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Brexit, che cosa si voterà alla Camera dei Comuni

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Il punto di Daniele Meloni su Brexit

Dopo avere incassato l’ennesimo no sul Brexit Deal, Westminster si prepara nella serata di oggi al secondo round di voti indicativi sulle mozioni sulla Brexit. Vediamo in dettaglio su cosa si voterà alla Camera dei Comuni a partire dalle 20 di questa sera:

MOZIONE A, USCITA UNILATERALE DAL BACKSTOP NORDIRLANDESE

Sottoscritta dal deputato conservatore John Baron, questa mozione prevede la possibilità di recedere dal backstop nordirlandese da parte del Regno Unito come la soluzione per superare l’empasse e consentire l’approvazione del Withdrawal Agreement del Governo May. Peccato che l’UE si sia già espressa per l’inemendabilità dell’Agreement e abbia più volte negato il diritto di recesso unilaterale dal backstop. Attualmente insieme a Baron ci sono solamente 14 deputati Tory a sostenere questa opzione.

MOZIONE B, NO DEAL

Sottoscritta sempre dallo stesso Baron la mozione prevede l’uscita dall’UE senza alcun accordo il 12 aprile prossimo. Nella sessione precedente questa mozione è stata bocciata sonoramente con 160 voti a favore e 400 contrari.

MOZIONE C, UNIONE DOGANALE

Sottoscritta dal deputato europeista Tory, Ken Clarke, la mozione istruisce il Governo a prevedere, accanto al Withdrawal Bill e alla Dichiarazione Politica sui futuri rapporti tra UK e UE, la negoziazione di un accordo per un’unione doganale tra UE e Regno Unito. L’UE vedrebbe di buon occhio una simile soluzione, già contenuta nel Protocollo sull’Irlanda del Nord peraltro. L’ultima volta che è stata votata in Aula, la mozione di Clarke è stata sconfitta per soli 6 voti, 265 a 271.

MOZIONE D, MERCATO COMUNE 2.0

Sottoscritta dal Tory Nick Boles, questa mozione si riferisce alla Dichiarazione Politica dei rapporti futuri UK-UE e chiede al governo di fare richiesta di accesso all’Accordo di Libero Scambio Europeo (EFTA) all’interno dello Spazio Economico Europeo, un accordo sui dazi doganali e per un passaggio di beni agro-alimentari senza hard border tra i contraenti. Una mozione simile è già stata bocciata precendemente con 188 voti a favore e 283 contro.

MOZIONE E, VOTO DI CONFERMA POPOLARE

Sottoscritta dal deputato laburista Peter Kyle e sostenuta da parlamentari di diversi partiti, questa mozione richiede un secondo referendum prevedendo un rinvio lungo della Brexit e la partecipazione del Regno Unito alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo. In passato questa mozione è già stata respinta dai Comuni con 268 sì e 295.

MOZIONE F, VOTO PER ESCLUDERE NO DEAL

Sottoscritta dal deputato laburista Graham Jones, chiede un commitment per un voto popolare che escluda il no deal. Allo stesso modo della mozione E, prevede il rinvio delle Brexit e la partecipazione del Regno Unito alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo. Tra i sostenitori di questo testo, mai votato prima d’ora, c’è anche il Tory Dominic Grieve.

MOZIONE G, SUPREMAZIA DEL PARLAMENTO

Sottoscritta da Joanna Cherry dello Scottish National Party (SNP), questa mozione stabilisce un processo alfine di trovare una via d’uscita alla Brexit se l’accordo della May non è approvato entro il 10 aprile. In primo luogo il governo dovrebbe presentare una mozione per chiedere ai parlamentari di approvare il no deal. Se i parlamentari non lo approvano allora il governo dovrebbe chiedere la revoca della Brexit unilateralmente, come stabilito dalla Corte di Giustizia Europea. Successivamente dovrà lanciare un’inchiesta per stabilire quale modalità di rapporto tra UK e UE ha il supporto della maggioranza del Regno Unito. La mozione è sostenuta in modo cross-partisan da diversi esponenti dei partiti di Westminster.

MOZIONE H, ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO EUROPEO E SPAZIO ECONOMICO EUROPEO

Sottoscritta dal deputato Tory George Eustice, chiede al governo di ri-sottoscrivere l’Accordo di Libero Scambio Europeo (EFTA) alla prima occasione disponibile, e ristabilire i diritti dello UK come firmatario dello Spazio Economico Europeo. Inoltre, viene richiesto di emendare il deal di Theresa May nella parte relativa al backstop nordirlandese. Una simile mozione è stata bocciata nella scorsa sessione dei Comuni con 65 voti favorevoli contro 377 favorevoli.

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