Innovazione

Verso una terza guerra mondiale? Colpa della tecnologia. Parola di Jack Ma (Alibaba)

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Alibaba Jack MA robot

Il miliardario cinese Jack Ma, fondatore di Alibaba, ha avvertito che la tecnologia potrebbe portare a una terza guerra mondiale

La tecnologia ci potrebbe portare alla terza guerra mondiale. È la previsione pessimistica di Jack Ma, fondatore del colosso cinese Alibaba.

Se il vicepresidente cinese Wang Qishan ha tentato di rassicurare i leader politici sulla solidità della crescita della Cina durante la seconda giornata di lavori del World Economic Forum di Davos, meno confortante è stato l’intervento di Ma.

LA TECNOLOGIA PUÒ ACCENDERE CONFLITTI

Ieri il fondatore di Alibaba ha dichiarato che la storia dimostra che l’innovazione tecnologica è un fattore primario dietro i conflitti globali. “La prima guerra mondiale fu a causa della prima rivoluzione tecnologica, la seconda rivoluzione tecnologica ha causato la seconda guerra mondiale e questa è la terza rivoluzione tecnologica” ha aggiunto Ma.

IL MA PENSIERO

Non è la prima volta che il business leader ha lanciato un monito simile. Nel 2017 il miliardario cinese tuonava contro il machine learning e l’intelligenza artificiale come cause della riduzione di posti di lavoro. “La terza rivoluzione tecnologica potrebbe causare la Terza Guerra Mondiale”, aveva affermato ai microfoni della Cnbc già 2 anni fa.

Se queste affermazioni suonano strane dalla bocca dell’uomo più ricco della Cina (37 miliardi di dollari il suo patrimonio stimato) che ha fondato nel 1999 la piattaforma numero uno dell’e-commerce cinese, in realtà c’è poco da stupirsi.

Dopo aver dato vita a uno dei colossi delle vendite mondiali –  che nel 2014 alla Borsa di New York fece segnare il record mondiale per un’Ipo con un valore di 25 miliardi di dollari – Ma ha sbalordito tutti annunciando di rinunciare alla carica di presidente esecutivo di Alibaba lo scorso settembre. “Mi ritirerò ancora giovane, per godermi la vita come Forrest Gump, non voglio morire in ufficio, meglio morire in spiaggia, sotto un ombrellone”, aveva spiegato.

LA FRECCIATINA A GOOGLE

Sia chiaro che la riflessione di Jack Ma non è una presa di posizione contro lo sviluppo tecnologico. “Non sono una persona di tecnologia, ma sono convinto che la tecnologia sia eccezionale per gli esseri umani”, ha rimarcato ieri. “Ma come azienda tecnologica, non essere cattivo non è abbastanza. Dovresti fare cose positive per il mondo, fare cose buone per il futuro e credere nei giovani”. La frase “non essere cattivo” è un chiaro riferimento a Google che la usava come motto e faceva parte del codice di condotta aziendale interno dal 2000. In realtà lo slogan “Do not be evil” è stato completamente rimosso dal codice di condotta aziendale l’anno scorso. Anche se, secondo un rapporto sul sito web Gizmodo, “non essere cattivo” è menzionato un’unica volta nel codice.

PER MUSK LA SOLUZIONE È MARTE

Tra i business leader del settore tech, Ma non è il solo a covare certi timori. Anche un altro visionario (e miliardario) ha esternato le sue preoccupazioni su avanzamento tecnologico, robot e intelligenza artificiale.

L’anno scorso Elon Musk ha dichiarato che la competizione tra i governi per essere leader nel campo dell’IA avrebbe probabilmente causato la terza guerra mondiale e che Marte può essere una via di fuga in caso di conflitto nucleare.  “È importante avere una base autosufficiente su Marte, perché (il pianeta) è abbastanza lontano dalla Terra e è più probabile che sopravviva rispetto a una base lunare (in caso di guerra)” aveva dichiarato il fondatore di Tesla e SpaceX durante un evento l’anno scorso.

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