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Tv, chi certifica i dati di Dazn?

Mediapro

Che cosa succede ai numeri tv di Dazn? Fatti, analisi e polemiche

Gli italiani hanno smesso di guardare la serie A in tv. Da quest’anno tutto il campionato sarà trasmesso da Dazn soltanto in streaming. Dopo lo sbarco in Italia nell’estate 2018, Dazn è diventata la casa della Serie A con 7 gare in esclusiva (e le altre 3 in co-esclusiva) ogni giornata. I dati diffusi da Dazn dopo le prime due giornate di Serie A raccontano un cambio di abitudini degli spettatori: lo smartphone è largamente preferito a pc, tablet e smart tv. 

Un quarto dei tifosi ha usato lo smartphone 

Più di un quarto dei tifosi connessi a Dazn ha guardato le partite dallo schermo di uno smartphone. Lo dicono i dati di ascolto delle prime due giornate di Serie A resi noti dal broadcaster, che testimoniano come la fruizione del calcio stia cambiando.

I dati di Dazn

Secondo i dati di Dazn la prima giornata di serie A sarebbe stata seguita da 4,3 milioni di spettatori e la seconda da 4,7 milioni di persone. I numeri sono stati diffusi dalla piattaforma online e si riferiscono alle persone collegate attraverso smart tv, tablet, mobile phone, console di gioco e Dazn Channel. Questa nuova metodologia di rilevazione (la rilevazione binaria) che “per la prima volta, fornisce un dato puntuale e verificato dell’audience Ott” (gli Ott sono le imprese che forniscono servizi e contenuti attraverso internet).

La rilevazione Auditel 

Dalla seconda giornata di campionato è partita la rilevazione prodotta da Auditel. I meter della ricerca ufficiale, scrive Prima Comunicazione, hanno preso in carico i canali da Dazn1 a Dazn12 che veicoleranno le partite di Serie A e Serie B e i vari eventi trasmessi anche sul timvisionbox di TIM e sul digitale terrestre.

Dazn si affida a Nielsen 

Dazn, anche per tranquillizzare il mercato, ha deciso di farsi certificare i dati da Nielsen. Dal primo settembre è partita una elaborazione settimanale prodotta da Nielsen con tutte le informazioni, le performance della APP e quelle complessive di DAZN, Timvision compresa diretta agli operatori. La piattaforma è aggiornata su base settimanale, ogni mercoledì alle ore 14:00 con i dati relativi alla giornata di campionato più recente. La produzione di un dato “prevalentemente di natura censuaria”, sottolinea Nielsen, che però sarà corroborato anche dalle misurazioni già citate di Auditel. DAZN, che è rilevata da Auditel già dai tempi della distribuzione Sky, non userà la rilevazione di Nielsen per misurare le performance della propria app.

Le misurazioni di Nielsen 

Come scrive Prima Comunicazione la misurazione di Nielsen si avvale di tre diverse fonti di informazioni:

  • i dati censuari DAZN misurati da Conviva Stream Sensor, utilizzati per produrre le metriche totali di visualizzazione dei contenuti editoriali e pubblicitari;
  • i dati del panel TV Auditel, utilizzati per la stima di co-viewing e le demografiche della componente TV dell’ascolto;
  • i dati dello studio comportamentale su base utenti DAZN, utilizzati per la stima di co-viewing e le demografiche della componente web, mobile & tablet.

Nielsen certifica ma non rileva 

I dati di audience,  come scrive l’ADNKronos, non sono misurati da Nielsen come ente terzo ma sono rielaborati su una produzione della stessa Dazn.  Il risultato comunicato martedì scorso da Dazn sarebbe la somma matematica dei dati AMR (Average Minute Rating), cioè l’audience media nel minuto: questo è il dato importante per gli investimenti pubblicitari, relativo allo spettatore medio nel minuto.

La metodologia di Dazn 

Tuttavia senza correlare l’audience al tempo medio di connessione non si può avere una dimensione effettiva dell’impatto dell’evento sportivo: specialmente con device/applicazioni digitali che possono connettersi per frazioni di tempo anche molto brevi (cadute di linea, visualizzazione highlights). All’aumentare della durata di fruizione aumenta la possibilità di monetizzazione pubblicitaria. Per questo si calcolano gli spettatori nel minuto medio, perché questo dato fornisce la dimensione degli ‘spettatori pubblicitariamente monetizzabili’. Secondo l’ADNKronos Dazn ha calcolato i dati di audience sommando gli spettatori medi nel minuto che ha raggiunto in tutte le partite singole della prima e della seconda giornata senza sottrarre il numero degli spettatori che hanno visto più di una partita.

I dubbi degli esperti

“L’Agcom dovrebbe intervenire perché è chiamata per legge a vigilare sui dati degli ascolti. Di certo non può permettersi di restare immobile”. A chiamare in causa l’Autorità per la garanzie delle comunicazioni è il prof. Francesco Siliato che, dalle pagine del quotidiano La Stampa, lamenta che per la prima volta non sia un soggetto terzo a valutare i dati di ascolto. Il presidente di UPA, l’associazione degli investitori pubblicitari, Lorenzo Sassoli de Bianchi, guarda con interesse e attenzione alla trasformazione del mercato con il passaggio della Serie A da un broadcaster tradizionale a un servizio in streaming. “Entro settembre, come Upa, daremo indicazioni molto precise”. Perché le imprese per investire hanno bisogno di “negoziazioni trasparenti. Il mercato chiede che le audience siano misurate in maniera univoca, con metriche omogenee. C’è la necessità di dati raccolti con modalità corrette e funzionali alla descrizione dell’esperienza dei consumatori. Tutto questo nel rispetto delle indicazioni contenute nella recente delibera dell’Agcom».

Le preoccupazioni dei pubblicitari 

L’Upa (Utenti di pubblicità associati) ha attivato le antenne. “Ci sono cambiamenti in corso talmente rapidi che stiamo avviando un processo di riflessione su tutte le rilevazioni delle audience, tenendo conto anche di tutte le indicazioni date da Agcom. Entro fine settembre prepareremo un vademecum con le linee che, come mercato, vorremmo fossero seguite. Ripeto, comunque, che la situazione è molto complessa, non esistono ricette facili, siamo consapevoli della situazione che non si può risolvere con la bacchetta magica in un giorno”.

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