Innovazione

Vi racconto la guerra tra aziende per il vaccino anti Sars Cov-2

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Moderna, Biontech-Pfizer, Oxford-Astrazeneca, Cansino Biological, Johnson & Johnson e Sanofi: sono 6 i vaccini più promettenti secondo uno studio di Morgan Stanley, che prevede un business fino a 30 miliardi al 2022

 

Sono 124 i candidati vaccino contro il Coronavirus. 10, tra questi, sono in fase di sperimentazione clinica, secondo l’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (aggiornato al 22 maggio 2020).

Solo 6 vaccini, però, secondo lo studio di Morgan Stanley “Covid 19: What to watch in vaccines” hanno la possibilità di riuscire nell’obiettivo. E nel frattempo la corsa sanitaria che si è innescata scatena anche i giochi a Wall Street e non solo. Andiamo per gradi.

I DATI DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’

Partiamo dai dati aggiornati. Secondo l’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sono, al 22 maggio 2020, ben 124 candidati al vaccino. 10 candidati sono in fase di valutazione clinica (alcuni anche in fase 2) e 114 sono in valutazione pre-clinica.

I VACCINI IN SPERIMENTAZIONE CLINICA

I vaccini in valutazione clinica sono quelli della CanSino Biological Inc., realizzato in collaborazione con il Beijing Institute of Biotechnology; dell’americana Moderna; del Wuhan Institute of Biological Products realizzato in collaborazione con Sinopharm; del Beijing Institute of Biological Products e di Sinopharm; di Sinovac; dell’Institute of Medical Biology e della Chinese Academy of Medical Sciences.

In fase di sperimentazione clinica anche quelli dell’University of Oxford e di AstraZeneca (cui collaborano l’italiana Irbm e il Serum Institute of India); di Novavax, della tedesca BioNTech realizzato in partnership con Fosun Pharma e Pfizer; e di Inovio Pharmaceuticals.

MORGAN STANLEY: 6 I VACCINI PROMETTENTI

Mettendo da parte, però, le fasi cliniche annunciate dall’Organizzazione mondiale della Sanità, uno studio a firma di Morgan Stanley seleziona ben 6 vaccini (alcuni anche in fase pre-clinica) che sembrano essere i più promettenti: quelli di Moderna, Biontech-Pfizer, Oxford-Astrazeneca, Cansino Biological, Johnson & Johnson e Sanofi (che lavora in collaborazione con l’inglese Glaxo-Smithkline).

La ricerca, titolata Covid 19: What to watch in vaccines, sostiene anche che il primo milione di dosi di vaccino potrebbe già arrivare entro l’autunno 2020. Le dosi saranno oltre 1 miliardo nel 2021, secondo i calcoli dell’analista Matthew Harrison.

QUALI TEMPISTICHE

E in particolare già nel prossimo autunno potrebbero essere immessi sul mercato i vaccini di Moderna (in attesa del trial clinico di fase 3), Pfizer (in fase clinica 1/2), Oxford-Astrazeneca (in attesa di avviare a Giugno il trial clinico di fase 2/3) e Cansino Biological (in attesa del trial di fase 3). Bisognerà attendere, invece, la prima metà del 2021 per avere a disposizione il vaccino a cui lavora la Johnson & Johnson in attesa di avviare la sperimentazione clinica di fase 1-2 a settembre.

GLI SPRINT IN BORSA

La corsa al vaccino anima anche le maggiori piazze borsistiche. E così Moderna, il cui vaccino è in fase avanzata, continua a crescere in Borsa e in tre mesi ha visto il suo valore passare da 7 miliardi a 27 miliardi di dollari. Trend in crescita, nell’ultimo mese, anche per il titolo di Johnson & Johnson.

In Borsa sprintano anche le aziende produttrici di farmaci convalescenti candidati alla cura, come Gilead, produttrice del Remdesivir, o come la giapponese Fujifilm, produttrice dell’Avigan.

QUANTO VALE IL MERCATO DELLA PANDEMIA?

La posta in gioco, per chi arriva all’obiettivo, in effetti, è altissima. Secondo lo studio della Morgan Stanley, infatti, il mercato dei vaccini anti Covid dovrebbe generare un giro d’affari che vale tra i 10 e i 30 miliardi nella stagione pandemica del 2020-22. I vaccini dovrebbero costare circa 30 dollari negli Usa e un prezzo di poco inferiore in Europa, secondo la Banca d’affari.

Il giro d’affari, invece, nella fase endemica dovrebbe attestarsi tra i 2 e i 25 miliardi di dollari annui.

I FINANZIAMENTI (PESANTI) DEGLI USA

Numeri che non stupiscono di certo e che in qualche modo giustificano i pesanti investimenti (a fondo perduto) che sono arrivati dagli Usa. La Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda), un’agenzia federale che finanzia la tecnologia per la lotta alle malattie, ha annunciato investimenti per quasi 1 miliardo di dollari per sostenere lo sviluppo del vaccino contro il coronavirus: 456 milioni di dollari sono finiti nelle casse della società Janssen Pharmaceutica, con sede in Belgio, costola di Johnson&Johnson; 483 milioni di dollari sono stati destinati a Moderna e 30 milioni di dollari sono stati riservati per rafforzare la collaborazione con Sanofi.

E Barda ha anche finanziato la produzione di 400 milioni di dosi del vaccino a cui sta lavorando l’università di Oxford, in collaborazione con l’italiana Irbm di Pomezia.

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