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Ecco l’impatto dell’asta 5G sui conti di Tim, Vodafone e Wind3. Report Moody’s

Smartphone 5g

Tim, Vodafone e Wind3? Per Moody’s le aziende che si sono aggiudicate le frequenze hanno una posizione debitoria più elevata, mentre le altre rischiano una posizione più debole per le frequenze. Articolo di Giusy Caretto

L’esito dell’asta per il 5g, che frutterà allo stato un introito complessivo da 6,55 miliardi di euro,  avrà un impatto negativo su tutte le società di tlc: se quelle che hanno investito di più hanno una posizione debitoria maggiore, quelle che hanno scelto di investire di meno e dunque di non aggiudicarsi le frequenze migliori, dovranno fare i conti con servizi non proprio al top.

A fare il quadro della situazione è la società di rating Moody’s, che ha comunque confermato i rating sui principali gruppi di telefonia. Approfondiamo insieme.

I NUMERI DELL’ASTA

Partiamo dai numeri. Il totale delle offerte per le bande messe a gara ha raggiunto i 6.550.422.258,00 euro. Si tratta di una cifra di gran lunga superiore a quanto auspicato dallo Stato inizialmente, che si attendeva 4 miliardi di introito minimo (come previsto nella Legge di Bilancio): l’ammontare finale ha superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta.

Scendendo nei particolari, a riscuotere maggior successo, come si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, sono stati:
i lotti per la banda 700 MHz FDD hanno raggiunto la quota di 2.039.909.188,00 euro;
i lotti per la banda 3700 MHz hanno raggiunto quota pari a 4.346.820.000,00 euro;
i lotti per la banda 26 GHz hanno raggiunto la quota di 163.693.070,00 euro.

ASTA PIU’ CARA D’EUROPA

Queste cifre sorprendono anche Moody’s, che ha evidenziato come l’importo complessivo pagato per la banda media è stato superiore a quello della banda 700 MHz e sostanzialmente più alto rispetto alle precedenti aste europee. L’asta italiana è stata la più cara d’Europa rispetto a quella effettuata in Finlandia, Irlanda, Spagna e Regno Unito.

IMPATTO NEGATIVO SU TLC

A pagare la cifra più alta (per avere una frequenza migliore) saranno Telecom Italia e Vodafone, che sul piatto hanno messo 2,4 miliardi a testa. Iliad, la nuova entrata sul mercato, verserà allo Stato 1,2 miliardi e Wind Tre mezzo milione di euro (si è aggiudicata un portafoglio di frequenze più debole, avendo banda solamente nel 3.7GHz). Secondo Moody’s, dunque, ‘le aziende che si sono aggiudicate le frequenze hanno una posizione debitoria più elevata, mentre le altre rischiano una posizione più debole per le frequenze”.

RATING CONFERMATI

Nonostante tutto, Moody’s ha confermato i rating sui principali gruppi. Telecom Italia si attesta a Ba1 e outlook stabile, Vodafone Group a Baa1 e con una possibile revisione del downgrade sull’outlook, mentre Wind Tre a B1 e outlook stabile e infine Fastweb A2 e outlook stabile.

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