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Cosa dicono i sondaggi su centrodestra, sinistra e Azione

Governo Centrodestra

Non solo sondaggi: che cosa succede nel centrodestra, nel centrosinistra e nel terzo polo. La nota di Paola Sacchi

 

Riparte la trattativa, ora per il terzo polo. Trattativa in mini con Carlo Calenda sempre tra i protagonisti ma stavolta dall’altra parte del tavolo c’è Matteo Renzi al posto di Enrico Letta. I due potrebbero vedersi oggi e stavolta Calenda promette che l’intesa dovrà “essere firmata con il sangue”. Niente è certo, nel “Calenda style”, ieri sera si parlava di possibili candidature dei due piccoli centri di Iv e Azione divise a metà, 50 e 50 per cento.

L’obiettivo politico Renzi lo ribadisce: il terzo polo serve “per riportare Draghi a Palazzo Chigi”. Carlo Calenda la mette cosi: prendere voti di “sinistra e destra pragmatiche”. E Mara Carfagna, la ex ministra azzurra approdata con Maria Stella Gelmini in Azione, parla della necessità di ridare “una casa ai moderati”, perché dopo il 20 luglio, giorno della caduta del governo Draghi, cosa di cui accusa “i sovranisti” , questa non ci sarebbe più.

Parte la trattativa tra Renzi e Calenda. Con il primo che vorrebbe una lista unica, il secondo che alza il prezzo. E non esclude una leadership femminile. Ma Carfagna smentisce di essere in corsa. Insomma, frenetici lavori in corso nel cosiddetto centro che però viene gelato dai sondaggi, uno (di Quorum-YouTrend) dà Azione addirittura al 2 per cento. Mentre c’è chi dà il centrodestra al 48 per cento con uno stacco che ormai appare incolmabile da parte del Pd. Che ora, alleato sul fronte riformista solo con +Europa e dall’altro lato sul piano elettorale con la sinistra radicale di Nicola Fratoianni e dei Verdi di Angelo Bonelli, di colpo resta orfano sia dei Cinque Stelle sia dei due piccoli centri, forse terzo polo, di Renzi e di Calenda.

Silvio Berlusconi li attacca definendoli, in un’intervista a Il Giornale di oggi “due commedianti”. Forza Italia, con il vicepresidente Antonio Tajani, ha presentato il nuovo simbolo con l’inserimento della scritta Partito Popolare Europeo: “Noi siamo il vero centro”, sottolinea Tajani che dello stesso Ppe è il numero due. Il Cav mette un secco altolà ai propositi del terzo polo di erodergli consensi: “Forza Italia è l’ancoraggio al centro garantista, liberale, cristiano, europeista, atlantista. Il Ppe in tutt’Europa è il centro alternativo alla sinistra”. E Matteo Salvini annuncia che il programma del centrodestra è pronto.

Al centro, spiega Salvini, “flat tax, pace fiscale e energia, con il nucleare”. “Basta ai no ideologici della sinistra. L’Italia, con i Cinque Stelle e la sinistra è l’unico Paese che dice no al nucleare pulito”, afferma il leader della Lega che liquida la trattativa tra Renzi e Calenda come “una telenovela”. Quanto all’abbassamento in generale della pressione fiscale, posto anche dalla presidente di FdI Giorgia Meloni, le coperture si possono trovare, propone Berlusconi, pure “in una riformulazione del reddito di cittadinanza”. Che, comunque, “deve restare a chi ne ha davvero bisogno”.

Dall’altra parte lo sfarinamento dell’ex “campo largo” del Pd e le prove d’intesa però a partita ormai in corso del terzo polo. Sembrano passati anni luce da quando sui media era tutto un lambiccarsi su tentativi di riforme in senso proporzionale, un centrodestra ridisegnato a tavolino da presunte forti scissioni. Ce ne sono anche state alcune individuali di personalità ex azzurre. Ma il caos dell’accordo fatto e poi disdetto da Calenda con il Pd inevitabilmente rischia di gettare un’ombra di confusione, generatasi tutta a sinistra, depotenziando molto quello che per Letta doveva essere “il magnete degli elettori di centrodestra”.

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