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Perché l’Antitrust Usa ha i guanti bianchi con Microsoft?

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Microsoft

Le autorità di regolamentazione locali e federali degli Stati Uniti stanno indagando su alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo – Apple, Google, Amazon, Facebook – per comportamenti anticoncorrenziali. Assente da questa lista è Microsoft. L’approfondimento di Vox

Le aziende che producono communication software per il settore aziendale sono in guerra tra loro. E mentre tali battaglie possono sembrare banali, riflettono un dibattito più ampio e pressante riguardante le leggi antitrust statunitensi e su come dovrebbero essere applicate alle aziende tecnologiche.

MICROSOFT ASSENTE DALLA LISTA DELLE AZIENDE NEL MIRINO ANTITRUST

Nell’ultimo anno, osserva The Vox, “le Big Tech hanno dovuto affrontare una sorta di valutazione normativa: le autorità di regolamentazione locali e federali degli Stati Uniti stanno indagando su alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo – Apple, Google, Amazon, Facebook – per comportamenti anticoncorrenziali. Assente da questa lista è però una delle più grandi azienda tecnologiche del mondo, Microsoft, che tuttavia ha trascorso circa un decennio nel mirino delle autorità antitrust”.

MICROSOFT CONTRO SLACK E ZOOM

Microsoft sta infatti conducendo una campagna potenzialmente sleale per schiacciare due dei suoi concorrenti più piccoli nel settore del communication software sul posto di lavoro, Slack e Zoom. Ma le autorità di regolamentazione non si stanno concentrando sull’azienda di Redmond perché hanno problemi antitrust più seri da affrontare (come Facebook che potrebbe facilitare la distruzione della democrazia americana)”, riferisce The Vox.

COSA FANNO SLACK E ZOOM

Slack, fondata nel 2013, produce un software di office chat amato dai media e dall’industria tecnologica. Zoom, anch’esso lanciato nel 2013, è pubblicizzato come il miglior software di videoconferenza in circolazione. Entrambi offrono servizi necessari al moderno ambiente di lavoro, e Microsoft mira a batterli con il software Teams che ha debuttato nel 2017 e che combina in un unico prodotto le funzionalità di chat, file sharing e videoconferenza di Slack e Zoom. Fondamentalmente, per le aziende che già si abbonano all’onnipresente suite Office 365 di Microsoft per Excel, Word e OneDrive, Teams è essenzialmente gratuito, rispetto all’accesso a Slack o a Zoom che vanno pagati a parte.

Tuttavia, Zoom e Slack stanno crescendo a un ritmo alto anche tra i clienti aziendali. Zoom, secondo quanto riferisce The Vox, può contare 466 aziende che spendono più di 100.000 dollari all’anno alla fine del secondo trimestre, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso trimestre, Slack ha raggiunto 720 organizzazioni che spendono più di 100.000 dollari all’anno, con un aumento del 75% rispetto all’anno precedente.

SPESA PER IL SETTORE IT IN RALLENTAMENTO

Per il momento, oltre il 77% dei clienti con Office 365 ha anche abbonamenti alle cosiddette “best of breed apps” come Slack e Zoom secondo i dati di Okta, una società di secure login. Ma ci sono altri dati che dimostrano che la crescita potrebbe essere in pericolo mentre ci avviciniamo ad una potenziale recessione e all’incertezza economica che si presenta a un anno dalla scadenza elettorale Usa. La spesa nel settore IT dovrebbe rallentare entro la fine dell’anno, secondo gli ultimi dati dell’indagine condotta dalla società di ricerche di mercato ETR. Lo studio ha rilevato che l’adozione di nuovi software sta frenando ai livelli precedenti al 2018 e che “la ridondanza sta per finire”, il che potrebbe applicarsi alle aziende che pagano sia per Office 365 sia per Slack o Zoom.

LA QUOTA DI MERCATO DI TEAMS PAREGGIA QUELLA DI SLACK E ZOOM

La quota di mercato di Teams è già pari a quella di Zoom e Slack, con il 60% delle aziende di tutte le dimensioni che affermano di utilizzare o pensano di utilizzare Teams in questo trimestre. Inoltre, circa l’11% delle aziende ha dichiarato di voler diminuire la spesa per Slack; mentre solo il 3% dice che sta riducendo la spesa per Zoom e il 2% per Teams.

TEAMS È GRATUITO E MICROSOFT UNA GARANZIA PER LA SICUREZZA

In sostanza, evidenzia The Vox, malgrado “molti sostengano che Slack e Zoom sono prodotti migliori, è difficile discutere quando di fronte ci sono prodotti gratuiti. E mentre Microsoft impiega denaro e risorse in Teams, questo software sta diventando sempre più paragonabile ai software che sta copiando, erodendo l’argomento che le aziende pagheranno di più per un software notevolmente migliore”. Senza dimenticare il discorso sicurezza: “Un’area in cui Microsoft è percepita come la migliore, grazie in parte alla quantità di risorse che può destinare al settore. Nel mese di luglio, Slack ha resettato migliaia di password utente dopo aver riportato nuove informazioni da una violazione della sicurezza nel 2015. Sempre a luglio, l’ingegnere informatico e ricercatore sulla sicurezza Jonathan Leitschuh ha scoperto una falla in Zoom che potrebbe dare agli hacker l’accesso alle webcam (il problema è stato risolto, secondo Leitschuh). Zoom ha anche un elevato numero di personale di ricerca e sviluppo e di prodotto in Cina”.

ECCO PERCHÉ IL GOVERNO NON STA DANDO LA CACCIA A MICROSOFT

Ma ecco perché il governo non sta dando la caccia a Microsoft. Cioè, spiega The Vox, “un caso antitrust contro Microsoft probabilmente non vincerebbe a causa delle attuali normative. Microsoft è impegnata in un comportamento anticoncorrenziale, ma il caso non avrebbe mai successo perché i tribunali hanno limitato l’applicazione delle leggi antitrust alle circostanze più evidenti. Secondo Tom Campbell, professore di diritto ed economia alla Chapman University ed ex direttore del Bureau of Competition della Federal Trade Commission, per vincere una causa antitrust contro Microsoft bisogna prima dimostrare che Office è un monopolio. E la sua elevata quota di mercato non è sufficiente. Avreste anche bisogno di dimostrare che Office ha potere di mercato, il che significa che c’è una barriera così alta all’ingresso per i concorrenti che Microsoft potrebbe aumentare i prezzi senza ricadute. Questo è improbabile perché ci sono molti concorrenti per i suoi prodotti. Si dovrebbe anche mostrare un comportamento di esclusione. L’offerta di Teams gratuita è certamente escludente, ma Campbell dice che sarebbe contrastato dal vantaggio pro-consumatore. La legge antitrust si concentra sul bene di consumo, e i consumatori amano il gratis. Per sconfiggere Microsoft in un caso antitrust, Campbell ha detto che servirebbe ‘un cambiamento nella prospettiva della consolidata legge antitrust americana per più di 50 anni’ e cioè che ‘le leggi antitrust non interferiscono con l’innovazione a beneficio dei consumatori’”.

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