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Amministrative in Regno Unito, Tory a rischio “wipeout”?

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I Tories rischiano di subire gli effetti di una Brexit rinviata alle calende greche alle amministrative del 2 maggio. Il commento di Daniele Meloni 

Giovedì 2 maggio i cittadini britannici torneranno alle urne. No, non per il secondo referendum sulla Brexit, e nemmeno per scegliere chi sarà il prossimo Primo Ministro al termine dell’agonizzante regno – se così si può chiamare – di Theresa May, ma per le elezioni amministrative che vedranno il rinnovo di 8,425 seggi in 248 città metropolitane, distretti e circoscrizioni.
Chi ha più da perdere, manco a dirlo, è il partito Conservatore, che difende 4,906 seggi contro gli oltre 2mila nelle mani dell’opposizione laburista. In molti casi si tratta di assemblee che hanno conosciuto l’ultimo ricambio in coincidenza con le elezioni politiche del 2015 e cioè un’era geologico-politica fa nello Uk: basti pensare che allora il Primo Ministro era David Cameron e lo sfidante il laburista Ed Miliband.

I Tories rischiano di subire gli effetti di una brexit rinviata alle calende greche, anche se in questo caso la concorrenza del Brexit Party di Nigel Farage – dato per sicuro vincente alle europee del 26 maggio prossimo – si farà sentire molto meno. Il partito dei duri e puri della Brexit infatti non ha fatto in tempo a presentare candidati per queste amministrative e anche se lo UKIP presenterà 1,400 candidati sparsi per il paese da nord a sud, la deriva di estrema destra del partito lo dovrebbe frenare anche considerando che in molti, in questa tornata elettorale, si concentreranno su tematiche locali, quella che in Uk viene definita “pavement politics”.

May e il Central Office dei Tories potrebbero avere una bella sorpresa da Brighton – località balneare del sud dell’Inghilterra tristemente celebre anche per l’attentato con cui l’IRA nel 1984 cercò di eliminare Margaret Thatcher – dove i conservatori potrebbero recuperare la maggioranza dei seggi al consiglio comunale in una città che ha eletto l’unico parlamentare dei verdi a Westminster e che vede il Green Party governare dal 2011. Si rinnoveranno anche i consigli comunali di Cheshire West, Bolton, Blackpool, Peterborough e Milton Keynes, dove il risultato è tuttora incerto.

Nel frattempo, proseguono le sperimentazioni per aumentare la sicurezza del voto e ridurre la possibilità di frodi elettorali anche in Uk. Sorprenderà molti in Europa – per non dire in Italia – ma finora nel Regno Unito ci si presentava alle urne solo con la polling card, il tesserino elettorale, senza alcun bisogno di mostrare carta di identità o altro documento di identificazione. Questa volta invece in alcuni council verrà chiesta la carta d’identità corredata di foto o la patente di guida per l’identificazione degli elettori. Alcuni hanno definito l’approvazione di questa riforma un attacco alle libertà personali dei votanti, affermando anche che scoraggerà gli elettori a recarsi alle urne. Per solito il turnout delle amministrative è molto basso in Inghilterra, con l’astensione che riguarda, in media, due terzi degli aventi diritto.

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