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Berlin Security Conference, ecco temi e protagonisti

Berlin Security Conference

Chi ci sarà e di che cosa si parlerà alla 18esima edizione della Berlin Security Conference, uno dei più importanti eventi europei nel mondo della difesa

È partita stamattina a Berlino la 18esima edizione della Berlin Security Conference, uno dei più importanti eventi europei nel mondo della difesa. Una edizione particolarmente rilevante per il nostro Paese: quest’anno è l’Italia il principale partner dell’iniziativa, cui partecipano oltre mille super esperti provenienti da tutto il mondo. E tanto più rilevante, facendo uscire la Berlin Security Conference dalla routine, è il momento molto delicato per la difesa europea in cui cade.

Ad aprire i lavori è l’ex presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Pottering. A seguire, il programma prevede gli interventi del nostro ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, e del numero uno di Mbda Italia (il consorzio missilistico europeo), Pasquale Di Bartolomeo. Tutti chiamati a tracciare le linee principali della conferenza. Sul tema specifico della collaborazione transnazionale si focalizzerà Di Bartolomeo.

Nel pomeriggio, tra i leader militari che discuteranno dell’impatto digitale sulla difesa interverrà il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare della Ue. Quindi, il comandante della nostra Marina, Giuseppe Cavo Dragone, rifletterà sulla sicurezza nell’area mediterranea. Domani sono in agenda inoltre i contributi del vice ammiraglio Dario Giacomin, del presidente e amministratore delegato di Elettronica, Enzo Benigni, del generale Enzo Vecciarelli, numero uno della Difesa, dell’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri, e del generale Alberto Rosso, capo dell’Arma azzurra.

Certo, nessuno può attendersi che dalle felpate sale della Vienna House, in cui si svolge la Bsc, possano salire polemiche né proposte dirompenti. Ma è probabile che, tra le righe, si possa percepire l’umore generale dei vertici di politica, forze armate e industria europea in relazione, soprattutto, al momento di profonda crisi tra gli alleati europei. E in primo luogo tra Francia e Germania, dopo l’intervista del presidente francese Emmanuel Macron al settimanale The Economist, nella quale ha parlato di “morte cerebrale della Nato” provocando l’ira di Angela Merkel. Una frattura nella quale potrebbe inserirsi l’Italia per recuperare, sia pure parzialmente, il ruolo che le spetta di diritto nella futura politica militare continentale, agendo da ago della bilancia. Una eventualità non vaga, a patto che la politica nazionale se ne renda conto. E vertici militari e industriali decidano a loro volta di giocarsi la partita. Senza se e senza ma.

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