Innovazione, Reti per la crescita

Tim, Open Fiber e non solo, Ecco come Di Maio vuole accelerare sul piano per la Banda Larga

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Tutte le mosse che ha in mente il governo Conte per accelerare la posa della banda larga e aumentare la domanda. Articolo di Giusy Caretto 

In fatto di digitale siamo perennemente in ritardo. E l’Europa ce lo ricorda spesso: anche il Desi 2018 ci condanna alla 25esima posizione su 28. Accelerare è un dovere ed un’urgenza, ma la questione non è così semplice. Mentre le regioni denunciano ritardi e cambi di programma, i soldi destinati allo sviluppo della Banda larga vengono spostati su altro, come sottolinea oggi un articolo del Sole2 4 Ore. Ma andiamo per gradi.

ITALIA IN RITARDO

Per la Corte dei conti europea, il nostro Paese è orami in ritardo sui target al 2020: in pochi mesi, sostiene, sarà impossibile garantire connessioni da 30 megabit al secondo a tutta la popolazione e ancora più difficile raggiungere la sottoscrizione da parte dell’85% delle famiglie di connessioni oltre 100 Mbps. A provare a capire i motivi di questo ritardo sarà la Dg Connect della Commissione Ue, che tra qualche giorno sarà a Roma per condurre un’indagine conoscitiva.

I FONDI SPESI

Questione di fondi mal spesi? Forse. Sicuramente non tutto quello che è stato previsto è stato messo sul piatto fino ad oggi: a fronte di un fabbisogno di risorse pubbliche per quasi 7 miliardi, ne sono stati spesi 5,3: 3,5 miliardi dal Fondo sviluppo coesione e 1,8 miliardi di fondi Ue. A complicare le cose il fatto che ben 1,3 miliardi (tra i 5,3) per lo sviluppo di internet veloce nelle “aree grigie” in concorrenza sono bloccati in attesa del negoziato con Bruxelles.

SERVE INCENTIVARE LA DOMANDA

Una volta che l’esecutivo Conte sbloccherà la questione (si spera), gli 1,3 miliardi a cui abbiamo appena accennato e l’1,2 miliardi che arrivano dai ribassi di gara per le aree bianche (le cui due prime due gare d’appalto sono state assegnate ad Open Fiber) dovrebbero essere utilizzati per aumentare la domanda, magari con incentivi e voucher a privati ed imprese.

Qualche operatore vorrebbe che una parte del denaro venga destinata anche per sgravi fiscali a sostegno delle infrastrutture di rete.

IL GOVERNO PROVA A RECUPERARE

Il Governo, come scrive il Sole24Ore, promette di intervenire sulla rendicontazione e di concentrare parte delle attività a livello ministeriale. E mentre qualcuno pensa ad un internet che possa essere gratuito per i cittadini (in quanto diritto), c’è chi è a lavoro per provare a semplificare la posa della fibra ottica.

L’IMPRESA NON E’ SEMPLICE

Prima di arrivare ad un “internet di cittadinanza”, però, il Governo deve davvero lavorare tanto. Troppo. Anche le Regioni hanno denunciato diverse questioni da chiarire e risolvere: alcuni Comuni inizialmente inclusi nelle “aree bianche” a fallimento di mercato sono finite anche nelle “aree grigie”, a concorrenza; alcuni Comuni sono vittime dell’istruttoria Antitrust su quello che era il progetto “Cassiopea” di Tim, mentre altri sono tra i protagonisti dei progetti che il nuovo governo intende rivedere ed analizzare.

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