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Film in streaming: piattaforme legali se non c’è lucro.30 siti dove vedere film gratis

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film in streaming

Con una sentenza storica del Tribunale di Frosinone, si dichiara legittima l’attività di un sito che mette i film in streaming. I 15 siti dove vedere i film gratis

 

I siti con streaming di film non sono illegali. A dirlo è una sentenza storica, per il mondo del web, emessa dal tribunale di Frosinone, che abilita le piattaforme che permettono di vedere in streaming film pirata online. Per la prima volta in Italia (e anche in Europa, a dire il vero), un giudice ha annullato una sanzione, di quasi 600 mila euro, a carico del gestore dei siti filmakers.biz, filmaker.me, filmakerz.org, e cineteka.org, non ritendendo che via sia violazione del diritto d’autore nel pubblicare link a streaming di film e musica su internet, anche con banner pubblicitari, se non è chiaro il fine di lucro.

Ma quali sono i principali siti in Italia che permettono di visualizzare contenuti pirata in modo del tutto gratuito? Prima di scoprire l’elenco, approfondiamo la sentenza.

Film in streaming: la sentenza del tribunale di Frosinone

film in streamingUn precedente che potrebbe non piacere a tutto il settore cultura-spettacolo. Il giudice del tribunale di Frosinone ha dichiarato legittima l’attività di un sito che mette i film in streaming, ribaltando le norme attuate fino ad oggi. Finora, infatti, la sanzione era automatica. Il sito che offriva la possibilità di vedere un film in streaming veniva considerato illecito.

Per il giudice che ha esaminato la causa, però, non è proprio così automatica la violazione. La questione sarebbe molto più complessa. La Giustizia ha ritenuto che non basta che ci sia la visione del film in streaming e i banner pubblicitari perchè il sito sia da considerarsi illecito, bisogna dimostrare in cosa consista il danno per chi detiene i diritti del copyright.

Se il danno in questione non è dimostrato o quantificato, vedere un film in streaming non è lucro, ma solo un risparmio di spesa. E il risparmio non è punibile dalla legge sulla difesa del copyright. La legge punisce solo “la comunicazione al pubblico a fini di lucro di un’opera protetta dal diritto d’autore, o di parte di essa”. E “a fini di lucro” si intende “un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto”.

“Finalmente un giudice ha riconosciuto che non è automatica la violazione del diritto d’autore se un sito ospita link a streaming di film e musica su internet, anche con banner pubblicitari, se non è chiaro il fine di lucro”, ha commentato l’avvocato Fulvio Sarzana, che ha difeso il gestore dei siti sotto inchiesta, a Repubblica.it. “Si tratta di una sentenza molto rigorosa, emessa dopo una lunga analisi operata dal Giudice sul portale e sulle singole fonti di prova”.

“Il giudice, rilevando come l’indicazione di link non possa qualificarsi come messa a disposizione diretta di file protetti dal diritto d’autore ha ritenuta lecita l’attività del portale”, ha aggiunto Sarzana. “E questo nonostante la presenza di banner pubblicitari. Il giudice infatti ha evidenziato quanto in sé il file sharing, ovvero la condivisione di file protetti dal diritto d’autore, sia un risparmio di spesa e non una attività con finalità di lucro”.

Perchè i siti non sono multabili e possono essere dichiarati leciti

film in streamingAnche se il sito riporta dei link a film pirata e prevede la presenza di banner pubblicitari non è multabile, perchè non basta che la piattaforma produca reddito, ma occorre dimostrare che l’attività di lucro sia collegata alla singola opera e che ne sia il corrispettivo, perché altrimenti siamo in presenza di un risparmio di spesa e non di una attività di messa a disposizione per finalità di lucro.

E’ con questa motivazione che il giudice ha accolto il ricorso di Fluvio Sarzana, contro una ordinanza-ingiunzione del 2015, secondo cui il gestore avrebbe dovuto pagare, a titolo di sanzione amministrativa ex art. 174 bis L. 22 aprile 1941 n. 633, la somma di € 546.528,69, oltre le spese, per aver violato l’art 171 ter,2° co lett. a bis della L. 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche.

“Giova precisare che l’art. 171-ter, 2 comma, lett. a-bis della L. 633/41 presuppone la comunicazione al pubblico a fini di lucro di un’opera protetta dal diritto d’autore, o di parte di essa, attuata mediante la sua diffusione in un sistema di reti telematiche, attraverso connessioni di qualsiasi genere. Con l’espressione ‘a fini di lucrò deve intendersi un fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto”, si legge nella sentenza. “Ne consegue che, al fine della commissione dell’illecito in esame, deve essere raccolta la prova dello specifico intento del file sharer di trarre dalla comunicazione al pubblico, per il tramite della messa in condivisione in rete di opere protette, un guadagno economicamente apprezzabile e non un mero risparmio di spesa”, si legge.

“Priva di pregio è la giustificazione fornita (dalle Autorità n.d.r) secondo cui l’assenza di finalità lucrative sarebbe irrilevante, poiché l’art 174 bis è applicabile a tutte le violazioni previste nella sezione e quindi anche in ipotesi di violazione dell’art 171 1° co L 633/1941, atteso che (al gestore ndr) è stata irrogata la sanzione amministrativa per aver violato l’art. 171 ter, comma 2, lettera a-bis e non altra disposizione normativa”.

Ristabilito il diritto nelle questioni di copyright

Ad accogliere positivamente a sentenza è stato Marco Scialdone, docente di Digital Copyright, presso la Link Campus University di Roma e responsabile del team legale dell’Associazione “Agorà Digitale”: “Per la prima volta, è stato ristabilito lo stato di diritto nelle questioni di copyright. Questo è infatti il primo giudice che riconosce che se non ci sono prove sufficienti, un sito non può essere chiuso e il suo gestore sanzionato“, ha commentato l’avvocato.

“Finora invece in Italia c’è stato un automatismo, come un riflesso culturale più che giuridico: se un sito era bollato come pirata, il giudice non usava le solite cautele per verificare l’impianto probatorio – dice Scialdone. Il tutto perché le tante battaglie politiche fatte dall’industria del copyright ha fatto passare l’idea che certe attività sono di per sé illegali, quindi attenzione del giudice si abbassava nell’affrontare i casi”.

I siti più popolari per vedere film in streaming

Accertato dunque che le piattaforme che propongono film in streaming non sono illegali, vi proponiamo qui una selezione di 30 siti dove poter veder film gratis.

1. Tantifilm.me
2. CinemaGratis.online
3. CinemaHd.club
4. Filmaker.me
5. Filmakerz.org
6. Cineteka.org
7. Filmstreamingita.info
8. Filmpertutti.black
9. Cinemasubito.link
10. Filmakers.biz
11. Italia-Film.gratis
12. SerieTV.gratis
13. Guardarefilm.eu
14. Altadefinizione.blog
15. Altadefinizione.movie
16. Altadefinizione.bid
17. Streaming-Italiano.net
18. EuroStreaming.club
19. Filmsenzalimiti.cool
20. Italiafilm01.co
21. Itastreaming.gratis
22. Cineblog01.blog
23. CB01.uno
24. IlGeniodelloStreaming.cc
25. Cinemalibero.tv
26. MisterStreaming.online
27. Guardaserie.online
28. Italiaserie.co
29. Filmstreaming.zone
30. Itafilm.tube

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