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Trump spinge Facebook a rendere intercettabili le conversazioni su Messenger

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Ecco come e perché il governo americano vuole obbligare Facebook a rendere intercettabili le chiamate vocali di Messenger. I dettagli nell’articolo di Lorenzo Bernardi

Il governo americano vuole obbligare Facebook a rendere intercettabili le chiamate vocali di Messenger. L’agenzia di stampa Reuters rivela come l’amministrazione americana stia tentando di imporre a Facebook di modificare il codice che “blinda” i messaggi vocali rendendoli impossibili da ascoltare se non per mittente e destinatario.

IL CASO DI FRESNO

La questione è emersa a Fresno, California, nell’ambito di un’indagine contro alcuni membri del MS-13, una gang criminale diffusa in buona parte del territorio americano e negli stati del Centro America che opera nel traffico di droga e in attività di immigrazione illegale. Il processo di svolge a porte chiuse, ma Reuters ha ugualmente pubblicato alcune indiscrezioni. In particolare il Dipartimento di Giustizia avrebbe chiesto e ottenuto un’udienza per un presunto oltraggio di Facebook alla corte. La compagnia avrebbe rifiutato di ottemperare alle richieste del Tribunale, che chiedeva di ottenere alcuni messaggi vocali scambiati su Messenger dagli indagati, utili a provare i reati.

Facebook (che come il Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di commentare), avrebbe replicato di avere soltanto due modi per soddisfare la richiesta: riscrivere totalmente il codice dell’applicazione oppure hackerare il profilo dei due utenti.

I messaggi vocali di Messenger, infatti, sono protetti dalla crittografia end-to-end. Dunque nessuno, a parte mittente e destinatario, è in grado di leggerne il contenuto. Neppure lo stesso provider. La stessa cosa vale per Whatsapp (anch’esso di proprietà di Facebook) e di altre piattaforme.

LE CONSEGUENZE SULLA PRIVACY

La questione potrebbe avere conseguenze dirompenti, non solo su scala americana. Conseguenze che potrebbero impattare sulla privacy di tutti gli utenti di Messenger, Whatsapp eccetera. Se il giudice desse ragione al Dipartimento di Giustizia, infatti, le compagnie potrebbero essere costrette a riscrivere i codici.

In un caso giudiziario simile, che vedeva contrapposti il Governo e Apple (in quel caso le informazioni erano contenute in un Iphone), l’azienda si era rifiutata di hackerare lo smartphone per non violare il Primo emendamento della Costituzione americana, che sancisce la libertà di espressione. La questione si era risolta da sola quando il Dipartimento di Giustizia era riuscito a penetrare l’Iphone grazie a un consulente, rinunciando alla causa.

Il caso di Fresno però è più complicato: qui si tratta di rendere accessibili le conversazioni di milioni di utenti. Cosa che, beninteso, capita già per i messaggi ordinari di Messenger (ma anche G-mail), che non sono crittografati end-to-end e dunque intercettabili.

Difficile prevedere chi avrà la meglio. Le leggi americane stabiluiscono requisiti molto stringenti per l’intercettazione delle comunicazioni. In particolare bisogna dimostrare che non c’è modo alternativo per ottenere prove di reato. Ma dall’esito del procedimento potrebbero derivare conseguenze su scala globale.

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