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Uber, ecco perché gli autisti uomini guadagnano più delle donne

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autisti uber

Nemmeno la tecnologia e la gig economy riescono a cancellare il gender pay gap. L’articolo di Giusy Caretto

Donne pagate meno degli uomini, sempre e comunque. Sembra ancora non esserci, infatti, un Paese in cui sia stata raggiunta la parità salariale tra i due sessi. Anzi, a questa parità sembrerebbe non essersi (mai, o quasi) neppure avvicinatisi. Nonostante le donne assumano sempre in più occasioni il comando delle aziende, facendo anche bene, il  gender pay gap, il differenziale retributivo di genere, è una realtà che resiste al tempo. E, a quanto pare, anche all’innovazione e alla gig economy.

Sì, perchè anche in Uber, la start up che vuole rivoluzione il settore della mobilità, offrendo passaggi low cost e mettendo in contatto cliente ed autista tramite uno smartphone, le donne guadagnano meno degli uomini.

sharing economySecondo uno studio commissionato da Uber ai ricercatori della Stanford University di Chigago, con la collaborazione degli impiegati Uber, negli Stati Uniti (oltre 1,8 milioni di conducenti) le autiste donne guadagnano circa il 7% in meno dei colleghi uomini. Gli uomini hanno in media un guadagno di 21,28 dollari all’ora, mentre le donne guadagnano in media 1,24 dollari in meno, 20,04 all’ora.

Se le motivazioni del gap, però, non risiedono nel sessismo, quali sono questa volta le motivazioni di questa differenza? Semplicemente, fanno sapere dall’azienda con sede a San Francisco, le quote rosa di Uber guidano più lentamente, meno spesso e si fanno carico di corse più economiche.

Come dimostrano i dati, infatti, i piloti uomini guidano circa il 2,2 per cento più veloce rispetto alle donne, accumulando più corse e, ovvio, più guadagni. Effettuando più corse, poi, i piloti uomini conoscono maggiormente le zone e sanno bene come dove e quando lavorare per ottenere le tariffe più alte. Le donne, che guidano meno per Uber, ne pagano lo scotto a livelli di guadagno.

Non solo. Gli uomini è emerso che lavorino di più delle donne. “Le donne hanno più vincoli, come portare il bambino a scuola al mattino o accompagnarlo a calcio il pomeriggio. Anche questo incide sul salario a fine mese”, ha spiegato John List, professore di economia all’Università di Chicago, capo economista di Uber e autore principale dello studio.

Intanto, il direttore delle politiche pubbliche di Uber, Jonathan Hall, ha respinto l’idea che questa disparità di retribuzione debba essere risolta aumentando il salario di base degli autisti Uber di sesso femminile del 7%, sostenendo che una tale decisione sarebbe discriminatoria nei confronti degli uomini.

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