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Serie A in tv, ecco perché i pubblicitari sono imbestialiti con Dazn

Dazn

Caso Dazn: dopo circa 20 anni dall’inizio dell’era Sky, gli ascolti relativi alla prima giornata della Serie A di calcio non saranno disponibili per i media e per gli investitori pubblicitari. Ecco perché

Pronti, via.

Il 21 agosto parte il campionato della serie A di calcio e le novità televisive non mancano

L’avvio della nuova stagione della Serie A segna una prima volta per il mondo del pallone: tutto il campionato sarà trasmesso da Dazn soltanto in streaming. Addio parabola, quindi, per guardare tutte le 380 partite a stagione nel prossimo triennio (solo 114 saranno trasmesse in co-esclusiva da Sky anche sul satellite).

Dopo lo sbarco in Italia nella calda estate 2018, Dazn è pronta così a diventare la casa della Serie A con 7 gare in esclusiva (e le altre 3 in co-esclusiva) ogni giornata.

Insieme a Dazn, l’avvio del campionato sarà un test anche per Tim, che ha investito nella partnership con la piattaforma OTT puntando su TimVision con una offerta che garantisce anche la visione della Champions League tramite un accordo con Mediaset Infinity.

Ma la partenza per Dazn inizia già con un passo falso: infatti la società ha comunicato ad Auditel che sarà possibile procedere alla rilevazione dei suoi 12 canali solo a partire dal 27 agosto.

IL PASSO FALSO DI DAZN SULLA PUBBLICITA’

Quindi, dopo circa 20 anni dall’inizio dell’era Sky, gli ascolti relativi alla prima giornata della Serie A (tra oggi, domani e lunedì) non saranno disponibili per i media e per gli investitori pubblicitari, ha rimarcato Italia Oggi in un articolo di Claudio Plazzotta: “Un passo indietro che ha del clamoroso e che getta più di un’ombra sulla capacità della offerta Dazn di rispondere a una serie di parametri necessari per essere assegnatari di un servizio così importante come l’esclusiva su quasi tutte le partite della Serie A di calcio”.

CHE COSA HA SCRITTO ITALIA OGGI SU DAZN

Per la prima giornata di campionato, dunque, Dazn comunicherà ai media solo i dati prodotti dai propri analytics interni, senza alcuna possibilità di verifica e senza quindi consentire un confronto omogeneo con i dati degli anni precedenti (puntualmente riportati da Sky), si legge sul quotidiano economico del gruppo Class Editori: “Di fatto, Dazn riporterà indietro di decenni l’orologio della tv, quando ciascuna emittente sbandierava risultati non certificati né verificabili. Ciò è tanto più stridente se si considera che l’assegnatario dei diritti della Serie A dovrebbe ottemperare a requisiti assai stringenti previsti dalla legge Melandri, e che Sky ha sempre rigorosamente rispettato”.

IL COMMENTO PREOCCUPATO DELL’UPA

Il presidente di Upa (Utenti di pubblicità associati), Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, spiega a Italia Oggi di «essere ovviamente preoccupati» dall’assenza di dati di ascolto nella prima giornata di Serie A. «C’è un problema tecnico per questa settimana», prosegue Sassoli de’ Bianchi, «ma, data la novità, ci può anche stare una settimana di ritardo. Certamente, però, pure nel corso dell’intera stagione non potremo mai avere una total audience della Serie A certificata e paragonabile a quella che avevamo lo scorso anno. Intanto, per questo fine settimana siamo certamente preoccupati. Poi, ovvio, nelle giornate successive la gran parte dell’audience di Dazn, quella sulle smart tv, su TimVision, sul digitale terrestre, verrà rilevata da Auditel. Ma quella sugli altri device digitali sarà invece rilevata da Nielsen su dati Dazn, e, insomma, non sarà certificata e quindi, come detto, non potrà andare a formare una total audience paragonabile a quella della stagione 2020-21».

CHE COSA MORMORANO I PUBBLICITARI

Proprio in tema di total audience, Upa intende alzare un po’ di più la voce dal prossimo settembre: «Ci sono cambiamenti in corso talmente rapidi che stiamo avviando un processo di riflessione su tutte le rilevazioni delle audience, tenendo conto anche di tutte le indicazioni date da Agcom. Entro fine settembre prepareremo un vademecum con le linee che, come mercato, vorremmo fossero seguite. Ripeto, comunque, che la situazione è molto complessa, non esistono ricette facili, siamo consapevoli della situazione che non si può risolvere con la bacchetta magica in un giorno».

I PROBLEMI DI DAZN

Un secondo fronte di discussioni che potrebbe aprirsi è quello in tema di ripartizione dei diritti tv ai club di Serie A: in mancanza di dati di ascolto certificati, il peso delle singole squadre sarebbe più complicato da calcolare, e comunque verrebbe meno un criterio unico condiviso, ha scritto Italia Oggi: “Occorre, infatti, ricordare che la Legge Melandri (tuttora in vigore) prevede che venga tenuta in considerazione anche l’audience televisiva certificata, cioè il seguito registrato dalle società attraverso gli ascolti televisivi, per redigere la graduatoria relativa alla ripartizione dei diritti tv tra i club”.

CHE COSA SUCCEDERA’ DALLA SECONDA GIORNATA DI CAMPIONATO

A partire dalla seconda giornata, Dazn si sottoporrà sì alla misurazione, ma solo parzialmente, secondo Italia Oggi: “Auditel, infatti, potrà rilevare in dettaglio solo gli ascolti dei 12 canali Dazn fruiti attraverso smart tv; e, inoltre, fornirà un computo complessivo per la distribuzione sul digitale terrestre e quella di TimVision. Nulla di più. Tutti gli ascolti fruiti attraverso i vari device digitali (smartphone, tablet, pc, game console) verranno invece misurati direttamente attraverso analytics interni Dazn, su cui Nielsen effettuerà elaborazioni non certificate che verranno fornite al mercato. Una scelta singolare, giacché Auditel rileva ormai i consumi tv fuori dal televisore sin da giugno 2019”.

LE RACCOMANDAZIONI DELL’AGCOM

Una scelta che sembra andare anche contro le raccomandazioni di Agcom: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha manifestato chiaramente, nero su bianco, il proprio indirizzo invitando tutti gli stakeholder a far convergere i sistemi di misurazione nella direzione della total audience. Total audience che, nel caso della Serie A e di Dazn, sarebbe già realizzabile, ha aggiunto Italia Oggi.

LE ULTERIORI NOVITA’ TELEVISIVE

L’altra grande novità televisiva della stagione calcistica è l’ulteriore spacchettamento delle gare tra i vari broadcasters. Se infatti la Serie A sarà tutta su Dazn (con possibilità di vedere tre gare a turno in co-esclusiva su Sky), per la Champions League saranno tre le piattaforme che trasmetteranno i match: Mediaset (oltre alla novità Coppa Italia) manderà in onda 17 partite del martedì in chiaro su Canale 5 e 104 a pagamento in streaming su Infinity, Sky ne trasmetterà 121 a pagamento e Amazon Prime Video infine ha acquistato i diritti per le 16 migliori partite del mercoledì.

LE ALTRE COMPETIZIONI

Sullo sfondo restano le altre competizioni, con Europa League e Conference League sia su Dazn che su Sky, mentre in campo per la Serie B ci saranno Sky, Dazn ed Helbiz e infine per il calcio estero la Liga sarà su Dazn mentre Premier League, Bundesliga e Ligue 1 verranno trasmesse da Sky. E per chi vuole guardare le partite nei bar o negli altri locali pubblici? Sarà possibile guardare tutta la Serie A e tutta la Champions nei locali abbonati a Sky (grazie alle partnership con Dazn e Amazon), mentre Tim sta chiudendo l’accordo con la stessa Dazn.

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