Innovazione

Tim, chi sono le aziende italiane che venderanno cavi a Fibercop

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Fibercop assegna la prima gara per l’acquisto di cavi in fibra. Tutti i dettagli

 

Fibercop di Tim, partecipata dal fondo americana Kkr e da Fastweb, muove i primi passi per la realizzazione di una rete a banda ultra larga. È stata assegnata la prima delle due gare per la fornitura di cavi in fibra ottica.

Tutti i dettagli.

FIBERCOP

Fibercop è la newCo di Tim in cui sono confluite la rete secondaria di Tim (dall’armadio di strada alle abitazioni dei clienti) e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber (società di Tim e Fastweb).

DA CHI ACQUSITA I CAVI TIM

La società Fibercop è nata, ufficialmente, solo poche settimane fa e ha già mosso i primi passi per la realizzazione della propria rete. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, infatti, Fibercop ha chiuso e assegnato la prima delle due gare per la fornitura di cavi in fibra ottica a supporto del piano di cablaggio in FTTH di Fibercop.

A fornire i cavi in fibra, per circa 70 milioni di euro, saranno 5 aziende italiane: il gruppo Prysmian, azienda italiana con sede a Milano, specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche; Metallurgica Bresciana, società operativa nel settore dal 1968, con sede produttiva a  Dello (BS); Technikabel, impresa nata nel 1978, che ha fornito i cavi elettrici per la metrolpolitana di Torino e sviluppato un nuovo cavo ibrido di alimentazione e trasmissione dati; Ecotel, azienda romana impegnata nello studio delle soluzioni nel campo dell’Information e Comunication Technology; Tratos, impresa che ha debuttato nel 1966 come compagnia di trafilatura di fili in rame, poi trasformata in azienda produttrice di cavi telefonici per uso generale e tecnologia semplice.

FABBISOGNO PER I PRIMI DUE ANNI

I cavi forniti copriranno il fabbisogno di cavi in fibra di Fibercop per almeno due anni. A questa gara, dunque, ne seguirà una seconda, con una commessa simile, per gli anni a venire, specifica MF.

UN LAVORO TUTTO ITALIANO

Le aziende italiane garantiscono alla newco di Tim che la produzione dei cavi, il taglio a misura, il controllo della qualità e lo stoccaggio saranno tutti effettuati presso le strutture di produzione e stoccaggio situate sul territorio nazionale. Il lavoro sarà tutto italiano.

VERSO LA SOCIETA’ UNICA DELLA RETE?

Proseguono, intanto, i colloqui tra Fibercop e Open Fiber, per la nascita di una società unica della rete. Sembra essere sempre più vicina l’uscita di Enel da Open Fiber (co-partecipata al 50% con Cdp): l’azienda guidata da Francesco Starace, infatti, avrebbe giudicato interessante l’offerta presentata dagli australiani di Macquarie per il 50% di Open Fiber, scrive Il Sole 24 Ore.

“Su Enel giudichiamo positivamente l’eventuale cessione, considerato il valore di realizzo. Il possibile reinvestimento in Ufinet è in linea con il piano di espansione di Enel-X e con la opzione ‘call’ in mano a Enel sulle azioni Ufinet, da esercitarsi entro il 31 dicembre 2021”, scrivono gli analisti di Equita, che spiegano che  l’offerta di Macquarie sarebbe la stessa sia in caso di acquisto dell`intera partecipazione (50%) sia in caso di acquisto di una quota inferiore, ma in ogni caso con il limite del 40% (gli australiano assegnano a Open Fiber un enterprise value di circa 7,5 miliardi di euro )

Questo “risolverebbe il tema del possibile aumento della quota di CdP in Open Fiber”, aggiungono gli analisti.

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