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Tlc, che cosa cambia (e chi brinda) con il codice Ue per le comunicazioni elettroniche

5g Tim

Tutti i dettagli sul nuovo codice europeo per le comunicazioni elettroniche e il commento del presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, che al governo Conte dice…

Il Parlamento e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo politico per aggiornare le regole nel settore delle telecomunicazioni. Ecco tutti i dettagli.

LE NOVITA’ DEL PIANO

Il nuovo codice europeo per le comunicazioni elettroniche, spiega una nota dell’esecutivo Ue, dovrebbe migliorare lo sviluppo della tecnologia mobile 5G entro la fine del 2020, fornendo agli operatori una prevedibilità di almeno 20 anni per le licenze.

IL COMMENTO DI ANSIP

L’accordo è “essenziale per andare incontro alle crescenti capacità di connessione degli europei e rafforzare la competitività dell’Europa”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione responsabile per il Digitale, Andrus Ansip. “Stiamo gettando le basi per la diffusione del 5G in tutta Europa”, ha aggiunto Ansip.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO

Il codice include una serie di misure per i consumatori, come la possibilità per tutti i cittadini Ue di avere accesso a servizi di comunicazioni a buon mercato, inclusa la disponibilità universale all’accesso a internet, per servizi come l’e-government, l’online banking e le videochiamate.

I DETTAGLI SUL TETTO

L’accordo prevede un tetto per le chiamate internazionali all’interno dell’Ue di non più di 19 centesimi al minuto. Il codice dovrebbe garantire anche una migliore protezione dei consumatori su trasparenza delle tariffe e contro hacking, malware ecc, la sottoscrizione di pacchetti di servizi collegati e la possibilità di cambiare operatore conservando lo stesso numero.

TRA BASTONE E CAROTA

Sulla base dell’ultima bozza del documento, Reuterscome ricostruito nei giorni scorsi da Patrizia Licata su Start Magazine, bozza alla mano – aveva parlato giorni fa di “carota” offerta alle grandi aziende telecom/incumbent a fronte della “bastonata”, ovvero le regole che costringono gli ex monopoli di Stato (Telecom Italia, Orange, Deutsche Telekom, ecc.) ad aprire le loro reti ai concorrenti a prezzi regolati.

COSA CAMBIA CON LA REGOLAMENTAZIONE

In effetti l’accordo disciplina i modelli di investimento che possano favorire lo sviluppo di reti in fibra ottica prevedendo una regolamentazione più favorevole per gli operatori wholesale only (come, in Italia, Open Fiber) rispetto agli operatori verticalmente integrati.

IL COMMENTO DI OPEN FIBER

L’accordo raggiunto tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione è “molto importante anche per l’Italia”, ha detto il presidente di Open Fiber Franco Bassanini: “L’accordo costituisce un importante passo in avanti nella modernizzazione del quadro normativo europeo delle tlc perché riconosce l’urgente necessità di investimenti infrastrutturali, con particolare attenzione alle reti tutte in fibra (FTTH- Fiber To The Home), le uniche che assicurano le prestazioni richieste dalla Gigabit Society dei prossimi anni in termini di velocità di accesso, affidabilità, latenza, bassi costi di manutenzione e di energia; le reti in fibra sono peraltro l’infrastruttura di base anche delle TLC mobili, col nuovo standard 5G”.

LE PAROLE DI BASSANINI

“Il nuovo codice – ha aggiunto Bassanini – disciplina per la prima volta il modello wholesale only creando le condizioni migliori per lo sviluppo di operatori infrastrutturali puri, che si dedicano allo sviluppo di reti a cui tutti gli operatori interessati possono accedere in forma paritaria e non discriminatoria”.

L’OPERATORE WHOLESALE ONLY

“L’operatore wholesale only, privo di unità di business retail, può interamente dedicarsi allo sviluppo di una rete sempre più performante da offrire in particolare agli altri operatori TLC che sono visti esclusivamente come clienti e non come concorrenti – ha aggiunto Bassanini, in passato anche presidente di Cdp – Questa evoluzione normativa consente un più rapido cambiamento nella direzione della Gigabit society, creando le condizioni per una digitalizzazione più pervasiva e una maggiore competitività dell’economia”.

L’APPELLO AL NUOVO GOVERNO

“La decisione delle istituzioni europee di accelerare lo sviluppo del wholesale only attraverso una regolamentazione favorevole rappresenta un’importante conferma a livello continentale della validità del modello di business scelto da Open Fiber” ha concluso Bassanini. “Auspichiamo che il nuovo quadro venga recepito dal nuovo Governo in maniera prioritaria, per consentire all’Italia di essere all’avanguardia nella realizzazione di infrastrutture in fibra ottica e accelerare l’evoluzione digitale, al servizio delle famiglie e delle imprese”.

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