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Trump punta su Starlink di Musk per liberare internet in Iran

Il regime di Teheran spegne Internet nel mezzo delle proteste e il presidente Usa Trump sta valutando una serie di possibili opzioni. Al centro del confronto anche l'uso del servizio di connettività satellitare di Elon Musk. Il blackout digitale iraniano ha anche schierato jammer militari per bloccare l'accesso a Starlink

Il servizio di Internet satellitare di Musk riuscirebbe a superare il blackout delle comunicazioni imposto dal regime di Teheran poco dopo le 20 di giovedì scorso, isolando dal resto del mondo 85 milioni di cittadini in Iran?

È quello che ci si sta chiedendo negli ultimi giorni dopo che le autorità iraniane hanno deciso di interrompere le connessioni per reprimere le attuali proteste antigovernative, le più estese contro il regime del paese dal 2022, iniziate il 28 dicembre in risposta all’impennata dei prezzi.

NetBlocks, organismo indipendente che monitora la connettività, ha segnalato una “quasi totale” disconnessione (circa 99%) e ha indicato possibili canali alternativi, dal corto raggio ai collegamenti satellitari Starlink.

Da tempo si dibatte dell’uso del servizio di Internet satellitare Starlink di SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, nelle zone di conflitto internazionale. Domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che intende parlare con Musk del ripristino di internet in Iran.

Non è la prima volta che il miliardario americano si trova al centro di un dibattito per fornire i servizi di connettività di Starlink a paesi in crisi, dall’Ucraina aggredita dalla Russia a Gaza fino al Venezuela.

Ma i satelliti di Musk sono in grado di aggirare i blocchi imposti dal regime?

“Nonostante le segnalazioni secondo cui decine di migliaia di unità Starlink siano operative in Iran”, riportava il 9 gennaio Iran Wire, “il blackout ha raggiunto anche le connessioni satellitari”. Si dice che circa il 30% del traffico uplink e downlink di Starlink sia stato (inizialmente) interrotto”. per poi salire rapidamente “a oltre l’80%” nel giro di poche ore.

Tutti i dettagli.

LE OPZIONI SUL TAVOLO DI TRUMP

Dall’inizio delle proteste, l’organizzazione statunitense HRANA ha dichiarato di aver accertato la morte di 490 manifestanti e 48 membri delle forze di sicurezza, con oltre 10.600 persone arrestate in due settimane di disordini, rileva oggi Reuters.

Il presidente americano sta valutando una serie di possibili opzioni militari in Iran. Lo hanno detto due funzionari statunitensi alla Cnn secondo cui diverse opzioni presentate al presidente si concentrano sul prendere di mira i servizi di sicurezza di Teheran. Tuttavia, all’interno dell’amministrazione si teme che eventuali attacchi militari possano avere l’effetto di mobilitare il popolo iraniano a sostegno del governo o di indurre l’Iran a reagire con la forza.

Trump sta anche valutando opzioni che non prevedono attacchi militari, quali operazioni informatiche mirate e nuove sanzioni contro figure del regime o settori dell’economia iraniana come l’energia o le banche. L’amministrazione valuta anche la possibilità di fornire tecnologie come Starlink per rafforzare la connettività internet in Iran, aiutando i manifestanti a evitare il blackout informativo.

LA FORNITURA DI STARLINK SUL TAVOLO

Proprio ieri il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che intende parlare con Elon Musk del ripristino di internet in Iran. “È molto bravo in questo genere di cose, ha un’ottima azienda”, ha affermato Trump ai giornalisti in risposta a una domanda sulla sua eventuale collaborazione con SpaceX.

LA POSIZIONE DI MUSK NEL 2022

Come ricorda Reuters, l’imprenditore statunitense ha sostenuto la fornitura di Starlink agli iraniani per aiutarli ad aggirare le restrizioni governative, anche durante le precedenti proteste del 2022. Quell’anno, la Casa Bianca di Biden si è impegnata con Musk per offrire Starlink in Iran dopo che il paese era stato travolto dalle proteste in seguito alla morte, avvenuta durante la custodia della polizia, della ventiduenne Mahsa Amini.

MA FUNZIONERÀ IL SERVIZIO DI INTERNET SATELLITARE DI SPACEX CONTRO IL BUIO DIGITALE DI TEHERAN?

Questa è la terza volta che l’Iran blocca Internet dal mondo esterno. Come detto la precedente fu nel 2022 in risposta alle proteste per la morte di Mahsa Amini. La prima volta  nel 2019, quando i manifestanti infuriati per l’impennata dei prezzi della benzina sovvenzionata dal governo sono scesi in piazza.

Tuttavia, oggi i ricevitori Starlink stanno affrontando delle sfide secondo Times of Israel. Dalla guerra di 12 giorni con Israele dello scorso giugno, l’Iran ha interrotto i segnali GPS, probabilmente nel tentativo di rendere i droni meno efficaci. I ricevitori Starlink utilizzano i segnali GPS per posizionarsi e connettersi a una costellazione di satelliti in orbita bassa, ricorda la testata israelaiana.

Sempre il Times of Israel ricostruisce che “l’impiego di ricevitori (Starlink) è ora molto più esteso in Iran” rispetto ai precedenti blackout. “Questo nonostante il governo non abbia mai autorizzato Starlink a funzionare, rendendo il possesso e l’utilizzo del servizio illegale”.

Amir Rashidi, direttore dei diritti digitali e della sicurezza presso il Miaan Group ed esperto di Iran, ha affermato di aver riscontrato, da giovedì, una perdita di circa il 30% nei pacchetti inviati dai dispositivi Starlink, ovvero unità di dati trasmesse su Internet. In alcune aree dell’Iran, Rashidi ha affermato che la perdita di pacchetti risulta dell’80%.

Sempre Amir Rashidi ha dichiarato a TechRadar: “Ho monitorato e ricercato l’accesso a Internet negli ultimi 20 anni e non ho mai visto una cosa del genere in vita mia”. Il monitoraggio dell’improvviso calo dei pacchetti dati di Starlink conferma le segnalazioni sul campo secondo cui la connettività satellitare risulta gravemente compromessa.

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