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Tim, che cosa succede sul 5G con Ericsson, Nokia e Huawei

di

5g mondo

La scelta di Huawei da parte di Tim sulla rete di accesso (RAN) 5G è di fatto sospesa e sono bloccati gli swap da Nokia. Fatti, nomi e indiscrezioni

 

Tim e Huawei hanno risposto alle richieste vincolanti del Dpcm con cui il governo ha esercitato verso tutti gli operatori il Golden Power su contratti 5G con vendita extra-EU.

In considerazione delle implicazioni molto pesanti ed anche dell’impatto sui ricavi della crisi Covid, al momento è stata effettuata una rimodulazione del piano lavori 2020, dice un addetto ai lavori al correre della vicenda.

La scelta di Huawei da parte di Tim sulla rete di accesso (RAN) 5G è di fatto sospesa e sono bloccati gli swap da Nokia.

La gara di Tim per la RAN (Radio Access Network) è chiusa. Ma è noto l’esito agli addetti ai lavori, secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine in ambienti aziendali: Nokia esclusa, ok invece per Ericsson e Huawei: i contratti con Ericsson e Huawei sono stati firmati.

Le aree attualmente coperte da stazioni radio base (BTS, Base Transceiver Station) Nokia vengono assegnate (in quota parte) ai 2 vendor vincitori, che sono già attualmente fornitori di rete di accesso mobile (RAN).

Quindi – secondo la ricostruzione di Start – è questa la situazione in Tim:

Ericsson: già presente in Piemonte, Val D’Aosta, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Campania si vede assegnate anche Emilia-Romagna, Marche, Umbria.

Huawei: già presente in Sardegna, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia si vede assegnate anche Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia, Veneto.

Nelle regioni ex-Nokia (Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Umbria) occorrerà quindi procedere – dicono fonti al corrente del dossier – a uno swap di apparati RAN esistenti con altri del vendor vincitore (Ericsson e Huawei).

A Padova, nei giorni scorsi, è stato effettuato primo swap di un sito da Nokia a Huawei: esito positivo e sito attivo.

Lo swap sarà completo in toto quando verranno sostituiti completamente (in un arco temporale in definizione, probabilmente sui 18 mesi) gli apparati Nokia 2G, 3G, 4G (GSM, UMTS, LTE).

Nelle aree per cui è prevista attivazione nel 2020 di nodi 5G NR (“New Radio”) a 3700 MHz, si procederà (salvo eccezioni limitate per motivi tecnico/operativi) allo swap e contestuale installazione degli apparati 5G.

Ma quali sono i motivi del ritardo nella assegnazione ufficiale della gara RAN? Risponde un esperto che chiede l’anonimato: “Al di là della necessità di definire alcuni dettagli operativi con riflessi economici, sono probabilmente da ritrovare nella delicatezza “politica” della designazione sul 5G del vendor Huawei, e nella attesa della chiusura della analoga gara RAN in casa Vodafone”.

La redistribuzione delle aree alle sole Ericsson e Huawei – secondo le indiscrezioni di Start – è stoppata. Ciò che si dice (in vie informali) è causa Golden Power e pressioni.

Si dice resti Nokia come fornitore RAN, ma resta aperto in questi scenario il come realizzare 5G nelle aree (sud Italia, Abruzzo-Molise e Sardegna) in cui la rete di accesso Legacy (2, 3, 4G) è attualmente Huawei.

Significative le parole due giorni fa del numero uno di Tim, Luigi Gubitosi, che pur senza entrare in dettagli, gare ecc, ha detto, secondo quanto scrive l’Agenzia Nova: se il governo dovesse mettere paletti su Huawei per la fornitura della rete 5G non ci sarebbero comunque problemi. “Noi abbiamo più fornitori – ha spiegato Gubitosi, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del suo intervento al secondo giorno dei lavori del forum Ambrosetti a Cernobbio – il nostro principale è Erikson, poi Nokia e Huawei: non avremo difficoltà nel tempo a gestire la situazione”.

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