Innovazione

WhatsApp, cosa succede il 15 maggio se non si aggiorna l’app?

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whatsapp 15 maggio

Si potrà usare WhatsApp dopo il 15 maggio se non accettiamo i termini? L’approfondimento di Carlo Terzano

 

Quante volte siamo incappati in fake news e catene di Sant’Antonio secondo cui WhatsApp sarebbe presto diventato a pagamento o ci avrebbe escluso se non avessimo veicolato a nostra volta il messaggio con l’atroce notizia (e la chiave per disinnescarla) a tutti i contatti della rubrica? È il motivo per il quale in pochi hanno preso sul serio le voci secondo cui, senza l’ultimo aggiornamento, dal prossimo 15 maggio non potremo più usare WhatsApp. Parliamo cioè di quello, criticato da più parti, che consentirà, almeno negli Usa, a Mark Zuckerberg di far confluire il database di Wapp in un file comune, da cui potranno attingere pure le altre aziende del gruppo: Facebook e Instagram. Il 15 maggio ora è alle porte. Cosa succede se non si aggiorna? E la nostra privacy è davvero in pericolo?

DATI IN PERICOLO? LA CONFUSIONE DEGLI ESPERTI

Se c’è stata una notizia che nei mesi scorsi è riuscita a imporsi nonostante la cappa delle comunicazioni sulla pandemia, diventando incredibilmente virale, è stata infatti quella relativa all’aggiornamento di WhatsApp di febbraio, aggiornamento che – hanno ammonito alcuni – costringerà l’utenza del programma di messaggistica più diffuso al mondo ad accettare nuove condizioni capestro ai danni della propria privacy: tanto è bastato a spingere almeno 25 milioni di utenti ad abbandonare WhatsApp a favore di Telegram e un numero imprecisato a riversarsi su Signal. Non è nemmeno del tutto chiaro se qualcosa cambierà pure per la privacy di noi europei, che in teoria rispetto agli americani saremmo più tutelati dalle norme comunitarie: sul punto gli esperti di informatica e di diritto hanno detto tutto e il suo contrario.

COSA HA DETTO IL GARANTE

Nel dubbio a inizio anno si era mosso anche il Garante della Privacy: “Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio – in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo – e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, sono poco chiari e intelligibili e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy. Per questo motivo il Garante per la protezione dei dati personali ha portato la questione all’attenzione dell’Edpb, il Board che riunisce le Autorità privacy europee. Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio. Tale informativa non appare pertanto idonea a consentire agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole. Il Garante si riserva comunque di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali”.

LA VERSIONE DELL’APP

In merito l’app, che a livello comunicativo ha gestito malissimo il passaggio (tanto da aver sofferto una incredibile emorragia di utenti che l’ha spinta a rinviare la novella da febbraio a metà maggio) prova a rassicurare: “È importante precisare che l’aggiornamento dell’informativa NON riguarda in alcun modo la privacy dei messaggi che scambi con amici e familiari. Le modifiche riguardano lo scambio di messaggi con le aziende, un servizio del tutto facoltativo, e offrono maggiore trasparenza sulle nostre modalità di raccolta e utilizzo dei dati”.

whatsapp 15 maggio

WHATSAPP, COSA SUCCEDE DOPO IL 15 MAGGIO?

Ma veniamo ora alla domanda delle domande: cosa succederà se non si ha aggiornato WhatsApp dopo il 15 maggio? Come per il discorso sulla privacy, non lo ha chiaro nessuno: in Rete si trovano illazioni molto differenti per allarmismo, portata e contenuti. Siamo così andati a vedere cosa dice il sito ufficiale: “Se non accetterai i termini entro questa data, WhatsApp non eliminerà il tuo account – si legge in una nota – tuttavia, non avrai a disposizione tutte le funzionalità dell’applicazione finché non accetti. Per un breve periodo di tempo, potrai ancora ricevere chiamate e notifiche, ma non potrai leggere o inviare messaggi dall’applicazione”.

Insomma, pare proprio che, dopo mille catene e fake news, questa volta effettivamente WhatsApp smetterà di funzionare per tutti coloro che non vorranno procedere con l’aggiornamento, restando fruibili (ma solo per un ‘breve periodo di tempo’) chiamate e notifiche, mentre si bloccherà la funzione principe di invio dei messaggi (incluse le note vocali). Due le opzioni: procedere accettando i termini (che potranno essere accettati in ogni momento) oppure cancellare il proprio account e migrare su altri programmi rivali, da Telegram a Signal, come hanno già fatto milioni di utenti in tutto il mondo.

“Entro il 15 maggio, puoi esportare la cronologia chat su Android o iPhone e scaricare il rapporto del tuo account – spiega Whatsapp – se desideri eliminare il tuo account su Android, iPhone o KaiOS, ti invitiamo a pensarci bene perché questa azione non è reversibile, in quanto comporta l’eliminazione della cronologia dei messaggi, l’eliminazione dei tuoi backup di WhatsApp e la tua rimozione da tutti i tuoi gruppi WhatsApp”.

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