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Vizi e virtù dei social network

“Qualcosa è andato storto. Come i social network e l’intelligenza artificiale ci hanno rubato il futuro” di Riccardo Luna letto da Tullio Fazzolari

Il rischio di tutte le rivoluzioni è che poi le conseguenze vadano in una direzione molto diversa da quella auspicata. Può arrivare la ghigliottina o, com’è avvenuto più spesso, una dittatura. Fatte le debite proporzioni, anche la rivoluzione digitale, universalmente accolta come il bene assoluto, sta mostrando aspetti pericolosi e indesiderabili. Ovviamente non si può tornare indietro ma prima che sia troppo tardi è opportuno prendere consapevolezza di come sia potuto succedere e cercare in che modo si possono limitare i danni. Una visione completa e soprattutto imparziale la fornisce adesso Riccardo Luna con il suo libro più recente: “Qualcosa è andato storto. Come i social network e l’intelligenza artificiale ci hanno rubato il futuro” (Solferino, 208 pagine, 17 euro).

E, tanto per confermare la legge di Murphy, tutto ciò che poteva andare storto sta davvero andando storto anche sul fronte dell’economia. E quanto questo possa incidere sarà facile capirlo. Il presidente di JPMorgan teme una crisi analoga a quella del 2008 e tra le cause scatenanti mette in evidenza l’intelligenza artificiale. Altre notizie sulle industrie di questo settore hanno già provocato un rimbalzo negativo sui mercati finanziari. Più costante e più grave è la preoccupazione per la quantità mostruosa di acqua e di energia che la produzione di intelligenza artificiale richiede. Simili notizie che ci arrivano anche in maniera frammentarie si possono capire e collocare nel giusto ordine leggendo il libro di Riccardo Luna che riesce a raccontare tutta l’epopea della rivoluzione digitale a cominciare dal periodo d’oro della Silicon Valley per arrivare fino ai nostri giorni. Tutto inizia con una grande speranza. Internet e web sono strumenti che ci renderanno più liberi. E i padri fondatori sono considerati come benefattori dell’umanità. Che poi da questo ottengano enormi guadagni è visto all’epoca come un aspetto marginale. Il problema è che, leggendo “Qualcosa è andato storto”, viene subito spontanea la riflessione che di menti illuminate come Steve Jobs non se ne vedono più in giro. Quelli che sembravamo gli apostoli della “tech democracy” stavano tutti allineati come soldatini ad applaudire il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Di “abbattere muri e costruire ponti” non se ne parla più. L’unica regola è quella del profitto e purtroppo sta contagiando tutti. E non soltanto i magnati diventati miliardari grazie alla rivoluzione digitale. I più piccoli non sognano più di diventare astronauti o stilisti ma influencer. Quello che doveva essere lo strumento per esprimersi più liberamente è diventato il principale veicolo di diffusione di fake news che il perverso meccanismo degli algoritmi privilegia perché fa più traffico. Come sia successo lo spiega bene Riccardo Luna. La sintesi è che nell’attuale situazione la democrazia e la libertà non ne escono rafforzate ma costantemente minacciate. Eppure si può ancora sperare che, come è avvenuto per la tragedia di Gaza, l’uso dei social torni a essere uno strumento di sana partecipazione.

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