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A che punto è l’obbligo vaccinale anti Covid negli Stati Uniti?

Obbligo Vaccinale Stati Uniti

Le misure annunciate da Biden per l’obbligo vaccinale negli Stati Uniti incontrano difficoltà. Fatti, numeri e reazioni su cosa sta succedendo negli States

 

Circa l’80% degli statunitensi ha ricevuto almeno una dose di vaccino e più del 70% è stato completamente vaccinato, ma secondo il presidente Joe Biden non è ancora sufficiente per contrastare il virus che ricomincia a farsi sentire.

I suoi provvedimenti per convincere più cittadini possibili a vaccinarsi si scontrano però con i tribunali e alcuni Stati. Ecco dunque cosa sta succedendo negli Stati Uniti sull’obbligo vaccinale.

GLI ORDINI ESECUTIVI DI BIDEN PER L’OBBLIGO VACCINALE

“La pazienza si sta assottigliando” aveva detto Biden a settembre parlando di “una minoranza di americani, sostenuta da una minoranza di funzionari di governo” che “continua a creare problemi” perché non vaccinata.

Nel contempo, Biden per far fronte a questo gruppo di persone aveva emanato due ordini esecutivi. Con uno imponeva l’obbligo vaccinale entro il 22 novembre a tutti i lavoratori federali e con l’altro introduceva nuovi obblighi per le aziende. In particolare, i lavoratori delle aziende con più di 100 dipendenti entro il 4 gennaio 2022 avrebbero dovuto vaccinarsi o effettuare almeno un test a settimana, pena multe fino a 14 mila dollari.

Queste misure, aveva ricordato il Presidente, riguardano potenzialmente oltre 100 milioni di americani, di cui circa 84 milioni di lavoratori del settore privato.

LA STRADA IN SALITA DI BIDEN

Tuttavia, i progetti di Biden si trovano ad affrontare alcune difficoltà. Una Corte d’appello federale della Louisiana, infatti, scrive BBC, sostiene che ci siano “gravi problemi statutari e costituzionali” con la norma riguardante le aziende e ha quindi momentaneamente sospeso il mandato. Se applicata, la sentenza rappresenterebbe un duro colpo per la lotta alla pandemia condotta da Biden.

GLI STATI CHE SI OPPONGONO ALL’OBBLIGO VACCINALE

Cinque Stati a guida repubblicana – Texas, Louisiana, Mississippi, South Carolina e Utah – così come aziende private e gruppi religiosi, stanno facendo opposizione attraverso vie legali e sostengono che il Presidente abbia oltrepassato la sua autorità.

Il procuratore generale della Louisiana, Jeff Landry, ha scritto su Twitter che la decisione della Corte è stata una “grande vittoria per la libertà dei datori di lavoro e dei loro dipendenti”.

Anche il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott, contrario agli ordini esecutivi del governo su vaccini e mascherine, ha accolto positivamente la decisione della Corte.

Il governatore dell’Iowa Kim Reynolds, in un video su Twitter, ha parlato di “abuso di potere” da parte di Biden e aggiunto che questo tipo di misure non farà altro che “peggiorare la carenza di forza lavoro e i problemi della catena di approvvigionamento che ostacolano la ripresa”.

CHI SONO QUEI LAVORATORI FEDERALI CHE NON VOGLIONO VACCINARSI

Prima ancora di occuparsi dei dipendenti delle aziende però, fa notare AP, Biden deve assicurarsi che i lavoratori del suo stesso governo federale si sottopongano alla vaccinazione. Si tratterebbe di circa 4 milioni di persone.

I dipendenti della Casa Bianca, secondo l’agenzia di stampa, sono quasi tutti vaccinati, ma i tassi sono più bassi per quanto riguarda altre agenzie federali, in particolare quelle legate alle forze dell’ordine e all’intelligence.

Come ricordava Chris Stewart, un repubblicano dell’Utah, membro del comitato di intelligence della Camera, a fine ottobre diverse agenzie di intelligence avevano almeno il 20% della loro forza lavoro non vaccinata.

La U.S. Customs and Border Protection, secondo il sindacato che rappresenta gli agenti della Border Patrol, ha ricevuto almeno 6.000 richieste di esenzione medica o religiosa.

I PROVVEDIMENTI

Le agenzie federali stanno facendo di tutto per incoraggiare i lavoratori a vaccinarsi. Tuttavia, chi non lo farà entro il 22 novembre non incorrerà nel licenziamento, ma riceverà una “consulenza” e cinque giorni per “iniziare il processo di vaccinazione”. Solo dopo potrebbero essere sospesi per 14 giorni e infine licenziati, ma il procedimento richiederebbe mesi.

I Repubblicani James Comer del Kentucky e Jody Hice della Georgia hanno detto in una lettera di essere preoccupati per un gran numero di posti che rimarrebbero vacanti nel governo se migliaia di lavoratori rifiutassero la vaccinazione e venissero licenziati. La stessa preoccupazione è stata condivisa anche da quelli del Bureau of Prisons, già a corto di personale.

COMBATTERE LA DIFFIDENZA

Nonostante numerosi studi clinici e revisioni indipendenti abbiano dimostrato l’estrema efficacia dei vaccini anti Covid nel prevenire forme gravi di infezione, oltre che decessi, un sondaggio di AP riferisce che all’inizio di quest’anno un terzo degli adulti negli Stati Uniti era scettico.

I DATI DELLE VACCINAZIONI NEGLI STATI UNITI

Le vaccinazioni si sono svolte a tassi disomogenei in tutto il governo federale. Attualmente più di 222 milioni di americani (80%) hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e più di 193 milioni sono completamente vaccinati (70%).

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