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Zoom

Zoom farà sempre boom?

Conti positivi nel primo trimestre 2020 per Zoom, ma a Wall Street il titolo non fa boom e restano alcune incognite su privacy e sicurezza

 

Trimestrale da record per Zoom grazie al coronavirus. L’azienda di videoconferenze con sede a San Jose ha chiuso il primo trimestre 2020 con ricavi a 328,2 milioni di dollari (+169%). Merito del lockdown e della diffusione di smart working a causa della pandemia da Covid-19 in tutto il mondo.

Sempre più persone infatti hanno lavorato da casa e si sono date appuntamento online su Zoom con amici o colleghi durante la crisi epidemiologica.

Eppure le azioni di Zoom sono diminuite del 4% nel trading after-hour durante la comunicazione dei conti. La società guidata da Eric Yuan ha rivelato infatti anche i costi di cloud computing superiori alle aspettative per far fronte all’aumento della domanda.

Senza dimenticare che nell’ultimo mese aziende e utenti hanno riscontrato problemi di sicurezza e privacy nel software Zoom.

TUTTI I NUMERI DI ZOOM

Passiamo al dettaglio dei conti. Le entrate sono ammontate a 328,2 milioni di dollari, in crescita del 169% su base annua e ben al di sopra dei 203 milioni di dollari previsti da Wall Street.
L’utile netto raggiunge 27 milioni di dollari, ovvero $ 0,09 per azione, in aumento rispetto ai 198.000 di dollari nel trimestre dell’anno precedente. Gli analisti avevano previsto $ 0,01 per azione.

IL MODELLO FREEMIUM CHE FUNZIONA

Zoom ha trovato la sua quota di mercato utilizzando un modello “freemium” — senza costi per riunioni fino a 40 minuti e 100 partecipanti — scommettendo che gli utenti si sarebbero convertiti in abbonamenti grazie all’esperienza migliore di utenti paganti.

CRESCONO I CLIENTI

Finora la società californiana ha sempre guadagnato infatti dalle aziende che sottoscrivono la versione più sofisticata del suo servizio.

Al momento Zoom conta circa 265.400 clienti aziendali con oltre 10 dipendenti, con un aumento del 354% su base annua. Circa 769 clienti, il doppio rispetto all’anno precedente, hanno speso più di 100.000 dollari all’anno per i servizi della piattaforma.

LA SOCIETÀ RILANCIA PER IL PROSSIMO TRIMESTRE

In previsione che la sua crescita non dovrebbe essere passeggera, Zoom prevede entrate per circa 500 milioni di dollari per il trimestre in corso che termina a luglio. Per l’intero anno fiscale, Zoom prevede entrate per circa 1,8 miliardi di dollari.

“GRAZIE” ALLA PANDEMIA

Negli ultimi mesi, sempre più persone si sono precipitate su Zoom per incontrare virtualmente colleghi, compagni di classe, amici e familiari mentre le misure di contenimento del contagio da Coronavirus imponevano il distanziamento sociale. Secondo la compagnia, più di 100.000 scuole in tutto il mondo stanno usando Zoom per le lezioni online.

AUMENTANO GLI UTENTI

Nemmeno questa volta la società ha rivelato il numero di utenti attivi. Tuttavia, gli analisti di Bernstein Zane Chrane e Michelle Isaacs hanno stimato che l’app mobile di Zoom avesse 173 milioni di utenti attivi mensili al 27 maggio, rispetto ai 14 milioni del 4 marzo, citando i dati di società di analisi delle app Apptopia.

MA ANCHE I COSTI

Tutto alla grande dunque per la società di Yuan, ma il titolo ha perso comunque del 4% ieri. A preoccupare Wall Street è l’aumento dei costi, dipeso dalla maggiore dipendenza dai cloud di terze parti, incluso Amazon Web Services, passaggio fondamentale per la società per soddisfare le esigenze dei propri utenti.

I PROBLEMI DI SICUREZZA…

Senza dimenticare inoltre una serie di problemi di sicurezza emersi all’inizio di marzo, comprese le controversie sul livello di crittografia fornito e la pratica dello “Zoombombing” (irruzione nelle riunioni di troll per condividere volgarità o pornografia) spingendo il controllo da parte delle autorità statunitensi e i divieti d’uso temporanei dalle scuole di New York City e Singapore.

All’inizio di aprile Zoom ha risposto con l’annuncio di correzioni, sospendendo tutte le nuove funzionalità per un periodo di 90 giorni al fine di concentrarsi sulla privacy e il rafforzamento delle misure di sicurezza. Tale periodo di 90 giorni dovrebbe concludersi alla fine del mese prossimo.

E DI CONCORRENZA

Infine, il boom di Zoom ha risvegliato la concorrenza. Sempre ad aprile Facebook ha introdotto una funzione di videochiamata chiamata Messenger Rooms che potrebbe funzionare in alternativa alla versione gratuita di Zoom.

Il gruppo di Zuckerberg ha anche ampliato le videochiamate su WhatsApp, promuovendo la crittografia end-to-end del servizio, in risposta ai problemi di Zoom su quel fronte. Anche Google si è dato da fare per non restare indietro in questo mercato.

Il colosso di Mountain View non ha rivelato quante aziende utilizzano attualmente Google Meet, ma la sua G Suite, che include il servizio di videoconferenza, è utilizzata da 6 milioni di aziende in tutto il mondo. Big G ha reso inoltre alcune delle funzioni premium di Meet gratuite fino alla fine di settembre.

Ma il ceo di Zoom non si lascia intimorire e ieri ha dichiarato che “la concorrenza è positiva per i consumatori”.

Il mercato delle videoconferenze valeva 14 miliardi di dollari nel 2019 e si prevede che raggiungerà i 50 miliardi di dollari entro il 2026, secondo un rapporto all’inizio del mese della società di ricerca Global Market Insights.

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