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Test sierologici, guerra fra aziende in Lombardia

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In Lombardia è tensione commerciale tra aziende per i test sierologici dopo che la Regione ha scelto quelli di Diasorin

Se Covid-19 ha, senza misure, frenato e fermato qualche business, è vero anche che tanti altri ne ha creati. Uno su tutti? Quello dei test sierologici per verificare se nel sangue ci sono gli anticorpi contro il coronavirus. Sono diverse le aziende che hanno sviluppato i test sierologici.

E in Lombardia, dove proprio nelle scorse ore si è dato il via libera all’esecuzione dei test, è scoppiata una diatriba tra aziende. E non si tratta solo di business, ma anche e soprattutto di tempo, che qualcuno sostiene che si è perso, nonostante l’emergenza. Tutti i dettagli.

AL VIA TEST SIEROLOGICI IN LOMBARDIA

Nelle scorse ore sono partiti i test sierologici nelle città di Bergamo, Lodi, Cremona, Brescia. La possibilità di fare i test rapidi verrà estesa, nel tempo, a tutta la Regione. Il test effettuato è quello della multinazionale Diasorin, che ha siglato un accordo di collaborazione con la Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia: la Regione ne ha acquistati, per partire, 500mila.

Il test, il 17 aprile, ha ottenuto il marchio CE.

50 MILA TEST AL GIORNO

A regime si potranno fare almeno 50mila test giornalieri. I macchinari utilizzati per gli esami sono in grado, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, di processare 170 test l’ora. I risultati potranno essere pronti in pochi secondi.

L’ACCORDO TRA LOMBARDIA E DIASORIN

Quello della Diasorin è l’unico test sierologico approvato dalla regione Lombardia. Tra la multinazionale e la Fondazione del San Matteo c’è un accordo: l’azienda corrisponderà al Policlinico una royalty dell’1% sul prezzo netto praticato per la vendita al cliente finale di ogni kit sierologico. È previsto un minimo di 20 mila euro per anno, secondo quanto riportato in un servizio ieri di Piazza Pulita, programma di La7, realizzato da Alessio Lasta e Eleonora Zocca.

TEST ONILAB NELLE PALESTRE

Qualcuno, però, ha deciso di muoversi ben prima delle disposizioni della Regione, come il Comune di Cisliano. “Il test che facciamo noi è certificato da inizio marzo, è il primo test che è stato certificato in Europa”, ha detto Luca Durè, il Sindaco, aggiungendo “Il test lo facciamo analizzare a Napoli”.

LA DENUNCIA DI ONILAB

“Non ci ha ascoltato nessuno. La Regione Lombardia ha aspettato che uscisse il test loro. Che Regione Lombardia voglia imporre un determinato test lo trovo fuori da ogni ragionevolezza”, ha denunciato il dottor Andrea Adessi, amministratore delegato della ditta Onilab di Milano, specializzata nella diagnostica di laboratorio, che si è accordata con il laboratorio Varelli di Napoli, per avviare le analisi nelle palestre dei comuni richiedenti.

TEST AFFIDABILE PER MINISTERO SALUTE

La faccenda si fa ancora più intrigata se si pensa che il test sierologico che viene effettuato nella palestra di Cisliano, non autorizzato dalla Regione Lombardia, è “uno dei 4 test che il Ministero della Salute ha individuato come affidabili”, spiega Adessi.

LOMBARDIA HA PERSO TEMPO PREZIOSO?

Non si tratta solo di una marca di test da scegliere. In piena emergenza, la velocità di risposta alla pandemia è essenziale per fermare il contagio. Velocità che però, secondo Adessi, la Regione Lombardia non ha dimostrato: “Dai primi di marzo – denuncia Adessi – ci sono un sacco di laboratori della Lombardia che hanno i reagenti in casa e l’apparecchiatura”, ma non si può utilizzarla per trovare gli anticorpi Covid-19.

“Ci stanno chiamando una marea di comuni della provincia di Brescia e della provincia di Bergamo che, nonostante siano state le zone dove il focolaio è stato più violento non si è fatto nulla, perché bisogna aspettare un test che esce, forse, il 20 di Aprile. – ha continuato Adessi, intervistato a Piazza Pulita – Non puoi dire qua ci sono io, la Regione è mia, comando io e decido io cosa si fa. Qua siamo a creare una specie di monopolio gestito dalla Regione”.

TECHNOGENETICS: TEST PRONTO DAI PRIMI DI MARZO

Le mosse della Regione Lombardia sono state particolarmente indigeste per TechnoGenetics, che fa parte del gruppo cinese Khb, che è pronta a commercializzare un suo test fin dai primi di marzo e che ha chiesto di partecipare all’analisi scientifica del San Matteo di Pavia ma non ha mai ricevuto risposta.

“Lei pensi che eravamo partiti con un tavolo di lavoro il 4 di marzo all’Istituto Superiore di Sanità, a Roma per far provare il nostro test e fare delle verifiche, ma da allora non è successo nulla”, ha detto a Piazza Pulita Salvatore De Rosa, direttore commerciale dell’azienda.

IN LOMBARDIA OFFERTI 20MILA TEST GRATUITI (RIFIUTATI)

“Fortunatamente alcune regioni si sono prese carico di fare delle azioni individuali, cito la regione Campania, cito la regione Toscana, cito la regione Emilia Romagna, che hanno valutato i metodi, li hanno ritenuti all’altezza e hanno cominciato ad acquistarli e ad utilizzarli”, ha aggiunto De Rosa.

Fa eccezione la Lombardia “dove abbiamo dato anche la disponibilità a offrire 20.000 test gratis nel momento di massima difficoltà delle regioni. Non siamo stati neanche ascoltati neanche a regalarli”, dice De Rosa.

I TEST POTEVANO PARTIRE UN MESE FA

Se i tempi comunicati da TechnoGenetics sono veri, allora i test sierologici in Lombardia, zona rossa, potevano esser fatti molto tempo prima: “La questione non è una bega tra aziende, questa indagine epidemiologica nelle zone focolaio si poteva fare già un mese fa, invece non si è capito nulla”, ha detto Salvatore Cincotti, amministratore delegato di TechnoGenetics a Piazza Pulita. “i nostri presidi sanitari sono diventati non dei focolaio, ma dei vulcani”.

“Diasorin ha accelerato i tempi in Italia perché deve portare il file in America e stanno aspettando approvazione della Fda, gli Stati Uniti hanno finanziato Diasorin per il Covid. Noi del settore lo sappiamo benissimo che se in Italia si vende un euro, in America si vende 5 se non 10”, ha aggiunto Cincotti.

LO SCONTRO IN TRIBUNALE

Ma la questione è ben lungi dall’essere risolta solo con dichiarazioni, accuse e scuse. La TechnoGenetics, infatti, vuole vederci chiaro e su tutto questo ha deciso che farà esprimere di di dovere: la società di Lodi ha fatto esposto alla Consob, alla Procura della Repubblica e all’Autorità garante della concorrenza contro Diasorin e la decisione delle regione Lombardia. La TechnoGenetics procederà a breve anche con un ricorso al Tar della Lombardia.

I legali dell’azienda lodigiana – spiega il Sole 24 Ore– ritengono dunque l’illegittimità dell’accordo tra San Matteo, Diasorin e Regione Lombardia del 26 marzo, peraltro per un prodotto che ancora non esiste ma che blocca le sperimentazioni alternative.

Corrado Formigli, conduttore di Piazza Pulita, ha detto che la società Diasorin, interpellata, non ha voluto dare la sua versione.

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