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Crisi di governo? Padre Spadaro di Civiltà Cattolica pensa a Sanremo

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enciclica

Il corsivo di Andrea Mainardi

Una lettura alla crisi di governo sta a un minuto a piedi da Palazzo Madama. Fonte: Google Maps. Tra Senato e San Luigi dei Francesi ci stanno 22 metri. Distanza tra i responsabili e il resto del mondo? La Cappella Contarelli.

E non si impiccino i pierini del vocabolario: Contarelli si è scritto, non Cottarelli.

In quella cappelletta ormai orfana di turisti, ci stanno i due “mattei”.

Sono tre i quadri di Caravaggio che descrivono le umane avventure del Matteo. Quello evangelico. Lo stesso, in tre momenti.

In uno legifera ispirato:

In un altro muore. E muore male.

Poi c’è il primo a sinistra. Lì dove sta dentro una bettola. E’ il momento della chiamata. E qua il Matteo si sdoppia.

Ché sono due i presunti “mattei” in quel bar ancora aperto ai tempi pre lockdown al momento dell’incontro con Cristo.

Il barbuto che si indica con indice al petto, colto dalla chiamata o, forse, è il ragazzetto stagista ancora tutto piegato sui denari da contare quale aspirante esattore delle tasse?

Ci fosse stata Dagospia si sarebbe didascalizzato con un “ah saperlo”.

Del resto il generale dei gesuiti ci ricorda che ai tempi di Gesù mica c’era il registratore.

Gli storici dell’arte hanno sempre data per certa la prima versione: Matteo è il barbuto. Papa Francesco – accogliendo suggestioni recenti – accredita che il Matteo del Caravaggio possa essere il ragazzino che, tra una bisca e un intascamento di imposte mentre si indita sui centesimi delle vedove, si sia fatto alla fine travolgere da un invito diretto a cambiare vita.

Chi è Matteo dunque?

A due passi dal Senato.

Ah, saperlo. (Op.cit.)

Non appaia solenne il paragone. Lo si azzarda. Perché sono gli attuali interpreti ad interpretarlo tale.

Unicuique suum.

Sono robe da senatori.

Matteo Salvini e Matteo Renzi. Conteggiano i dané (poltrone?) come il ragazzino o si accusano l’un l’altro come nella Cappella Contarelli? (Contarelli, si precisa).

Di accuse di dané si vanno rinfacciando i tifosi sui social. Si abbaia. Uno accusato per una vecchia storia, l’altro per stile riccanza in viaggi Ryad-Roma.

Storie che di là dal Tevere annoiano.

Intanto padre Antonio Spadaro, messinese direttore di Civiltà Cattolica, uno degli uomini più vicini a Papa Francesco, nelle ultime ore più ha cuore Amadeus – sì, quello del Festival di Sanremo – di un Conte ter.

Cinguetta:

E Giuseppe Conte?

Due anni fa, quando era il tempo di azzoppare Salvini, andava in breviloquia di questi tenori:

E dire che i due Mattei sono i due poli della crisi di governo. E in un quadro stanno pure a un minuto a piedi dal Senato.

È lui o non è lui? Quale dei due?

Sotto al Cupolone ci sono solo due tifoserie. E hanno chiara una sola cartolina. Con due personaggi. Loro due. Gli altri?

Il mandato esplorativo è biblicamente liquidato. Nei Vangeli il “fico” che non porta frutti è già secco dal principio della storia.

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