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Banchi rotanti nelle scuole? Non sono anti Covid. Parola (a sorpresa) di Arcuri

di

mazzucato

Che cosa ha detto il commissario Arcuri sui banchi rotanti monoposto e i nodi ancora da sciogliere per la riapertura delle scuola

 

Mancano solo pochi giorni al suono della prima campanella che dovrebbe sancire, dopo la chiusura di marzo, la riapertura delle scuole italiane. Una sola, in queste ore, è però la certezza: i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Troppi.

Intanto, in alcune scuole romane sono arrivati i primi banchi monoposto che erano stati ordinati con i fondi del decreto Rilancio. Peccato che i banchi nuovi, però, non servano a contenere i contagi. Andiamo per gradi.

COSA HA DETTO ARCURI

Partiamo da questo ultimo punto. A sorpresa, a sostenere che i banchi non sono anti-Covid è stato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, che secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, ha detto, durante una riunione tra lo stesso Arcuri, Anci, Upi e i sindacati, che le nuove attrezzature “non hanno nulla a che fare con la richiesta del distanziamento, ma sono il risultato di una volontà di rinnovare il parco delle attrezzature delle scuole: in 173mila casi sono state richieste sedie, ma non banchi”.

SEDIE CON ROTELLE: “NON A NORMA”

Più sedie che banchi, ha precisato Arcuri parlando di ordini. Ma anche qui ci sarebbe un’altra questione. Come già riportato da Start Magazine, Emidio Salvatorelli, titolare di Vastarredo, una delle aziende selezionate dal Commissario Domenico Arcuri per rifornire le scuole italiane di ogni ordine e grado di due milioni di banchi e 700mila sedie, più 500mila con le ruote, ha sostenuto a Repubblica che per le sedie “non ci sono norme Uni che le consentano per i minorenni. Sarà un bel guaio per i presidi, in caso di incidente”.

ANCORA TANTA CONFUSIONE

In tutto questo, la paura di un’impennata dei contagi mette a rischio proprio la riapertura degli istituti scolastici, mentre non mancano polemiche e confusione da parte di alcuni enti locali sugli spazi in cui tenere lezione e sul trasporto per portare bambini e ragazzi a scuola.

VERTICE A PALAZZO CHIGI

Per provare a trovare qualche soluzione il premier Giuseppe Conte, ieri, ha incontrato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, i ministri competenti sulla riapertura, la titolare del Mit Paola De Micheli e il ministro della Salute Roberto Speranza, Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, e il commissario Arcuri.

TEST SIEROLOGICI

Sono partiti, in vista di una riapertura sicura, anche i test sierologici. Ma in alcune regioni mancherebbero i kit per i medici di famiglia ed alcuni sindacati chiedono che i test vengano effettuati nelle scuole e nelle Asl e non negli ambulatori dei medici di famiglia.

LA QUESTIONE TRASPORTI

Tra i nodi da sciogliere, poi c’è quello del trasporto. Come bambini e ragazzi raggiungeranno gli istituti in sicurezza? Sui mezzi, ha ribadito il Comitato tecnico scientifico, bisogna mantenere il metro di distanza, anche con la mascherina, con tutto quello che ne comporta tale scelta. Mezzi insufficienti e, sicuramente, ritardi.

Differenziare gli orari di ingresso come soluzione? No. Almeno questa, secondo quanto riporta Ansa, “non può essere la soluzione”, per il coordinatore degli assessori regionali ai Trasporti, Fulvio Bonavitacola, che ricorda come “le Regioni avevano da tempo sollecitato una strategia nazionale a riguardo”.

IL CASO DELLA CAMPANIA

La Campania, in tutta questa confusione, prova a muoversi in solitudine. La regione doterà di istituti di termoscanner per maggiori controlli all’ingresso degli istituti.

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