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Vi spiego le nuove norme Usa sulle banche a regola di intermediario

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Il commento di Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell’Associazione nazionale fra le banche popolari, che apprezza la decisione del Congresso americano: un alleggerimento per le banche medie e piccole motore dell’economia reale

Esonerare le banche di piccole e medie dimensioni dai controlli e dai requisiti più severi. Lo stabilisce il Congresso degli Stati Uniti approvando una serie di modifiche alle regole sulla finanza e sul sistema bancario introdotte dopo l’esplosione della grande crisi del 2007.

Una decisione che segnala una parziale ma sostanziale e ponderata marcia indietro rispetto alle rigidità introdotte dall’amministrazione precedente e finalizzata essenzialmente ad sostenere lo sviluppo economico semplificando e favorendo la concessione di credito con l’eliminazione di inutili e iniqui oneri.

Si tratta di una scelta condivisa oltre che dalla maggioranza anche da ampi settori dell’opposizione visto che è stata approvata con 258 voti favorevoli contro 159 contrari e che segue quella avvenuta in Senato nello scorso mese di marzo. Restano in vigore i poteri d’intervento d’emergenza del governo e i limiti per i derivati ma si tratta comunque di una vittoria per il Presidente Donald Trump che rispetta le promesse elettorali.

Alla luce delle modifiche approvate sono ora meno di dieci le grandi banche che, con oltre 250 miliardi di dollari di asset (nella prima versione della legge la soglia era di 50 miliardi), dovranno essere sottoposte alla supervisione più severa della Federal Reserve e dei suoi stress test annuali, in quanto considerate di “importanza sistemica”.

Le banche con asset tra i 50 e i 100 miliardi vengono parzialmente esentate dai controlli della Fed, mentre tra per quelle tra i 100 e i 250 miliardi la Fed avrà discrezione di decidere una maggiore supervisione prudenziale. Gli istituti con meno di 10 miliardi di asset, e con trading asset e liabilities inferiori al 5% delle attività consolidate, saranno inoltre esentate dal rispetto della Volcker Rule, che mette al bando il trading proprietario.

“Le nostre piccole banche sono il motore della crescita e ora saranno più libere di agire”, così lo speaker repubblicano della Camera, Paul Ryan ha salutato il voto finale. Le novità regolamentari statunitensi non giungono inattese ma erano nell’aria da almeno due anni. Oltre, infatti, alle promesse di Trump, si erano espressi su questa linea il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che già prima di prendere la guida della banca centrale americana aveva solennemente affermato che “le regole devo essere tagliate su misura, per la dimensione e ruolo di ogni banca” e, prima ancora, Janet Yellen che lo aveva preceduto al vertice della stessa Fed.

Almeno, e non è poco, negli Stati Uniti le diversità interne al sistema bancario vengono riconosciute e valorizzate. Il principio della proporzionalità è realtà. Le regole prudenziali, eccessivamente complesse e restrittive, applicate indistintamente a tutte le tipologie e dimensioni di banche distorcono il sistema concorrenziale e aumentano le difficoltà di accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese con esiti chiaramente negativi sull’intero sistema economico. Banche che operando su scala ridotta e, per questo meno complessa, sono più facilmente monitorabili e, dunque, meno problematiche sul piano della sicurezza e della stabilità del sistema.

Si fa strada la consapevolezza che la riduzione del rischio è direttamente proporzionata alla ripresa e alla crescita economica e non viceversa. Ma la ripresa bisogna sostenerla e non soffocarla sul nascere rendendo difficile e complessa, se non impossibile, l’erogazione del credito da parte delle banche che, al contrario, vanno messe nelle condizioni di finanziare e sostenere l’economia reale.

Qualcuno, prima o poi, sarà in grado di farlo capire al capo della Vigilanza della Bce, Danièle Nouy che, sempre più sola, contro tutto e tutti, continua nella sua politica di inasprimento delle regole senza tener conto delle diversità esistenti?

Giuseppe De Lucia Lumeno

segretario generale dell’Associazione nazionale fra le banche popolari

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