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Ben-Gvir: quanto consenso ha l’estrema destra in Israele?

Le mire di Ben-Gvir e Smotrich, la campagna elettorale in Israele e gli scenari per Netanyahu. Conversazione di Stefano Feltri con Elena Testi, autrice di "Genesi. Soldi, crimine, impunità. Storia dell’estrema destra israeliana", tratta da Appunti

 

Elena Testi è la giornalista che segue il Medio Oriente per LA7. Per la casa editrice SEM ha appena pubblicato Genesi. Soldi, crimine, impunità. Storia dell’estrema destra israeliana, che spiega molto di quello che sta succedendo.

Itamar Ben-Gvir usa i video con gli attivisti della Flotilla umiliati a scopo di propaganda. A chi si sta rivolgendo? Che reazioni ci sono nel suo mondo di riferimento a queste forme di denuncia del dramma di Gaza?

Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale, con la pubblicazione di quelle immagini sul trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, non parla sicuramente al resto del mondo, ma al suo elettorato: parla alla pancia dell’estrema destra israeliana.

Un’estrema destra israeliana che, lo si può vedere anche dai commenti sotto il video, risponde esultando.

Ieri è stato votato lo scioglimento della Knesset, il Parlamento israeliano. Questo significa che si andrà a elezioni anticipate: non si voterà il 27 ottobre, e la data di riferimento in teoria dovrebbe essere il 7 settembre, ma lo si scoprirà nei prossimi giorni.

Quindi Israele è in questo momento in piena campagna elettorale: credo che assisteremo ad altri video del genere.

Va detto però che il grande merito degli attivisti della Global Sumud Flotilla è non tanto quello di portare aiuti umanitari, quanto di far comprendere al resto del mondo quale sia il trattamento riservato a coloro che si trovano all’interno delle carceri israeliane e a coloro che provano a portare avanti atti di protesta.

A gestire le carceri israeliane è proprio il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir. Da quando lui è divenuto ministro, le carceri israeliane sono nettamente peggiorate nel trattamento dei detenuti palestinesi.

Ecco, la Global Sumud Flotilla riesce ad accendere i riflettori su questo tema anche perché, se si vede e si pensa come vengono trattati cittadini stranieri, si può ben immaginare che il trattamento riservato ai cittadini palestinesi sia ben peggiore.

Sembra che il ministro Bezalel Smotrich sia ricercato dalla Corte penale internazionale. Che ruolo ha avuto fin qua nella crisi di Gaza? E la Corte ha ancora qualche capacità di incidere?

Sì, sembra che sia stata aperta un’istruttoria nei confronti di Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir. A darne notizia nei giorni scorsi è stato Haaretz, giornale progressista israeliano.

Ora, l’istruttoria non è stata aperta riguardo al conflitto a Gaza, bensì per comprendere quali crimini siano stati commessi da Israele nella politica di annessione della Cisgiordania.

Ci sono alcuni elementi. Il primo è che dal 2022 in poi, cioè dall’anno in cui è nato questo governo, la politica di annessione è stata sicuramente molto più veloce, ma anche molto più violenta, con un’acutizzazione anche dopo il 7 ottobre.

Poi c’è un altro elemento: i coloni, i cosiddetti estremisti, agiscono nell’impunità più totale.

Non solo: ci sono numerosi report, anche di Ong israeliane che collaborano con i palestinesi, che denunciano il fatto che molti coloni purtroppo agiscono insieme all’esercito israeliano.

Ebbene, l’esercito israeliano chiaramente risponde a degli ordini. Ora bisognerà capire che cosa sta accadendo nella catena di comando e quali siano gli ordini che partono direttamente dal governo.

Sappiamo però che l’estrema destra israeliana è chiaramente appoggiata da tutti coloro che usano atti di violenza nei confronti del popolo palestinese con l’intento di cacciarlo e di poter realizzare quella che noi chiamiamo, e che chiamano anche Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, la Grande Israele.

Più in generale, in che condizione arriva l’ultradestra alle elezioni ormai imminenti?

Se si andasse a elezioni domani, stando agli ultimi sondaggi di Maariv, quelli a nostra disposizione, si scoprirebbe che la coalizione guidata da Benjamin Netanyahu otterrebbe soltanto 49 seggi, mentre l’opposizione ne otterrebbe 61, cioè quelli necessari per la formazione di un governo.

L’estrema destra in Israele ha perso consenso. Bezalel Smotrich, se si presentasse da solo alle elezioni, non riuscirebbe a entrare in Parlamento. Ma c’è un tecnicismo che va tenuto presente.

A seguito della legge sulla governabilità approvata nel 2014, i partiti minori tendono a formare coalizioni, cioè liste uniche, per evitare la dispersione di voti.

Ebbene, Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir potrebbero decidere di fare come nel 2022, cioè presentarsi insieme. Una scelta che ha permesso ai due di essere la terza forza del governo.

Bisogna capire anche che cosa accadrà con la guerra in Iran, perché qualora dovesse riprendere e Benjamin Netanyahu dovesse riuscire a ottenere dei risultati da presentare al popolo israeliano, chiaramente questo potrebbe cambiare moltissimo i sondaggi.

Quindi forse è ancora troppo presto per parlare di chi possa o meno vincere queste elezioni. Vero è, però, che stando ai sondaggi di oggi Benjamin Netanyahu è sicuramente svantaggiato.

(Estratto dal blog Appunti di Stefano Feltri)

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