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Mix16, Quanto vale l’immigrazione interculturale?

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immigrazione

L’immigrazione è un valore aggiunto allo sviluppo dell’economia e della tecnologia. La storia di immigranti di successo in Italia

MILANO – L’immigrazione vale. E tanto. A testimoniarlo questa volta un’iniziativa di Mix16, evento organizzato alla Triennale di Milano dall’associazione FWD.US, fondata nella primavera 2013 da Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook), Marissa Mayer (Ceo di Yahoo), Bill Gates (numero uno di Microsoft ), Aditya Agarwal ed altri leader dell’economia digitale. All’iniziativa erano presenti Todd Schulte e Jonathan Robert Jesmer, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Fondazione (www.fwd.us).

Per la prima volta FWD.US (Forward.US) ha deciso di portare la sua esperienza al di fuori degli States, scegliendo come prima meta l’Italia. Obiettivo dell’associazione è svecchiare la politica immigratoria americana ferma a più di 25 anni fa.

Per farlo, la fondazione ha voluto dimostrare tramite casi concreti quanto valgono le esperienze di immigrati che si trasformano in imprenditori, negli Usa e nel mondo.Immigrazione 1

 

Quanto vale l’immigrazione in America?

Il sistema americano di attribuzione visti si basa sul ricongiungimento familiare, sul rilascio di visti per un numero limitato di professioni qualificate e non, sui visti per profughi e richiedenti asilo. C’è poi chi arriva nel paese con un visto legale, solitamente turistico, e permane illegalmente oltre la durata del permesso: si tratta di 11 milioni di persone, che non pagano tasse, non godono dei benefici della cittadinanza e che semplicemente “non esistono” per il governo americano, ma che contribuiscono con il loro lavoro a generare il 6% del Pil. Molte Pmi americane (circa 1 su 4) sono fondate da immigranti o dai loro figli. Alcune delle grandi aziende americane, come Instagram, sono state create da immigranti.

E in Italia?

Gli immigrati producono l’8,6% della ricchezza (125 miliardi di euro) del Bel Paese. Rappresentano una forza produttiva che cresce continuamente. Al momento, si contano un totale di 524.674 imprese guidate da nati all’estero (pari all’8,7% del totale), che producono 94,8 miliardi di valore aggiunto per la nostra economia.

Insomma, l’intercultura aiuta lo sviluppo. A Mix2016, l’associazione FDW.us lo testimonia anche con alcune storie di immigranti di successo in Italia, che riportiamo:

Cheik Dioup 
Dal Mali a Roma, passando da Rosarno, quando fu coinvolto nelle rivolte anti razzismo. Ha creato una Start up per la Produzione di yogurt con consegna a domicilio in bici.

Liliam Altuntas 
Ex prostituta bambina di Recife in Brasile, ha creato il suo business a Torino di cake design, che si chiama Liliam Bouffet.

Tom Dean
Inglese, vive a Novi Ligure, ha creato Porta natura, che è un network di contadini attraverso il quale vengono serviti 4000 clienti finali nel nord Italia, aiutando i contadini a programmare le loro coltivazioni in ragione delle vendite.

Roland Ruff
Dall’Ungheria a Roma. Ha creato un business di consegne merce in bici, circa 300 consegne al giorno. Nel 2014 ha realizzato 130000 euro di fatturato ed ha 22 collaboratori.

Bashkim Sejdiu
Un albanese che ha creato Info stranieri, una app per gli immigranti, uno strumento utile tramite il quale gli utenti possono avere notizie, consigli fino a quando diventano cittadini italiani.

Gustavo Aguerrevengoa
Un argentino che lavora a Maranello, specializzato nel restauro di macchine d’epoca che ricicla i pezzi di scarto delle macchine per fare sculture, oggetti di arredamento

L’associazione FDW.us in America

Nel 2010 l’amministrazione Obama ha promulgato il cosiddetto Dream Act, un disegno di legge che permette ai figli degli immigrati di permanere in America, frequentando scuole superiori e poi università. Il disegno è stato affossato dai veti delle opposizioni. Ben presto però anche i repubblicani hanno capito l’importanza dei voti degli immigrati quindi in questo momento storico si assiste ad una convergenza di interessi tra le diverse fazioni politiche. Ne approfitterà la FWD.us, che vuole far sentire la voce dalla comunità tecnologica al congresso, aiutando i politici a far passare la riforma dell’immigrazione.

L’associazione si basa su alcuni principi cardine:

  • Il dna dell’organizzazione è nella tecnologia
  • L’attività principale è nella politica
  • Il lavoro dell’organizzazione trova fondamento nei valori organizzativi e nell’impegno verso il bene comune
  • L’associazione seleziona un’agenda politica di grande impatto
  • L’associazione è attenta a tutte le opportunità, collaborando con tutti gli schieramenti politici, ossia repubblicani e democratici.

(con la collaborazione di Nicola Chipa)

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