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Dazi

Biden picchierà a Hong Kong per spezzare le forniture di chip alla Russia

Gli Stati Uniti amplieranno le sanzioni sulla vendita di chip di semiconduttori alla Russia. Nel mirino alcuni fornitori asiatici. Tutti i dettagli

Le notizie che giungono in questi giorni da Washington convergono nell’indicare come l’amministrazione Biden abbia deciso un ulteriore giro di vite contro la Russia nel tentativo di colpirne la macchina bellica prima che sia tardi, ossia prima che le presidenziali di novembre possano incoronare quel Donald Trump che ha promesso di chiudere la guerra in Ucraina in un giorno. L’ultima mossa riguarda l’annuncio di imminenti nuove sanzioni destinate a colpire le residue importazioni russe di chip e altre tecnologie americane che prendevano la via del Paese aggirando le sanzioni grazie all’intermediazione di terze parti localizzate soprattutto in Cina e a Hong Kong, Ecco cosa ha anticipato ieri la Casa Bianca a proposito di misure che potrebbero arrivare già domani allo stesso G7.

L’offensiva Usa.

Come anche Start Magazine scriveva ieri, le anticipazioni sui punti che saranno affrontati all’imminente summit pugliese hanno rivelato come gli Usa intendano convincere gli altri leader a premere l’acceleratore debellando anzitutto la loro riluttanza nell’impiegare gli interessi maturati sugli asset russi congelati in Occidente per finanziare un maxi prestito con cui sostenere economicamente Kyiv anche oltre l’orizzonte del voto di novembre.

All’ordine del giorno del G7 inoltre l’idea di lanciare un monito ai piccoli istituti di credito cinesi che aiutano Mosca ad aggirare le sanzioni occidentali permettendole così di alimentarne l’industria della difesa.

L’ultima mossa.

L’ultima svolta americana risale a poche ore fa e viene riportata dalle principali agenzie di stampa e dai grandi media tra cui Bloomberg: l’amministrazione Biden ha messo nel mirino quei rivenditori cinesi e di Hong Kong che, in barba alle esistenti restrizioni, trasferiscono in Russia semiconduttori e altre tecnologie preziose per l’impiego militare. Per loro sono previste apposite sanzioni che saranno annunciate forse allo stesso G7.

Come ha spiegato ieri il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale John Kirby confermando le nuove misure in arrivo, “questa settimana annunceremo un insieme di grande impatto di nuove sanzioni e di misure di controllo dell’export”.

Non solo chip.

Come scrive Bloomberg, l’intenzione della Casa Bianca è quella di allargare le maglie dei controlli sull’export per includere tra i beni proibiti anche quelli di marca americana che non sono però prodotti su suolo statunitense.

Sebbene siano i chip la principale preoccupazione Usa, l’amministrazione includerà nella lista delle merci che non possono arrivare in Russia altre categorie di prodotti che saranno identificati attraverso appositi codici.

Come colpiranno le nuove sanzioni.

Anche se Kirby e il Dipartimento del Commercio non hanno voluto entrare nel merito dei nuovi provvedimenti, il portavoce ha anticipato che l’idea è quella di colpire le entità terze e i “facilitatori finanziari” che stanno dando una mano a Putin.

La chiave della svolta sta nell’allargamento delle proibizioni anche a quei beni che non sono prodotti su suolo Usa ma che sono comunque riconducibili a una filiera americana, estendendo a questi ultimi le restrizioni esistenti e lanciando precisi avvertimenti a quei rivenditori soprattutto cinesi che finora l’hanno fatta franca.

Secondo Bloomberg tra i prodotti che non potranno più tassativamente arrivare in Russia ci sono, oltre ai chip, quelli legati all’industria aeronautica e il software aziendale, con immediate ripercussioni in quest’ultimo caso sugli aggiornamenti che non potranno più essere effettuati alla data di entrata in vigore delle sanzioni.

Le compagnie che violeranno le nuove sanzioni si vedranno restringere l’accesso ai beni Usa ma soprattutto rischieranno di incorrere in incriminazioni.

L’elenco dei reprobi.

Inoltre, affinché il messaggio giunga a destinazione con la dovuta enfasi, l’amministrazione compilerà e renderà pubblica una lista contenente gli indirizzi, ma non i nomi, delle entità che saranno interessate dalle sanzioni.

Un elenco, si precisa, che include otto indirizzi di Hong Kong cui si attribuiscono trasferimenti di chip in Russia.

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