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Settimana Santa, la processione dei Misteri di Taranto si segue sullo smartphone

Processione Dei Misteri Taranto

I riti della Settimana Santa di Taranto sono conosciuti in tutta Italia. Per facilitare la partecipazione e il raccoglimento è stata lanciata un’app per seguire a processione dei Misteri

 

Tecnologia a servizio della tradizione, anche di quella che (apparentemente) sembra davvero lontana dalla digitalizzazione. Ed è così che il mondo delle applicazioni smartphone incontra quello degli eventi religiosi della Settimana Santa: a Taranto sarà possibile seguire la processione dei Misteri del Venerdì Santo dal proprio cellulare. Scopriamo qualcosa in più.

La processione dei Misteri di Taranto

Partiamo dalla tradizione. E partiamo con il dire che i primi riti pasquali si ebbero a Taranto nella seconda metà del 1500, in piena dominazione spagnola. Gli Spagnoli, gli Aragonesi per la precisione, portarono in città i loro usi e costumi, compresi quelli pasquali.

La settimana Santa di Taranto è famosa in tutta Italia: i riti così come oggi vengono vissuti furono introdotti da Don Diego Calò, che sul finire del ‘600 fece costruire a Napoli le statue di Gesù morto e dell’Addolorata. Da quel momento la processione dei Misteri del venerdì Santo diventa una tradizione che, a partire dal 1756 Francesco Antonio Calò, erede di Don Diego Calò, decide di attribuire alla confraternita del Carmine l’onore di organizzare e perpetrare quella tradizione cominciata circa un secolo prima.

La processione dei Misteri esce dalla Chiesa del Carmine tutti i venerdì santi alle ore 17.00, con otto statue che ricordano la passione e morte di Gesù. A guidare tutta la processione è la Troccola, uno strumento formato da una tavola di legno con maniglie che emette un suono molto particolare.

La processione procede con un lentissimo ed impercettibile passo dondolato e rintra nella Chiesa del Carmine solo alle 7 del mattino seguente.

Nei giorni della Settimana Santa, la città di Taranto sembra fermarsi per prepararsi a vivere questi momenti che ogni anno rinnovano una profonda emozione nel cuore di credenti e non credenti.

Ricordiamo che altra processione tradizionale che caratterizza la Settimana Santa di Taranto è quella dell’Addolorata, che si tiene il giovedì notte. La processione intende ricordare Maria he cerca suo Figlio, non sapendo che è stato arrestato. La processione percorre tutta la città vecchia fino ad arrivare, all’alba, alla città nuova.

L’Addolorata rientra nella città vecchia nel primissimo pomeriggio del venerdì Santo.

Un’app per seguire la processione dei Misteri

E’ questa forte tradizione che ha spinto Arciconfraternita del Carmine a trovare un nuovo modo per raccontare e far seguire (anche a chi è distante) gli eventi della Settimana Santa tarantina: è stata lanciata un’app (gratuita) che consentirà ai cittadini di avere tante notizie utili sulla tradizionale processione, con l’intento di agevolare raccoglimento e preghiera.

Il nuovo strumento tecnologico, come spiegato dal priore dell’Arciconfraternita, Antonello Papalia, dal padre spirituale, monsignor Marco Gerardo, e da Salvatore Pace, responsabile eventi culturali della stessa arciconfraternita, offre anche la possibilità di localizzare esattamente la posizione delle varie statue nel percorso, aiutando i cittadini nella partecipazione alla processione. Sull’app è anche possibile trovare ulteriori informazioni sui Misteri, sulla loro storia, sui vari simboli e, più in generale, su tutti gli eventi proposti dall’Arciconfraternita.

“Si tratta di un’app che può essere scaricata gratuitamente su smartphone con tecnologia Android o Apple. L’arciconfraternita del Carmine l’ha commissionata alla Play Smart, società di professionisti che l’ha denominata “Decor Carmeli Taranto”. In questa maniera vogliamo invitare tutti al raccoglimento e alla preghiera, contribuendo a creare la giusta attenzione ai Riti della Settimana Santa’, è stato spiegato durante la conferenza di presentazione.

“Abbiamo molti giovanissimi iscritti che per motivi di studio o di lavoro vivono fuori città. Adesso scaricando questa app potranno essere sempre in contatto con l’Arciconfraternita ed avere aggiornamenti ed informazioni di servizio. Abbiamo anche previsto una comunicazione interna rivolta esclusivamente ai nostri confratelli e la possibilità di verificare il proprio profilo”, ha detto il priore Antonello Papalia.

C’è da dire che l’applicazione non tornerà utile soltanto il Venerdì Santo, ma servirà a fedeli e non anche durante il resto dell’anno, per rimanere sempre informati dalle attività della confraternita.

Innovare la comunicazione: un dovere della Chiesa

Per arrivare sempre a più persone, la Chiesa può e deve utilizzare tutti gli strumenti della comunicazione social. “Mi piace riproporre una frase di Papa Paolo VI, il quale, soffermandosi sugli strumenti di comunicazione sociale, affermò l’importanza di utilizzarli al servizio del Vangelo, sostenendo che la Chiesa si sentirebbe colpevole di fronte al suo Signore se non adoperasse questi mezzi che l’intelligenza umana rende ogni giorno più perfezionati” ha affermato Monsignor Marco Gerardo. “E oggi per noi che viviamo in un mondo altamente mediatico, era più che mai necessario che anche la nostra Arciconfraternita si inserisse in questo contesto. D’altronde, se dovessimo perseguire la tradizione come è sempre stata, senza aggiornarne gli stili comunicativi, diventeremmo un museo. E questo il Vangelo non lo è assolutamente. Il messaggio di Gesù deve invece essere continuo e sempre attuale. E l’innovazione deve venire al servizio della tradizione per raggiungere quest’obiettivo”.

“La comunione e il progresso della società umana costituiscono lo scopo primario della comunicazione sociale e dei suoi strumenti, quali la stampa, il cinema, la radio e la televisione. 11 loro continuo perfezionamento infatti ne estende la diffusione a nuove moltitudini di persone e li rende più accessibili ai singoli, favorendo una sempre maggiore e profonda incidenza di questi strumenti nella mentalità e nel modo di vivere degli uomini”, si legge in Communio Et Progressio, di Paolo VI, sugli strumenti della Comunicazione Sociale. “La Chiesa riconosce in questi strumenti dei “doni di Dio”, destinati, secondo il disegno della Provvidenza, a unire gli uomini in vincoli fraterni, per renderli collaboratori dei Suoi disegni di salvezza.”

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