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Banco Bpm, ecco perché Patuelli (Abi) lancia una stilettata alla Bce sulle fusioni bancarie

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La Vigilanza Bce sta premendo per nuove fusioni in Italia? E’ la domanda che si pongono gli addetti ai lavori dopo le parole odierne del presidente dell’associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli.

Il presidente dell’Abi non ha lasciato margini di dubbi oggi quando ha fatto un accenno esplicito alle aggregazioni creditizie auspicate dalla Banca centrale europea.

CHE COSA HA DETTO PATUELLI DELL’ABI

L’unica aggregazione sotto l’egida dell’Unione Bancaria è stata tra due banche italiane, quindi occorre evitare diktat sul tema ma lasciar decidere ad azionisti e manager senza fretta. Lo ha detto il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, a margine di una conferenza stampa.

LA FRASE PRECISA DI PATUELLI RIFERITA ALLA BCE

“Le banche sono nel contesto europeo e dell’Occidente sono quelle che hanno realizzato più aggregazioni negli ultimi 10 anni. Nell’Unione bancaria c’è stata solo una grande aggregazione, tra due banche italiane”, ha detto Patuelli riferendosi ovviamente all’operazione Banco Popolare e Popolare di Milano che ha dato vita a Banco Bpm.

NON SOLO BANCO BPM

“Non credo si debba chiedere all’Italia più di quanto chiesto ad altri Paesi. L’Italia ha fatto molto e farà quello che azionisti e manager decideranno di fare senza l’impellenza di diktat di alcuno”, ha aggiunto.

IL GIUDIZIO DI PATUELLI SULL’ECOFIN

“A fronte delle complessità che abbiamo per uno spread che abbiamo stabilizzato per troppo tempo sopra i 300 punti e che pesa su tutta la catena produttiva” per cui le decisioni prese dall’Ecofin sul pacchetto banche “equivalgono ad una almeno parziale compensazione di gravame”, ha sottolineato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.

IL PRESTITO ALLE IMPRESE

“Il punto chiave è che noi cerchiamo di contrastare i fattori di complicazione per quello che riguarda le attività di prestito alle imprese e alle famiglie e quindi queste novità ci favoriscono nelle nostre attività di concessioni di prestiti per un più solido sviluppo delle imprese medesime e dell’occupazione”, aggiunge Patuelli.

DOSSIER TLTRO

“Penso che le banche operanti in Italia siano attente e ben vigilate e quindi si siano preparate si preparino alle scadenze di restituzioni della liquidità in maniera non improvvisata”, ha aggiunto il presidente dell’Abi sulla scadenza degli Tltro, la prima già nel 2020: “Non mi aspetto che le banche in Italia in prossimità delle scadenze di restituzione revochino i prestiti per avere liquidità”, ha aggiunto. “Ritengo piuttosto che abbiano messo da parte e mettano da parte in anticipo liquidita’ da restituire e la parcheggino in modo da averla senza realizzare traumi nel rapporto con la clientela”, sottolinea.

CAPITOLO TITOLI DI STATO

Patuelli dice: “Dato che i depositi Bce sono penalizzati dello 0,40% e, quindi, non è un luogo di parcheggio, io mi spiego in questi termini il fatto che lo stock di debito pubblico detenuto dalle banche, anche negli ultimi mesi, sia cresciuto. E sia cresciuto di titoli a scadenza ravvicinata antecedente ai momenti di restituzione”, spiega.

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