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Dagli USA una nuova normativa per i Big Data

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Big data

Il Governo americano lavora ad un disegno di legge per la protezione dei dati degli studenti raccolti dalle app educative. Per la Casa Bianca si tratterebbe del primo provvedimento a tutela della “Big Data” privacy. Secondo quanto riporta Reuters si tratterebbe di un provvedimento bipartisan con in quale Obama vorrebbe incassare in sì di un Congresso a maggioranza Repubblicano.

In un’epoca in cui disseminiamo una lunga serie di informazioni private su social network e sui numerosi dispositivi utilizzati, la protezione della privacy e la difesa dei dati è diventato di cruciale importanza, soprattutto se si considera che le informazioni potrebbero essere analizzate e monetizzate da chi le raccoglie o viola. Si tratterebbe di trovare una soluzione a una lunga serie di preoccupazioni che si sono amplificate in seguito all’hackeraggio di dati da numerose imprese ma anche informazioni come quelle delle carte di credito.

Anche se sono stati fatti dei tentavi per arrivare a un pacchetto di norme per la protezione dei “Big Data” nessuno è riuscito ad essere veramente incisivo. Visti gli sfortunati precedenti, l’amministrazione democratica cerca di incassare il sì del Congresso partendo dalla protezione dei dati dei più deboli, i bambini.

Per ora la legislazione americana sul tema si presenza come un mosaico di norme, dove la più riconoscibile, varata in seguito al Data Gate, è quella che impone alle società di comunicare ai propri utenti, entro 30 giorni dalla scoperta di una violazione, il furto dei loro dati.Congresso Americano

Il disegno di legge è ancora in fase di definizione e avrà come obiettivo quello di garantire l’utilizzo dei dati raccolti dagli studenti esclusivamente per scopi di ricerca educativi.
Il disegno di legge potrebbe essere pronto tra un paio di settimane e avrà come relatori da un lato il repubblicano Luke Messer, presidente House of Representatives Republican Policy Committee, e il democratico Jared Polis, un imprenditore di internet. L’elaborazione della normativa è avvenuta tramite un’azione di concertazione con più di 100 società che operano nel settore, come Microsoft e Google.

Accelerare su questo tema è divenuto inevitabile dopo il racconto di Snowden su come i Big Data potevano essere analizzati e raccolti.

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