffaele Volpi aveva rimesso il suo mandato.

Presidente dell’associazione ‘Farefuturo’, Urso è stato tra i fondatori di Alleanza Nazionale, divenendo membro dell’Assemblea nazionale costituente del nuovo partito voluto da Fini, tenutasi a Fiuggi il 22 gennaio 1995. L’anno successivo arriva in Parlamento. Poi incarichi di governo nel secondo e nel terzo esecutivo Berlusconi: diviene viceministro alle Attività Produttive con delega al Commercio estero. Urso ricandidato nelle liste del ‘Popolo della Libertà’ alle elezioni del 2008, viene nominato nel quarto governo Berlusconi sottosegretario per lo sviluppo economico e, dal 2009, viceministro con la delega al Commercio estero.

Dopo la rottura tra Berlusconi e Fini, Urso si sposta con ‘Futuro e Libertà’, ponendosi come uomo del dialogo con l’ex leader Berlusconi. Arrivano le dimissioni dall’esecutivo a fine 2010, e l’allontanamento da Fli, per divergenze politiche. Ad aprile 2011 Urso fonda l’associazione Fareitalia, alla quale aderiscono 50 tra parlamentari e consiglieri regionali. La fondazione si propone come obiettivo di “creare le condizioni culturali e politiche per la nascita di un nuovo centrodestra che sia davvero liberale e solidale, moderno ed europeo, nel quadro di un bipolarismo maturo”.

Alle politiche del febbraio 2013 Urso non viene candidato dal Pdl, uscendo dal parlamento. In quell’anno fonda la società di consulenza ‘Italy World Services’, che si occupa di internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy nel mondo, impresa che lavora anche in Iran. Rapporti con Teheran che, nelle scorse settimane, durante lo scontro per il Copasir, sono stati ricordati da Salvini e dai leghisti, adombrando presunti legami con la repubblica islamica.

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